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Cag Fabriano, più di 800 accessi mensili

Riflettori accesi sul Centro di Aggregazione Giovanile di Fabriano. A fare da legante metodologico tra la visione etica e l’azione sul campo è stata Angela La Gioia, che ha ripercorso le tappe del “filo verde” della Comunità Educante iniziato nel 2024: «Questo è un percorso che unisce formazione e consulenza di processo, nato per ascoltare i giovani e ribaltare la prospettiva: guardare alle potenzialità dei ragazzi (promozione del benessere), anziché rintracciarne solo i fattori di rischio (prevenzione del malessere). Con la stipula a fine 2025 del Patto di Comunità, il documento sottoscritto dai Comuni, dall’Ambito 10 e dalle associazioni ed enti educativi del territorio, tutti gli attori della rete — scuole, famiglie, istituzioni, associazionismo — si impegnano in diritti e doveri, primo fra tutti essere adulti coerenti, presenti e di supporto. Dobbiamo chiedere ai ragazzi se il vestito che cuciamo per loro calza bene, ascoltando la loro viva voce».

La concretezza di questa “sartoria sociale” è stata dimostrata dai dati presentati dal coordinatore dei Centri di Aggregazione Giovanile (CAG), Mattia Genovese, della cooperativa Mosaico. Da novembre 2024 a marzo 2026 gli accessi complessivi mensili al CAG di Fabriano sono passati da 122 a ben 843, registrando una crescita di quasi sette volte, per un totale di 8.323 accessi e 867 persone differenti intercettate. Il centro è ormai un riferimento strutturale, frequentatissimo anche nel fine settimana (media di 25,2 presenze giornaliere). Dati a cui vanno sommati quelli relativi alle attività svolte dall’associazionismo sempre presso il CAG: Lokendil, Fabriano Pro Musica, Fabriano Photo Club mobilitano ogni settimana decine di ragazze e ragazzi, per attività ludiche, musicali e artistiche. Anche a Cerreto d’Esi, il CAG si è imposto come un presidio educativo di comunità essenziale per i preadolescenti under 13. Cruciale il ruolo dell’educativa di strada, che ha portato gli educatori a uscire dalle strutture per abitare i luoghi informali dei ragazzi (parcheggi, giardini) a Fabriano, Cerreto d’Esi e Serra San Quirico, intercettando solitudini e bisogni altrimenti invisibili. «Se l’educativa di strada va incontro ai ragazzi fuori dai circuiti formali, il CAG è una struttura stabile dove l’educatore “sta con il ragazzo” e risuona con lui» ha spiegato Genovese. Una visione confermata da Andrea, giovane utente del servizio: «Il CAG per me è stato un punto di svolta, un’enorme opportunità per tutti noi ragazzi di Fabriano che vogliamo fare musica o attività ludiche. È soprattutto un posto sicuro e di buona contaminazione».