ATTACCO A TUNISI, IL PUNTO DELLA FARNESINA. LE AREE A RISCHIO

SICUREZZA
La Tunisia ha vissuto nella calma le tornate elettorali dell’autunno scorso. Si sta assistendo ad un graduale miglioramento delle condizioni di sicurezza nelle grandi città, favorito dalla ricomposizione del quadro politico tunisino a seguito della formazione di un Esecutivo condiviso tra le maggiori forze politiche del Paese. Nell’ultimo anno le forze dell’ordine hanno peraltro messo a segno con successo un crescente numero di operazioni volte all’individuazione ed all’annientamento di cellule legate agli ambienti del terrorismo o dedite al traffico d’armi. Le forze di polizia mantengono, in particolare, una attenzione elevata sulle attività di gruppi ascrivibili alla galassia religiosa ultraconservatrice (movimento salafita e bande implicate in traffici illegali, anche provenienti dalla Libia), anche aderenti ad Ansar al Sharia, resisi responsabili ancora recentemente di attacchi principalmente ai danni delle forze di sicurezza in aree isolate del nord, del sud e dell’ovest, a volte con esiti tragici.

Le Autorità tunisine hanno elevato notevolmente il livello di attenzione sul rischio rappresentato dal terrorismo sia a Boulaaba, nel governatorato di Kasserine, dove recentemente si è verificato un attacco terroristico contro la Guardia Nazionale, che nelle aree turistiche. A seguito dei più recenti sviluppi in Libia, sono state ulteriormente rafforzate le misure di sicurezza a protezione della zona del confine sud, terrestre e marittimo con unità supplementari  dell’Esercito, della Guardia Nazionale e delle Dogane. Si raccomanda di osservare le opportune misure di vigilanza nella frequentazione di luoghi pubblici (quali, ad esempio, centri commerciali, mercati all’aperto, stazioni ferroviarie e mezzi di trasporto in comune) e di evitare assembramenti di qualsiasi natura, a Tunisi e nelle altre località. Un’attenzione accresciuta andrà prestata negli spostamenti e nell’attraversamento di zone isolate del Paese, oltre che dei quartieri periferici della grandi città, specie negli orari notturni. E’ altresì  necessario porre molta attenzione al rispetto di posti di controllo delle forze dell’ordine.

A tale ultimo proposito, si constata una rafforzata presenza di forze dell’ordine sulle principali arterie stradali del Paese e all’interno delle principali aree urbane, anche a mezzo di posti di blocco che vengono operati da personale di polizia armato ed in borghese con il quale si raccomanda di collaborare pienamente.  Le difficili condizioni in cui versa l’economia nazionale continuano ad essere, inoltre, la principale causa di ricorrenti scioperi, organizzati tanto su base di categoria (trasporto aereo, magistrati, giornalisti) quanto su base territoriale, da ultimo violente manifestazioni presso i confini con la Libia dovute ai rafforzati controlli che impediscono il piccolo commercio fonte di sussistenza per gran parte della popolazione di quelle aree.

Si registrano allo stesso modo episodiche manifestazioni anti-governative dovute alla diffusa disoccupazione, a rivendicazioni di carattere salariale e al caro-vita, soprattutto nelle zone urbane dell’interno. In tali casi, non sono infrequenti blocchi di strade e di attività commerciali ed industriali, danneggiamenti di uffici e trasporti pubblici, scuole, ospedali, particolarmente nelle aree più povere dell’entroterra.  In ragione del loro carattere sporadico, si tratta di episodi di difficile prevedibilità; tuttavia, tali episodi non hanno avuto sinora alcun risvolto di violenza nei confronti degli stranieri ma ad essi occorre confrontarsi con particolare discrezione e buon senso. Ad ogni modo, si invitano i connazionali, residenti e non, a tenersi costantemente informati attraverso i media locali ed internazionali sugli sviluppi della situazione in atto, segnalando la propria presenza sia al Ministero degli Affari Esteri, iscrivendosi sul sito DoveSiamoNelMondo, sia alla Sede diplomatica italiana a Tunisi, inviando una mail all’indirizzo: ambitalia.tunisi@esteri.it.

