L’APPELLO DELL’ANPI DI CERRETO D’ESI, IN PIAZZA CONTRO L’ODIO RAZZIALE

L’ANPI di Cerreto D’Esi seriamente preoccupata per il perdurare della crisi economica, dalla distanza crescente della politica dai cittadini e dai lavoratori, dalla erosione del tessuto sociale   ricorda che in passato, furono cause che contribuirono alla nascita del fascismo. Sarà presente in Piazza Lippera domenica 27 settembre alle ore 10 alle 13 con un sit in per coinvolgere, informare e sensibilizzare la cittadinanza in merito ad alcuni gravi e deplorevoli fatti che si stanno verificando nel nostro territorio. Da tempo, soprattutto all’interno dei social network, alcuni nostri concittadini stanno esternando sentimenti a dir poco contrari alla moralità umana e alla democrazia. Ci riferiamo a vere e proprie apologie del nazi-fascimo oltre che a un infimo odio razziale, nonché al palese auspicio di un ritorno ad un regime totalitario, di cui il nostro Paese ne ha ancora triste memoria. Non è nostra intenzione scendere nei dettagli di queste inqualificabili esternazioni, ci limitiamo a constatare che esse attengono alla parte meno nobile dell’animo umano e al populismo più becero, che sempre accompagna coloro che sono privi di coscienza sociale e di cultura democratica. L’Anpi, rappresenta la testimonianza cristallina di quanto la democrazia, di cui la Costituzione Repubblicana ne è fondamento, vada difesa da qualsiasi tentativo volto a erodere la dignità umana che vive nei diritti e nelle libertà lasciateci in eredità dai padri costituenti e da tante eroiche esistenze. Crediamo che l’attuale congiuntura socio-economica, una mancata politica industriale  del lavoro, una disoccupazione che sembra inarrestabile, svolgano un ruolo di “agente facilitante” nei confronti di questi riflussi fascisti. La perdita di coesione sociale, una politica auto referente e un sindacato debole, troppo spesso distante dai problemi dei cittadini, nonché un clima di isolamento socio-culturale che sta colpendo sempre di più i nostri territori, possono alimentare queste sottoculture nei cui confronti è sempre necessario che la società civile si mobiliti onde evidenziare e contrastare con assoluta fermezza questi fenomeni che non devono trovare cittadinanza in uno stato libero e democratico. Chiediamo pertanto a tutta la società civile che si riconosce nell’imprescindibile valore dell’antifascismo, di condividere e sottoscrivere il presente documento quale simbolo di una comunità che non offre e non offrirà mai cittadinanza storica ad un ideologia che ha calpestato i diritti e la dignità umana.

CS

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