PARTO IN ACQUA, AL PROFILI LA SALA E’ INUTILIZZATA

Chiude Ostetricia? I cittadini non si arrendono e attaccano la politica che, ancora una volta, finisce sotto accusa. “Non si può chiudere un reparto per colpa di un vincolo numerico. E’ come se Cardiologia- spiega il dottor Vinicio Arteconi – interrompesse l’attività perché in città avvengono pochi infarti.” Anche il dottor Lamanna, da molti anni alla guida del reparto ha spiegato che “non è possibile tagliare senza tenere conto della conformazione del territorio che rende difficile il collegamento con Jesi o Ancona.” Lunedì pomeriggio incontrerà il Governatore Ceriscioli.

Alcune coppie di Fabriano hanno denunciato un disservizio tutto italiano: la sala parto in acqua. E’ una delle più attrezzate e nuove in ambito regionale eppure, per carenza di personale, non viene usata. E’ collocata, inoltre, fuori il reparto e questo non permette un utilizzo in tempo reale in contemporanea con le due sale parto. “Con due ostetriche in più – denunciano – il parto in acqua sarebbe subito fattibile. In questo modo potremmo attirare tante mamme che scelgono questa pratica per partorire. Acquistata pochi anni fa con il contributo della Fondazione Carifac rischia di diventare un’altra dimenticata. “Peccato – riferiscono dal reparto – perché sono poche le strutture dotate di questa sala così importante richiesta sempre da più mamme.”

Marco Antonini

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