IL MESSAGGIO DI NATALE DI MONS. GIANCARLO VECERRICA

“Natale è Gesù. E chi è Gesù?”. E’ il titolo del messaggio natalizio del Vescovo Vecerrica di quest’anno che risente del clima presente, fatto di paura ed incertezza, ma anche di bisogno di recuperare il senso di una tradizione da cui ha origine la nostra storia, nel segno di un’identità che non va nascosta: “Tutte le Religioni cercano Dio, andando verso di lui. – sottolinea il Vescovo – Nel Cristianesimo è Dio che cerca l’uomo, venendo verso di noi. Questo è avvenuto con Gesù nel Natale. Il Natale è Dio tra noi. Il Natale è Gesù. (…) Certo, ci preoccupano e fanno paura il terrorismo e le guerre, la povertà e l’incertezza delle cose; ma la fragilità della nostra esistenza è un richiamo, è un’occasione per tenere viva la domanda essenziale: chi mi può realmente e concretamente liberare? Le circostanze attuali ci sfidano, ci mobilitano, ci provocano a riconoscere la venuta di Gesù. Il tempo in cui ci troviamo a vivere ci chiama a prendere posizione e a verificare la verità di Gesù, Figlio di Dio e presente tra noi. Il Presepio diventa così il luogo dove rispondere: sì, a questa domanda di vita”. Insomma la nascita di Gesù ci è compagnia vicina per ridestare la nostra persona ad affrontare qualsiasi sfida e farci vivere le difficoltà come un’avventura appassionante. A questo punto Vecerrica spiega come l’incarnazione sia “un dono per noi” e Gesù “non è dei cristiani, ma di tutti. E’ l’Amore vero, creativo e ricreativo, cioè misericordioso”. Ecco quindi la grazia dell’Anno Santo proprio sulla Misericordia. “Natale è la Misericordia di Dio – continua il Vescovo. Il fascino che, oggi, suscita Papa Francesco è tutto nel suo essere segno di dove è Dio, dove è l’Amore, dove si trova l’esperienza della tenerezza, dove l’amore vince sul male, sulle guerre, sulle divisioni”. Infine, prima degli auguri, Mons. Vecerrica chiede di far proprie alcune proposte del Papa come la Confessione, invitando i giovani a riscoprire la propria vocazione, le opere di misericordia corporali e spirituali, esortando la Diocesi a partecipare all’iniziativa “Sos Misericordia” per suggerire un’opera di misericordia da realizzare concretamente nel territorio e l’impegno a rinnovare la vita di tutti, in modo che “chi abbia responsabilità politiche, amministrative e sociali si spenda nel dare lavoro e assistenza sanitaria; ascolti il grido del popolo, che chiede di salvare nel territorio i reparti più urgenti e più vitali del nostro ospedale, come la maternità; che domanda di ridare possibilità all’artigianato e all’agricoltura; che desidera ripopolare i centri storici come luoghi di incontro e di amicizia”. Il suo messaggio si conclude con la richiesta di “un balzo di tenerezza” nei rapporti in modo da vivere questo anno in modo davvero misericordioso.

Marco Antonini

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