News

Electrolux, tutelare i posti di lavoro e la continuità produttiva

Cerreto d’Esi – Vertenza Electrolux: oggi nuovo summit in regione con i sindacati, l’ultimo prima dell’atteso vertice di lunedì al Ministero delle Imprese con il ministro Urso per chiedere alla multinazionale svedese il ritiro del piano. Unanime la contrarietà alla chiusura dello stabilimento di cappe di Cerreto d’Esi con 170 esuberi. La Rsu dello stabilimento non le manda a dire: «Consideriamo fondamentale la posizione delle istituzioni al nostro fianco nella vertenza. Dal Tavolo del lavoro di Fabriano è uscita una posizione comune, senza colori politici contro un piano industriale scellerato che va ritirato. Con la chiusura non c’è nessun tipo di futuro, noi non vogliamo cassa integrazione, ma solo lavorare. Electrolux non ci sta rubando solo il lavoro, ma la nostra dignità di padri e madri di famiglie che non avranno più futuro su un territorio già fortemente colpito dalle crisi». I sindacati fanno il punto della situazione, con lo stato di agitazione che prosegue ad oltranza. Isabella Gentilucci, (Uil Marche): «C’è la volontà di far fronte comune per rigettare un piano industriale inaccettabile. Come Uilm abbiamo ribadito che è scaduto il tempo e bisogna passare dalle parole ai fatti. I due fronti due cui agire sono la tutela dei posti di lavoro e della continuità produttiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi con la messa in campo di politiche industriali a sostegno del settore. Basta con i bonus a pioggia: solo incentivi per le aziende che creano occupazione e ricchezza nel nostro Paese». Pierpaolo Pullini, (Fiom Cgil): «Il piano di Electrolux deve essere assolutamente ritirato e le istituzioni a tutti i livelli facciano la massima pressione affinché ciò avvenga. Il territorio non reggerebbe questa ennesima chiusura. Le produzioni devono rimanere negli stabilimenti italiani. È necessario discutere di quello che serve come sistema Paese, ma bisogna farlo senza avere la minaccia dei licenziamenti come una pistola puntata».

m.a.