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LE OPERE DI PAPA LEONE XII A GENGA. UN TUFFO NELLA STORIA

E’ un magnifico dono quello fatto dal Club Rotary Altavallesina-GrotteFrasassi al comprensorio. Per celebrare il trentennale della fondazione del club, i soci hanno fatto realizzare da Bruno d’Arcevia una statua di Papa Leone XII. E che statua. Non solo cattura l’attenzione per la scelta del materiale, la prestanza della figura, la cura dei dettagli del viso e dei paramenti ma emoziona per la dinamicità della posa con cui l’artista ha voluto immortalare il Papa. E’ talmente bella da essere alla pari del fascino del paesaggio in cui s’incastona. Il che non è facile considerando che è stata posizionata proprio all’entrata del sentiero che porta al santuario della Madonna di Frasassi in un angolo particolarmente suggestivo della gola. Santuario che Leone XII fece lui stesso erigere. Inaugurata sabato 18 aprile – dal presidente del Club Paolo Giuseppetti, la statua è stata benedetta da Monsignore Giancarlo Vecerrica che ha voluto sottolineare nella figura storica di Leone XII, il coraggio di un Papa che operava in un periodo storico difficile e non ebbe paura di indire il giubileo del 1825, che rimase l’unico giubileo di quel secolo. “Una figura che incoraggia la speranza ed è un modello del coraggio della fede”. Presente anche il Governatore del Distretto 2090 Marco Bellingacci, il sindaco di Genga Giuseppe Medardoni, gran parte del suo consiglio comunale, il sindaco di Sassoferrato, Ugo Pesciarelli, il comandante Jurlaro e il maresciallo Giuseppe Alesci dell’Arma dei Carabinieri. Presente – e molto emozionato –  il governatore del distretto 2090 , Maurizio Maurizi che consegnò la “charter” ossia il documento di costituzione al primo presidente del club. La scultura è stata realizzata in collaborazione con il comune di Genga, il consorzio Frasassi, l’associazione Amici del Presepe Vivente di Genga, la Fondazione Carifac e ha beneficiato della sponsorizzazione tecnica di Fiori Costruzioni srl, Artedil Srl, e Cava Gola della Rossa Spa.

Ma cosa fece il Papa Leone XII per Genga? Nato dal conte Flavio della Genga, e dalla contessa Maria Luisa Pariberti di Fabriano, Annibale Francesco Clemente Melchiorre Girolamo Nicola Sermattei è il sesto di dieci figli. Studia teologia e diventa segretario particolare di Pio VI che lo stima al punto di inviarlo a Lucerna in qualità di Nunzio Apostolico e poi in Germania in missioni diplomatiche presso varie corti e Napoleone. In seguito allo scioglimento dello Stato della Chiesa nel 1798, sarà considerato dai francesi alla stregua di un prigioniero di stato. Nel conclave del 1823 è eletto Papa e prende il nome di Leone XII fino al 1829. Ma cosa  fa Annibale per Genga? “Ancora cardinale commissiona, accanto ad un antico santuario, il Tempio neoclassico– risponde la storica dell’arte Ilaria Fiumi Sermattei, nonché della famiglia del Papa di Genga -. La costruzione, completata quando è ormai diventato papa, è per lui così importante da essere raffigurata nella medaglia del suo pontificato, nel 1828. Al Tempio di Frasassi – prosegue – il Papa destina una Madonna con il Bambino di sua proprietà, scolpita in marmo nella bottega di Antonio Canova, conservata nel Museo  di Genga. Durante il pontificato eleva il paese a comune, migliora le vie di collegamento aprendo strade e costruendo ponti, costruisce edifici di pubblica utilità fa decorare la Chiesa Nuova, dedicata all’Assunta. Oggi, con questo monumento – conclude –  il papa della Genga torna nel suo paese. Si compie il desiderio di un uomo, e si realizza il senso del suo stesso nome, della Genga, che lo lega indissolubilmente alla terra dove è nato. Qui a Genga Leone XII ritrova l’aquila del suo stemma, che oggi è anche lo stemma del Comune, l’aquila che in questi anni è tornata a nidificare e a volare tra le montagne di Frasassi”.

Veronique Angeletti