Aree a particolare rischio

L’attuale instabilità in Libia provoca al valico di frontiera di Ras Jedir e nella vicina Ben Gardene una costante situazione di tensione. Considerata tale circostanza e gli ultimi, recenti sviluppi è fortemente sconsigliato avvicinarsi ai valichi di frontiera con la Libia e, più in generale, al confine con quel Paese. In considerazione dell’attuale situazione nel Sahel, più specificatamente nel contesto ancora fluido in Mali a causa della presenza di gruppi terroristici quali ad esempio il movimento terroristico di Al Qaida nel Maghreb Islamico (AQMI), è altresì sconsigliato di effettuare spostamenti ed escursioni anche nelle aree adiacenti i confini con l’Algeria. Si raccomanda pertanto di evitare il transito nella vasta area occidentale a ridosso con il confine algerino – in particolare le aree facenti parte dei Governatorati di El Kef e di Kasserine teatro, oramai da oltre un anno, di scontri a fuoco tra forze di sicurezza e gruppi armati aderenti all’islamismo radicale.

Si raccomanda altresì di osservare rafforzata vigilanza nell’attraversamento delle zone desertiche e pre-desertiche del sud del Paese in considerazione del rischio di possibili atti ostili nei confronti di stranieri. Rafforzata prudenza va comunque osservata anche in alcuni quartieri periferici della capitale Tunisi. Al fine di evitare di essere vittime di episodi di micro criminalità, si suggerisce di evitare l’attraversamento della Medina di Tunisi in orario notturno o dopo la chiusura delle attività commerciali.

Si consiglia di evitare anche alcuni sobborghi e quartieri periferici della città di Sousse e Sfax, dove si è riscontrato un incremento della criminalità comune. Un invito alla prudenza va esteso anche all’area del Governatorato di Biserta e all’area circostante di Monastir, alla luce di episodi legati anche all’integralismo religioso di matrice salafita. Si informa, altresì che, con decisione del Comitato di Sicurezza Nazionale della Presidenza della Repubblica tunisina, nei mesi scorsi sono state dichiarate zone di operazioni militari le seguenti località: Bir Lahfay, Sidi Ali Ben Aoun, Sidi ïch, Jebel Toual, Jebel Oudada, Jebel Salloum, Jebel Ghardek, Jebel Kemayem e Jebel Rakhmet. Si tratta di aree montagnose isolate localizzate nei territori dei Governatorati di El Kef, Kasserine e Sidi Bouzid, che rafforzano l’invito ad evitare gli spostamenti in aree isolate.

Si ricorda inoltre che il 30 giugno 2012, il Ministero della Difesa Nazionale ha decretato la chiusura del Sahara tunisino. L’accesso a tale area è soggetto a procedure stabilite congiuntamente dal Ministero della Difesa Nazionale, dal Ministero dell’Interno e dal Ministero del Turismo in base alle quali i turisti che intendano visitare il Sahara tunisino sono accompagnati da guide turistiche e dall’esercito. Le autorizzazioni vanno richieste direttamente ai Governatorati di Tozeur, Kebili e Tataouine. I punti di accesso al Sahara tunisino (le località di El Matrouha, Jbil, Ksar Ghilane, El Kamour, Kambout, Larzet) sono controllati dalla Guardia Nazionale. Si sconsiglia d ogni modo di effettuare escursioni nella detta area.

Consigli pratici

Si raccomanda ai turisti che intendano effettuare escursioni all’interno del territorio tunisino, di farlo nell’ambito delle attività organizzate da “Tour Operator” locali di chiara fama e professionalità e comunque esclusivamente in gruppi numericamente significativi, soprattutto ove si intendano effettuare viaggi in zone diverse dalle località turistiche della costa. L’invito è di tenersi costantemente informati attraverso i mezzi di informazione locali ed internazionali per conoscere in anticipo, nel limite del possibile, eventuali problematiche legate alla situazione di sicurezza e di mobilità nel Paese. In via più generale, è vivamente sconsigliato mettersi in viaggio nelle ore notturne a causa del rischio di diventare bersaglio di possibili azioni criminose (blocchi stradali finalizzati a perpetrare rapine a mano armata) e della pericolosità connessa alla guida, soprattutto nelle strade secondarie.

In Tunisia si sono riscontrati alcuni casi di infezione da Coronavirus (NCoV): per un utile approfondimento al riguardo, si invita a consultare il Focus “Sicurezza sanitaria – Coronavirus”sulla home page del presente sito, nonché il sito della WHO (World Health Organization – Organizzazione Mondiale della Sanità), alla pagina “Disease Outbreak News” http://www.who.int/csr/don/en/index.htm/.

Informazioni circa la situazione di sicurezza nel Paese potranno essere assunte consultando gli appositi Avvisi pubblicati sul sito www.viaggiaresicuri.it che vengono regolarmente aggiornati dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale/Unità di Crisi e dall’Ambasciata d’Italia a Tunisi.

CS

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