In evidenzaNews

Beko, pressing della Fiom per una nuova convocazione ministeriale

I sindacati attendono nuova convocazione ministeriale per affrontare la questione degli investimenti nell’ambito della vertenza Beko. A distanza di 9 mesi, infatti, può considerarsi conclusa la ristrutturazione dello stabilimento di Melano, ma è urgente guardare in lontananza. Ad oggi sono uscite, tra licenziamenti incentivati e risoluzioni consensuali, 66 persone, a fronte di un target previsto dall’accordo sottoscritto con Istituzioni e parti sociali nella sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un massimo di 64 tute blu. Oltre alle uscite a Melano, secondo l’accordo sono stati individuati fino a un massimo di 207 esuberi nelle funzioni impiegatizie tra gli uffici centrali di via Aristide Merloni e il centro Ricerca e Sviluppo di viale Campo Sportivo con 73 uscite volontarie incentivate. Pierpaolo Pullini, Fiom, responsabile per il distretto economico-produttivo di Fabriano, lancia nuovamente l’allarme: «Si registra una forte difficoltà dello stabilimento: diminuisce l’uso della cassa integrazione che comunque non si azzera, come invece avrebbe dovuto essere, e metà degli impianti passano a lavorare a turno unico anziché doppio turno avvicendato». Meno pezzi prodotti con meno persone, ma che non lavorano al 100% della saturazione. La Fiom ritiene preoccupante che l’azienda abbia dichiarato, al Mimit, di vedere una leggera crescita del mercato, ma un calo delle proprie vendite. «Sembra quasi l’ammissione di scelte commerciali sbagliate che rischiano di mettere in discussione la tenuta dell’accordo e che andrebbero riviste e corrette urgentemente. Mancano gli investimenti in nuovi prodotti, tutti proiettati troppo avanti nel tempo ed anche nei processi produttivi: si parla di una fabbrica che sarà completamente digitalizzata, ma i tempi sono sconosciuti» sottolineano dal sindacato. Chiesto, quindi, un nuovo incontro al Ministero: «Ci avevano comunicato di una convocazione entro questo mese, ma ad oggi non c’è nessuna richiesta ufficiale. Sollecitiamo, quindi, nuovo summit a Roma per fare il punto sugli investimenti» conclude Pullini. I sindacati invocano, contro la perdita di volumi e lo svuotamento di competenze, urgenti investimenti reali, formazione adeguata e ricambio generazionale.