LA CHIUSURA DELLA PORTA SANTA SUL SAGRATO DELLA CATTEDRALE

Nonostante il terremoto e le chiese del centro tutte chiuse, prende forma il primo anno pastorale del nuovo vescovo Stefano Russo che continuerà, sulla scia di quanto già fatto da mons. Vecerrica, ad alternare incontri comunitari in città con appuntamenti nelle vicarie della diocesi di Fabriano-Matelica. Due gli eventi da mettere in agenda: la chiusura dell’Anno Santo della Misericordia indetto da Papa Francesco e i Mercoledì della Fede che ritorneranno dal mese di dicembre e saranno dedicati al tema dell’amore e della famiglia. Idealmente, quindi, i giovani e le coppie di sposi e di fidanzati sono già invitati in duomo per questa serie di incontri con ospiti illustri che, partendo dall’enciclica del pontefice dal titolo “Amoris Laetitia”, illustreranno un tema di stretta attualità. Gli occhi di tutto il mondo saranno rivolti a Roma, dove, in piazza San Pietro, il 20 novembre, il Santo Padre chiuderà la Porta Santa al termine del Giubileo straordinario, il primo che non ha avuto il suo centro in Vaticano, ma in ogni diocesi del mondo. Proprio per questo, in attesa del rito del papa, dall’8 al 13 novembre, sono previsti una serie di appuntamenti che culmineranno con la chiusura della Porta Santa sul sagrato della Cattedrale di Fabriano anche in caso di maltempo vista la chiusura, causa sisma, del duomo.

Martedì 8 novembre, don Marco Strona presenterà, presso la chiesa della Sacra Famiglia, il suo libro dedicato a San Bonaventura. Mercoledì 9, invece, dalle ore 18,30 liturgia penitenziale a San Giuseppe Lavoratore, a Regina Pacis di Matelica e agli Scalzi di Sassoferrato. Alcuni sacerdoti saranno a disposizione anche dopo cena, fino alle 22,30 per le confessioni. Giovedì 10 novembre, alle ore 21, ritorna l’oratorio sacro scritto e diretto da don Umberto Rotili, “Il Giardino della misericordia”. L’appuntamento, atteso da molti, è alla Misericordia. Domenica 13 novembre, alle ore 17 Santa Messa presieduta da Mons. Russo e chiusura della Porta Santa varcata, dallo scorso dicembre, da migliaia di fedeli, gruppi e movimenti che, ogni giorno, in questo anno particolare, hanno compiuto un pellegrinaggio a San Venanzio. Poi l’attenzione sarà tutta per i Mercoledì della Fede che torneranno da dicembre. “L’idea che stiamo portando avanti – ha detto il vescovo – è quella di accogliere in duomo una serie di testimoni che parleranno di tematiche familiari in modo esperienziali.” Mons. Russo, intanto, ha conosciuto un po’ tutta la diocesi e, dal suo ingresso di giugno, non ha smesso mai di incontrare sacerdoti, fedeli e associazioni.

Parlando a proposito dell’Anno Santo il presule ha rimarcato che “solo nell’ascolto possiamo accogliere la Misericordia del Signore, riconoscerci peccatori e allo stesso tempo essere testimoni di misericordia che con efficacia si configurano, secondo un’espressione cara a Papa Francesco, come Chiesa in uscita. Sogno, infatti, una Chiesa maestra di relazioni. E’ così: viviamo un tempo nel quale abbiamo la possibilità straordinaria di metterci in contatto con l’altra parte del mondo, attraverso il delicato e semplice tocco di uno schermo, ma in cui emerge, allo stesso modo, una grande difficoltà a vivere un amore fedele e perenne. E’ questa, a mio parere, una delle periferie esistenziali più estese del nostro tempo. In un mondo che sembra travolto da una corsa inarrestabile, dove sempre più spesso i rapporti interpersonali, sono particolarmente caratterizzati dalla fugacità – ha detto Russo – abbiamo bisogno di persone, famiglie, gruppi, capaci di far vedere la bellezza dell’incontro in Cristo. Persone che non hanno paura di fermarsi davanti all’altro, riconosciuto come fratello, persone che “perdono tempo” per l’altro, mettendo in circolo la “buona notizia”, capace di riscaldare il cuore di ogni uomo e di introdurlo in un cammino di autentica liberazione.” Sul terremoto interviene il vescovo. Mettere in sicurezza chiese rinascimentali, campanili, pievi dell’anno Mille ”è spesso molto difficile, può richiedere progettazioni architettoniche complesse: non so se San Benedetto a Norcia si sarebbe potuta salvare in qualche modo, o se si poteva scongiurare il crollo del santuario di Santa Maria in Pantano a Montegallo. Qualche puntellamento in più dopo agosto sarebbe stato utile, ma intervenire con un terremoto in corso presenta anche dei pericoli”. Mons. Stefano Russo, è un vescovo con laurea in architettura: dal 2005 al 2015 è stato responsabile dell’Ufficio nazionale dei Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale; il 18 marzo scorso è diventato vescovo di Fabriano-Matelica. Come pastore e ‘tecnico’ parla delle ferite inferte dal sisma a un territorio che conosce molto bene.  ”Sappiamo che i danni sono enormi, ma non abbiamo ancora un quadro esaustivo, e non lo avremo in tempi rapidi. Tutti i rilievi condotti dopo il terremoto del 24 agosto vanno rifatti”.

Marco Antonini

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