Il Cammino di San Romualdo, un incontro a Fabriano
Si è concluso nella città della carta il ciclo di presentazioni del Cammino di San Romualdo che ha coinvolto le tappe marchigiane del percorso Ravenna-Fabriano. In vista del millenario del Santo, sepolto nella chiesa che porta il suo nome in centro a Fabriano, si è tenuto un incontro al Museo Diocesano alla presenza degli assessori in rappresentanza dei Comuni interessati. Un cammino che parla di storia, arte e natura, in un territorio crocevia di cammini che spicca per la più alta densità di monasteri d’Europa. L’incontro si è concluso con la visita alla Cripta della chiesa dei Santi Biagio e Romualdo, dove è sepolto il Santo che scelse di vivere gli ultimi anni della vita in questi luoghi, fino alla morte che lo colse il 19 giugno 1027 a Valdicastro. Per l’assessore alla Cultura, Maura Nataloni, «il Cammino di San Romualdo promuove un turismo lento tra le città di Fabriano e Ravenna valorizzando il loro patrimonio spirituale, storico e culturale e quello dei territori che le uniscono. È un percorso che unisce fede, natura e memoria con la riscoperta dei valori della spiritualità». Il cammino tra Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche, dalla basilica di Classe, luogo di conversione di Romualdo, in 29 tappe giunge fino a Fabriano. Oltre 500 chilometri passando per Faenza, Gubbio, Città di Castello e Poppi, superando il Parco del Delta del Po, delle Foreste Casentinesi e della Gola della Rossa e di Frasassi. Nei mesi scorsi avviata la costituzione del comitato di gestione per un protocollo d’Intesa interregionale. I Comuni capofila del progetto sono Ravenna e Fabriano.
All’incontro ha preso parte il parroco della Cattedrale San Venanzio, don Antonio Ivan Esposito. “Il Cammino di san Romualdo, oltre ad essere un percorso spirituale e culturale, è la riscoperta di un Santo che è stato dimenticato ma che tanto ha contribuito, attraverso la fondazione di eremi e monasteri, a dare nuovo volto e identità all’Europa. Un santo che ha vissuto anche lui da viandante e in cammino cercando sempre posti dove nascondersi e dove lodare Dio, ma anche essere padre spirituale per chi a lui si indirizzava. Il cammino di san Romualdo è l’ottima occasione per noi fabrianesi di riappropriarsi di una spiritualità completamente negletta oltre che di una identità che si va sempre più perdendo” dice il parroco.
m.a.

