Cartiere Fedrigoni, sindacato Ugl preoccupato: “Taglio di personale in alcuni reparti”
Tagli negli stabilimenti fabrianesi delle storiche Cartiere. Dopo la chiusura della società Giano e lo stop alla produzione di carta per fotocopie con il tentativo di portare una parte della produzione all’estero, poi stoppata dopo la presa di posizione della città, dei sindacati e del Ministero, Ugl torna a chiedere l’intervento del ministero delle Imprese e del Made in Italy per mettere un punto alla diminuzione della forza lavoro nei reparti ancora operativi delle Cartiere. Non si escludono nuove iniziative sindacali perché si segnalano ancora esuberi: sette alle caldaie e 10 alle e-close (packaging). Il segretario Ugl, Paolo Pierantoni, lancia l’appello: «Salviamo le Cartiere di Fabriano e Rocchetta e l’area Marche». Lo scetticismo è emerso con forza dopo l’ultimo incontro che si è tenuto a Verona, due settimane fa, con i sindacati nazionali e regionali del Gruppo. «Diminuiscono i dipendenti e il punto principale all’ordine del giorno è stato il premio di produzione annuale e non triennale. Dobbiamo dire con chiarezza – denuncia Pierantoni – che ci sono alcune criticità che si vogliono far passare come normali, ma che non lo sono. Per questo dobbiamo unire le forze per salvare le Cartiere da un possibile ulteriore taglio di personale, oltre a quelli già in cassa o ricollocati, molti solo temporaneamente, in quanto ex dipendenti della società Giano». Per questo motivo Ugl chiede di tornare al Ministero, alla presenza del Ministro Urso, per fare il punto e monitorare cosa non va. «L’incontro di Verona con l’Amministratore delegato, Nespolo, – prosegue Pierantoni – è stato deludente. Da giorni chiediamo la riapertura al Ministero delle Imprese per segnalare l’accelerazione dei tempi di dismissione della linea F3. La cosa grave non è solo la chiusura della macchina produttiva F3 a ciclo continuo, con una storia che andava avanti da 50 anni, ma anche la conseguente vendita che vorrebbe dire la perdita di professionalità e ogni possibilità di ripartire. Invece di pensare alla vendita – dice – serve occuparsi concretamente del rilancio dell’area sicurezza, in maniera diretta costruendo una struttura commerciale autonoma. Ad oggi manca un piano industriale di rilancio di Fabriano e dell’area Marche perché solo un 20% degli investimenti sono previsti in questa regione. La mancanza di fondi, di idee e della volontà di costruire un percorso di rilancio alternativo alla chiusura della linea F3 della società Giano ha prodotto un nuovo aumento degli esuberi, 7 alla CTE e 10 alle E-close» conclude Pierantoni. Ricordiamo che il percorso di Ugl ha visto, recentemente, il secondo posto (dopo la Cgil) alle elezioni alla Ritrama di Sassoferrato. Eletto Damiano Moschetta: «Un ruolo di responsabilità che rafforza la capacità dell’UGL di rappresentare le istanze dei lavoratori» le sue parole. Sempre in Fedrigoni si sono avute le elezioni anche negli stabilimenti delle Cartiere di Fabriano. Eletti 3 delegati su sette. E’ la prima volta che Ugl li elegge. Ad oggi, riguardo la vertenza Giano, ci sono ancora 29 dipendenti in cassa integrazione straordinaria e 40 distacchi temporanei.
Marco Antonini

