JP E BEST, INVESTIMENTI E LAVORO

Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e l’assessore al Lavoro Loretta Bravi hanno incontrato il presidente americano Jeff Mueller del gruppo Nortek, cui fa capo la Best di Cerreto d’Esi. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sulla situazione dello stabilimento marchigiano della Best e sulle intenzioni dei vertici aziendali americani in merito al futuro del sito produttivo. Il Presidente Ceriscioli e l’Assessore Bravi hanno chiesto al presidente Mueller di spiegare le intenzioni del gruppo relativamente all’unico stabilimento in Italia (Best di Cerreto d’Esi) e di chiarire le strategie e gli investimenti futuri per sviluppare il sito produttivo italiano, al fine di garantire la continuità produttiva e i livelli occupazionali, nella prospettiva di agganciare la ripresa e incrementare volumi produttivi e posti di lavoro. Mueller ha ribadito la volontà non solo di mantenere lo stabilimento fabrianese, ma di investire (una parte degli investimenti è già avviata) su questo sito per diventare sempre più competitivi, accrescere gli sbocchi di mercato e, di conseguenza, far crescere l’azienda e i livelli occupazionali. Senza nascondere le difficoltà legate all’attuale fase di crisi e agli elevati costi di produzione italiani, Mueller ha precisato che per il gruppo Nortek le capacità e le competenze italiane sul design, sullo stile e anche la grande professionalità manifatturiera sono elementi su cui continuare a investire anche in futuro. Ceriscioli e Bravi hanno infine ricordato le opportunità legate ai bandi regionali, che potrebbero consentire all’azienda di accedere ai fondi europei, per l’ulteriore rafforzamento del sito di Cerreto d’Esi.

JP, I SINDACATI E IL PROGETTO INDUSTRIALE

Si parla di lavoro alla Jp con gli operai che tornano in fabbrica per tre settimane. Il progetto industriale della Jp Industries necessita di finanziamenti per prendere il via. Il problema torna a riproporsi. Stavolta, tuttavia, il clima sembra davvero cambiato in senso positivo. Non è difficile notare, infatti, che, alla luce della sentenza della Corte di Cassazione che ha giudicato valida l’acquisizione della Ardo da parte della Jp Industries spa-Qs Group spa dell’imprenditore cerretese Giovanni Porcarelli, si sta configurando una situazione ben diversa. E non è detto che delle risorse importanti non possano essere sbloccate nel giro di pochi giorni. “In questi anni, Porcarelli è andato avanti da solo, senza l’aiuto delle banche – ha osservato Evaristo Agnelli (Fiom nazionale) al Corriere Adriatico – ma adesso serve un sostegno per il nuovo progetto. Prima della sentenza della Cassazione, c’era stato un pre-accordo di finanziamento; ora, si tratta di verificare se esso è valido e agire di conseguenza. Al riguardo, abbiamo chiesto al ministero dello Sviluppo economico che organizzi un incontro apposito, al fine di chiarire la possibilità del finanziamento bancario che consenta alla Jp di ripartire con il lavoro”. L’incontro potrebbe anche essere fissato nei prossimi giorni. “Porcarelli – ha ribadito il responsabile provinciale della Uilm Vincenzo Gentilucci – ha spesso rimarcato di non avere bisogno dei fondi dell’Accordo di programma, ma gli serve denaro liquido per far partire il progetto industriale. Considerate le pressioni del Mise, riteniamo che si possa giungere presto a un’intesa con gli istituti di credito.”

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