ARTIGIANATO SENZA SCHIARITE. A FABRIANO IMPRESE PRECARIE SENZA LIQUIDITÀ

Imprese strutturate prive della liquidità necessaria per fare investimenti, neoattività costrette a gettare la spugna nel giro di neanche un anno. Dopo anni di crisi la realtà produttiva del distretto fabrianese si scontra ancora con un vivere precario senza schiarite all’orizzonte – dichiara Simone Clementi, Segretario Confartigianato Fabriano – Una fase di transizione e incertezza che richiede in risposta interventi tempestivi ed oculati. Tasse, spese di gestione, burocrazia, ritardi nei pagamenti e costo del lavoro hanno eroso i capitali aziendali fino all’osso. Molti imprenditori per non chiudere hanno addirittura attinto ai risparmi familiari, altri si sono purtroppo indebitati, e tutto questo spesso non basta. Senza liquidità, le imprese sono impossibilitate a investire, ad innovare, ovvero non sono in grado di mettere in atto proprio quelle azioni che potrebbero aprire uno spiraglio alla ripresa della capacità produttiva. Stando all’elaborazione dell’Ufficio Studi Confartigianato sulla base dei dati di Movimprese – Ufficio Statistico CCIAA di Ancona al 30 settembre è negativo (-5) il saldo tra le iscrizioni e le cessazioni delle imprese artigiane nel distretto fabrianese e in un anno il comparto artigiano è passato da 1.343 attività registrate sul territorio a 1.317 (26 in meno). Le iscrizioni di nuove imprese artigiane continuano e in nove mesi, da gennaio a settembre, ne sono nate 16, ma queste neoattività – continua Clementi della Confartigianato – spesso frutto di iniziativa estemporanea, in numerosi casi non riescono a trovare pieno sviluppo e chiudono, costrette a confrontarsi fin dai primi passi con un contesto estremamente duro e selettivo, fatto di tasse e burocrazia. Nei settori, il terzo trimestre si chiude con un saldo negativo di – 5 per i servizi alle imprese, – 4 per il manifatturiero, – 1 costruzioni; positivi (5) i servizi alle persone. Altro settore in controtendenza, la meccanica di precisione e stampi – continua Clementi della Confartigianato – che cresce grazie all’internazionalizzazione. Su questo fronte si ravvisa però una esigenza formativa per preparare figure professionali pronti al confronto con i mercati esteri. Per sostenere il rilancio del territorio ciò che più serve ora, e con urgenza, è un sistema integrato di interventi che, dall’accesso al credito a misure di sostegno per le neoimprese, dall’alleggerimento della pressione fiscale alla sburocratizzazione, dal supporto all’internazionalizzazione all’innovazione, vadano a incidere sul sistema locale, incentivando quanto più possibile la diversificazione produttiva, conclude Simone Clementi, Segretario Confartigianato Fabriano. Anche puntare sulla peculiarità e l’eccellenza creativa di Fabriano è un percorso da sviluppare, istaurando un circolo virtuoso tra valorizzazione del territorio e Made in Italy, e utilizzare il riconoscimento Unesco per far crescere e creare opportunità per le nostre imprese.
cs
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