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Electrolux, tavolo a Fabriano. Poi convocazione in Regione e a Roma

Fabriano – Saranno giorni decisivi per capire il destino dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi: i sindacati hanno chiesto alla multinazionale svedese il ritiro del piano che chiude il sito produttivo con 170 esuberi in un territorio già stremato. In attesa di un nuovo vertice in regione, previsto per venerdì, il primo appuntamento in agenda è fissato per domani, mercoledì. Alle 10.30, presso il Palazzo del Podestà, si terrà il Tavolo comunale del Lavoro di Fabriano sulla vertenza Electrolux. Convocato dalla sindaca Ghergo e dall’assessore regionale Consoli, parteciperanno le istituzioni competenti, i sindacati, le associazioni di categoria e i lavoratori per fare il punto sulla situazione produttiva e occupazionale e per coordinare la mobilitazione istituzionale a sostegno dei lavoratori. Sulla vicenda la sindaca di Fabriano, Daniela Ghergo, ha sollevato una questione, il rapporto tra incentivi pubblici e responsabilità delle multinazionali. «Per oltre un decennio l’Italia ha sostenuto il comparto dell’elettrodomestico con denaro pubblico: basti ricordare i 700 milioni di euro di bonus mobili ed elettrodomestici erogati dal 2013. Non è più tollerabile – prosegue – che un Paese eroghi incentivi e sostegno alla domanda e poi assista in silenzio mentre i gruppi multinazionali incassano e delocalizzano. Servono clausole vincolanti sull’occupazione e sugli investimenti per chi riceve fondi pubblici, e servono sanzioni quando quelle clausole non vengono rispettate».

Il coordinamento nazionale di Fim, Fiom, Uilm di Electrolux ha deciso di non interrompere le iniziative a sostegno della vertenza. Continua lo stato di agitazione con scioperi articolati negli stabilimenti e lo sciopero dello straordinario e delle flessibilità a tempo indeterminato. Inoltre, il 25, in concomitanza con l’incontro a Roma, si terrà uno sciopero di otto ore in tutti gli stabilimenti del gruppo, con un presidio presso il Mimit, al quale parteciperanno rappresentanze dei lavoratori provenienti da tutti gli stabilimenti italiani.

Ricordiamo il messaggio del vescovo diocesano, monsignor Francesco Massara a tutela dell’occupazione e dell’individuo: «Quando viene a mancare il lavoro, non si perde solo uno stipendio, si ferisce la persona, la famiglia, il tessuto sociale di un intero territorio. In una terra come la nostra, segnata da anni di crisi industriali, ogni chiusura lascia una ferita che riguarda tutti».

m.a.