LA RIEVOCAZIONE STORICA DELLA BATTAGLIA DELLE NAZIONI DI SASSOFERRATO

Dal 28 al 30 luglio, per tre giorni, Sassoferrato ritorna ad essere Sentinum, il teatro della “Battaglia delle Nazioni” dove, nel 295 a.C. vinse l’Esercito Romano sulla Lega dei Gallo-Sanniti, morirono 25mila nemici di Roma e furono fatti prigionieri 8mila combattenti. Un evento unico che, nonostante sia alla sua seconda edizione, già si pone tra le rievocazioni storiche più spettacolari ed interessanti nell’Appennino umbro-marchigiano. Tra i suoi pregi, il fatto che si svolge al confine della preziosa area del Parco Archeologico ed intreccia emozionanti spettacoli e momenti didattici trasformando accampamenti e duelli in libri di storia a cielo aperto. Merito degli oltre duecento rievocatori e di una regia eccezionale, quella di “Ad Pugnam Parati”, costola della Federazione EvropaAntiqua in collaborazione con l’associazione culturale “Decima Legio”. Il risultato è un evento di pregio, dove la battaglia è vissuta in ogni suo momento. Dalla politica delle alleanze alla strategia militare, dagli accampamenti delle varie popolazioni coinvolte a momenti intimi di vita quotidiana. Organizzato dall’Amministrazione comunale di Sassoferrato, Pro Loco, Gaaum in collaborazione con Happennines cooperativa, l’evento è denso di opportunità per piccini e grandi.

Due gli spettacoli di grande attrazione: sabato ore 21, nel parco archeologico, il tradimento degli Etruschi con duelli, lotte e strategie; domenica ore 17, la “Battaglia delle Nazioni” e lo scontro tra i Romani e le truppe confederate dei Galli e Sanniti. Per vivere l’atmosfera e conoscere i vari aspetti della vita quotidiana dei Galli Senoni e dei Sanniti, del Castrumo Romano appuntamento sabato dalle 16 alle 21 e domenica dalle 10 fino alle 17. I rievocatori, indossati gli abiti storici nei loro accampamenti sono a disposizione per spiegare aramenti, forgiam conio, la lavorazione dei metalli ma anche la tessitura, la medicina, la cucina, il ruolo della donna od ancora i giochi e i passatempi, la cosmesi, la misura de tempo, dello spazio, le fortificazioni. Sabato alle ore 18 in diretta, l’addestramento della Katerva dei Galli, della falange Etrusco-italica e dei manipoli dei Romani. Per chi ama approfondire la storia nel programma ufficiale tre momenti culturali. Venerdì ore 21, piazza Matteotti, un convegno sulla “Battaglia del Sentino nell’ambito della romanizzazione del Centro Italia”. Interverranno Maria Raffaella Ciucarelli ed Ilaria Venanzoni della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche. Sabato, ore 17, presentazione di “Stratregikon”, manuale di arte militare dell’impero romano d’Oriente di Giuseppe Cascarino. Domenica 30, dopo la battaglia, “Rievocazioni e rappresentazione. Riflessioni sul Living History” con Giuseppe Cascarino, Samdro e Flavia Busatta.

Per favore non chiamateli figuranti…

Dai dettagli dei vestiti ma soprattutto dalle loro conoscenze è importante non confondere i rievocatori con semplici attori. Per calarsi nel ruolo hanno studiato i popoli che rappresentano. Ogni gruppo è specializzato. Per rappresentare Roma, a Sassoferrato arriva da Fano, la Colonia Iulia Fanestris e da Roma, la Decima Legio. I Galli provengono da Verona e sono Fianna apPalug; da Vimercate, il Popolo di Brig; da Vicenza Suliis as Torc; da Milano Teuta Insubris; da Padova, Teuta Cenomanes; da Pesaro, Teuta Senones Pisaurenses; da Bologna, Teuta Nertobacos; da Reggio Emilia, Clan Raca e da Ferrara, “I lingones”. Mentre i Sanniti vengono da Corfinio e sono i Safinim, da Taranto, i Cavalieri de li Terre Tarentine. La cavalleria viene da Luzzara ed è la Quadrigesima Turma. Presenti anche gruppo di sentinati con il GAAUM. Ciceroni d’eccezione saranno 8 ragazze dell’ “Ipsia” sede associata di Arcevia. Formate al corso professionale di “operatrici del benessere” e coordinate dalla prof.ssa Orietta Petrolati, spiegheranno l’importanza del benessere per il popolo romano proprio nel cuore del Parco Archeologico, commentando quello che resta delle terme della città Sentinum, a due passi degli accampamenti e della battaglia. Le operatrice del benessere diplomate quest’anno sono Madalina Agape, Giorgia Bartoloni, Melissa Clemenzi, Fabrizia Fanasca, Martina Libera, Nunzia Pignatelli, Francesca Possanza, Samira Taddei. Mentre i ragazzi e le ragazze del liceo sentinate che, in un progetto ad hoc costruito con il Gruppo Archeologico Appennino Umbro Marchigiano, hanno approfondito la Battaglia delle Nazioni in questo anno scolastico, con i rievocatori, faranno da guida nell’accampamento. Le Guide sono Lorenzo Amori, Federico Borri, Chiara Baldassarri, Emma Fanesi, Mihana Alonso, Lucia Pierangeli, Edoardo Santarelli, Eloisa Santinelli. Un altro appuntamento…La Battaglia sentinate ha coinvolto un intero comprensorio. L’occasione di approfondire altre civitas, il Gaaum l’ha colta al volo organizzando venerdì 28 luglio una passeggiata da Montefortino a Civitalba fino a Sentinum per ripercorrere le antiche vie dei Celti. Ore 9,30 ritrovo dalla piazza di Montefortino ed incontro con lo storico Federico Unicini a Civitalba. Orario d’arrivo previsto verso le ore 18 con apericena. Pranzo al sacco e scarpe da trekking raccomandate. Prenotazioni al 3351427805 o 3482811314.

La Battaglia delle Nazioni… detta anche del Sentino, la battaglia si svolse nel 295 a.C., durante la terza guerra sannitica. La battaglia coinvolse tutte le popolazioni dell’antichità del centro Italia, di cui il nome “Battaglia delle Nazioni”. I Romani con i Piceni affrontarono un’alleanza composta da Etruschi, Sanniti, Galli Senoni, Umbri mentre i Romani avevano i Piceni come alleati. La battaglia fu decisiva poiché consentì a Roma di imporre il suo dominio all’Italia Centrale. «In quella giornata vennero uccisi 25.000 nemici, mentre i prigionieri catturati ammontarono a 8.000. Ma la vittoria non fu certo priva di perdite: tra gli uomini di Decio Mure vi furono 7.000 caduti, tra quelli di Fabio Massimo Rulliano più di 1.700.»(Livio,Ab Urbe condita libri, X, 29.) Lo stesso Livio sulla Battaglia così si espresse (Liv., X, 30): magna eius diei quo in Sentinati agro bellatum, fama est, “grande è la fama di quel giorno in cui si combattè nell’agro sentinate”

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