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Guido Papiri lascia Fondazione Carifac per motivi di salute

L’organo di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana ha approvato, lo scorso 29 aprile,  il bilancio consuntivo 2014. Nella stessa seduta i membri dell’Organo Collegiale hanno accettato le dimissioni del Presidente, Guido Papiri, che ha guidato la Fondazione negli ultimi due anni. Le dimissioni sono state motivate dalla necessità di osservare un lungo periodo di riposo in esito ad alcuni accertamenti di salute a cui è stato sottoposto in questi ultimi mesi. “ Nel presentare le dimissioni da questo incarico, desidero rivolgere un ringraziamento agli Organi della Fondazione Carifac, al Vescovo della Diocesi di Fabriano-Matelica, ai Sindaci del territorio con particolare riguardo a quelli di Fabriano e Cupramontana a tutte le autorità, civili, militari, ai Presidenti delle Associazioni di ogni genere e agli Organi di Stampa, che mi hanno sostenuto in questo arco di tempo e che mi hanno dimostrato  la loro stima e la loro considerazione. Nel mio lavoro ho sempre cercato di fare il bene del territorio che è stato supportato, nell’arco di due anni,  con interventi pari a circa 5 milioni di euro serviti a finanziare attivita’ di vario genere:  dall’assistenza agli anziani  allo sviluppo locale, dalla salute pubblica all’arte e beni culturali. Proprio in questo ultimo settore si inserisce la mostra “ Da Giotto a Gentile: pittura e scultura tra due e trecento” che ha dato tanto prestigio e lustro  a questa zona e nella cui realizzazione ho profuso tutto il mio impegno.  Le 75 mila presenze  a Fabriano hanno suggellato il successo non solo dell’evento , ma il successo di una città in grave crisi economica e occupazionale e che, viceversa,  ha visto rinascere per sei mesi la speranza in tanti ragazzi laureati e non, che hanno potuto entrare a far parte di un  team di alto profilo, facendosi conoscere e alimentando contatti positivi per il loro futuro professionale.  La stessa cosa vale per l’attivazione delle borse lavoro over 45 che hanno permesso a chi ha perso il lavoro, di rendersi utile avendo a disposizione  un piccolo stipendio mensile che, per chi non ha niente,  è sicuramente importante. Insomma questo mi riempie di gioia e mi dà la possibilità di lasciare la Fondazione con un sorriso,  cosciente del fatto che il mio lavoro non è stato vano, ma ha permesso ad un città di avere  una boccata d’ossigeno e ad un territorio di essere conosciuto e apprezzato da migliaia  di persone che, forse, non avrebbero mai  avuto il desiderio di recarsi a Fabriano”.

 

Antonietta Ciculi