SCONFINIAMO, IL RACCONTO DI CHI ARRIVA

Venerdì 21 Ottobre alle ore 17.00 presso la Biblioteca R. Sassi ha avuto luogo l’ultimo incontro dell’iniziativa Sconfiniamo, racconti di chi arriva, con la promessa che però le attività proseguiranno anche nei prossimi mesi: “L’intenzione, infatti, è quella di portare ogni mese una nuova testimonianza, piuttosto che allestire una mostra o organizzare un evento, per avvicinare la Città ai migranti ed i migranti alla Città”: esordisce l’Assessore per le Pari Opportunità, Pubblica Istruzione e Cultura Barbara Pallucca. A parlare è poi Sascha Smerzini, membro del COOSS Marche: “Questa bellissima iniziativa ha rappresentato una grande opportunità di apertura verso i migranti, e ascoltare la loro storia resta il primo dei modi di avvicinarsi e conoscersi”, afferma e così introduce la testimonianza di Samir, un senegalese arrivato in Italia dopo 5 anni di calvario: “Samir è scappato dal Senegal dopo una violenta rivolta contro il governo, pensando di trovare la salvezza, la pace, del tutto ignaro che invece ad aspettarlo c’erano anni di promesse mancate, di sfruttamento lavorativo, di minacce e soprusi, di schiavitù, di nuove fughe disperate e rifugi improvvisati, fino al suo arrivo, quest’anno, in Italia, sbarcando a Brindisi, dove è stato accolto”.  Completamente solo, dopo aver perso ogni traccia della sua famiglia perché lontano da troppo tempo, il senegalese spende queste commoventi parole per l’Italia e per noi italiani: “L’Italia è diversissima dal mio paese, e la differenza più sostanziale è che là avevo paura, qua no. Immaginavo l’Europa come un posto migliore ed è quello che ho trovato: non sono le cose materiali che mi colpiscono, ma più la gentilezza delle persone, più l’aspetto morale che materiale. Sento spesso dire che i bianchi sono razzisti, ma non è così: i bianchi mi hanno aiutato, mi hanno salvato la vita!”. A prendere la parola poi è la Presidentessa della Commissione Pari Opportunità di Fabriano Tecla Chiucchi: “Siamo riusciti con questa manifestazione a creare momenti e situazioni tanto interessanti quanto toccanti, possiamo solo augurarci che  diventi un evento annuale per poter reiterare il nostro impegno collettivo in questa esperienza costruttiva”. Centrale è stato l’intervento di Pietro Bartolo, medico ormai famoso per film Fuocoammare, sugli sarchi a Lampedusa, e per il libro Lacrime di sale, che non è potuto essere presente fisicamente, ma ha voluto inviarci il suo messaggio, in cui ci invita ad accogliere dicendo cose molto semplici: “Queste persone che arrivano non cercano chissà cosa, cercano solo di essere salvati e risparmiati da un’esistenza fatta di disperazione. Da 25 anni cerco di portare avanti questo messaggio, che è stato reso ed amplificato al meglio dal film Fuocoammare, candidato all’Oscar, in cui il regista Gianfranco Rosi ha saputo magistralmente raccontare la sofferenza di chi scappa da un paese senza speranze né futuro. Grazie a questa visibilità, finalmente se ne parla in tutta Italia, in tutta Europa e in tutto il mondo. Nel mio impegno costante sul campo, ho visto circa 300 mila anime: bambini, donne, uomini che arrivano in uno stato pietoso, sia fisicamente, con ferite ed ustioni di ogni genere, denutriti e disidratati, che psicologicamente, spesso in shock, restano muti per giorni. Cosa vogliono? Solo serenità. Sono persone normali con le nostre stesse esigenze e sentimenti. E vi assicuro che è molto più quello che loro hanno dato a noi che quello che noi abbiamo dato e diamo a loro. Portate questo messaggio perché tutti insieme possiamo fare tanto: abbattiamo i muri, siamo solo piccole gocce, ma tante gocce fanno il mare ed il mare, ve lo assicuro, sa essere molto potente”. Ringraziamenti doverosi vanno: “A tutti i ragazzi che hanno partecipato raccontandoci  le loro storie; all’Ambito Territoriale, per aver organizzato; ai Comuni, che hanno offerto ospitalità ed a tutte le Associazioni che accolgono e gestiscono queste anime”, rimarca Tecla Chiucchi; “Alla Commissione Pari Opportunità, perché questa iniziativa è partita da loro e poi l’Ambito l’ha seguita, ma un grazie speciale va a Martina Bregallini, senza la supervisione della quale tutto questo non sarebbe stato possibile”, aggiunge l’Assessore Barbara Pallucca. “Tanto è stato fatto ma tanto si può continuare a fare: con Sconfiniamo si è creata una rete bellissima che speriamo continui a crescere. Viviamo in momento storico-sociale in cui si cavalca l’onda del razzismo facile, ma non possiamo  assuefarci a tutto questo. Dobbiamo mantenere i diritti della persona al centro per un’Europa libera e solidale”: così Mirco Carlucci del Laboratorio Sociale Fabbri; chiudono l’evento le bellissime parole del Presidente dell’Associazione Culturale Oltre L’altro: “L’ idea di proseguire con l’evento mi sembra la cosa migliore, è importante scoprirci, condividere e capire cosa ci accomuna arricchendoci con questo bagaglio, che non apre solo la mente ma anche il cuore”.

Paola Rotolo

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