Oratorio Beati Becchetti, Ghergo: “Verrà restituito alla città con le corrette procedure legali, stiamo risolvendo questione del 1985″
Oratorio dei Beati Becchetti. Il Sindaco Daniela Ghergo: “L’Oratorio dei Beati Becchetti verrà restituito alla città con le corrette procedure legali, stiamo risolvendo una questione che risale al 1985. Lecito chiedersi cosa abbia fatto il consigliere Sorci nei suoi 10 anni di mandato da Sindaco per risolvere questo errore”.
La nota
In merito alle recenti e reiterate dichiarazioni del consigliere ed ex sindaco Roberto Sorci sul complesso di Sant’Agostino e sull’Oratorio dei Beati Becchetti, l’Amministrazione comunale ritiene doveroso fornire alcuni chiarimenti basati su atti ufficiali e ricostruzioni documentate, e non su consuetudini amministrative o ricordi parziali. La questione è tutt’altro che nuova ed è già stata affrontata in modo puntuale nel Consiglio comunale del 6 maggio scorso, in risposta a una specifica interrogazione del consigliere Sorci, occasione nella quale sono stati illustrati tutti gli elementi in possesso dell’Amministrazione. Già nel 2022, infatti, il Comune di Fabriano ha avviato un’approfondita operazione di verifica sulla titolarità dell’immobile, con l’obiettivo di comprendere come poter intervenire legittimamente su un bene culturale che versa in condizioni critiche e che presentava una situazione giuridica non chiara. Gli accertamenti svolti dagli uffici comunali, con il supporto pro bono di un consulente tributario e di un notaio, hanno ricostruito nel dettaglio i passaggi amministrativi intercorsi tra il 1985 e il 1995, periodo in cui, a seguito della trasformazione delle Unità Sanitarie Locali in Aziende Sanitarie, si è determinato un errore di accatastamento. Nel 1985, non avendo la Usl personalità giuridica, sia la chiesa di Sant’Agostino sia il complesso ospedaliero vennero intestati al Comune; nel 1995, con il passaggio da Usl ad Asl, la proprietà dell’ospedale fu correttamente riattribuita all’ente sanitario, ma in tale trasferimento l’Oratorio dei Beati Becchetti venne erroneamente inglobato nella medesima particella catastale dell’ospedale (particella 151).
Le ulteriori verifiche successive, comprensive del riesame completo dei fascicoli catastali e dei passaggi registrati presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari, hanno confermato che non risulta alcun atto successivo di trasferimento della proprietà dall’Asur al Comune. La documentazione analizzata – planimetrie storiche, visure, relazioni tecniche ed email – attesta in modo inequivocabile che, allo stato attuale, la titolarità dell’Oratorio dei Beati Becchetti è in capo all’Azienda Sanitaria Territoriale. Si tratta di un dato oggettivo, certificato dagli atti, e non di una valutazione politica. Tutta la documentazione è conservata presso gli uffici comunali ed è consultabile a garanzia della massima trasparenza dell’azione amministrativa. Risulta quantomeno singolare, se non politicamente imbarazzante, che l’ex sindaco Sorci, che ha governato la città per dieci anni (2002-2012) e ricoperto ruoli chiave di giunta proprio negli anni ’90, scopra solo oggi questa situazione. Se, come lui sostiene, in passato sono state effettuate manutenzioni, ciò è avvenuto in una “zona grigia” amministrativa, operando su un bene di cui non si deteneva il titolo giuridico corretto e lasciando in eredità ai successivi amministratori il compito di sanare questa irregolarità. È facile reclamare interventi rapidi oggi dai banchi dell’opposizione, dimenticando di non aver regolarizzato la proprietà quando se ne aveva il potere e la responsabilità. La nostra Amministrazione non si muove “a vista”, ma lavora per costruire soluzioni definitive e legalmente inattaccabili.
La distinzione sulla proprietà non rappresenta un cavillo formale, ma un elemento dirimente. Per poter accedere ai fondi della ricostruzione post-sisma, in particolare al secondo piano stralcio delle opere pubbliche, il Comune deve essere titolare del bene. Una semplice concessione in comodato d’uso non è sufficiente, a un primo esame, per richiedere finanziamenti di tale portata, né per evitare il rischio di bocciature progettuali o di danno erariale. In assenza di donazione o trasferimento definitivo, l’AST dovrebbe procedere in proprio alla progettazione e alla richiesta dei fondi, un’attività che non rientra nelle sue finalità istituzionali e che non risulta tra le sue priorità. Per questo l’Amministrazione comunale ha avviato da tempo un confronto con l’Azienda Sanitaria Territoriale finalizzato alla concessione in comodato e, auspicabilmente, alla donazione del Chiostro e dell’Oratorio al Comune, già proprietario della chiesa di Sant’Agostino. Un percorso che consentirebbe di inserire l’intero complesso – chiesa, portico e Oratorio – nel piano di ricostruzione post-sisma, garantendone il pieno recupero e la restituzione alla cittadinanza. In questo quadro si inserisce anche l’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio alla concessione d’uso del portico settecentesco della chiesa e dell’Oratorio, passaggio che apre concrete prospettive di valorizzazione. Parallelamente, l’Amministrazione non è rimasta ferma sul fronte della tutela e della conoscenza del bene. In collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze è stato realizzato un rilievo completo e un rendering digitale dell’Oratorio dei Beati Becchetti e delle cappelle di Sant’Agostino, materiali che entreranno a far parte del network virtuale dei beni culturali fabrianesi e costituiranno una base scientifica fondamentale per i futuri interventi di restauro.
«Abbiamo ereditato una situazione giuridica confusa che non è mai stata affrontata e risolta dalle precedenti amministrazioni, inclusa quella a guida Sorci – dichiara il Sindaco Daniela Ghergo – Non servono polemiche, ma atti concreti. La differenza tra noi e chi ci ha preceduto è che noi non ci accontentiamo di dire che il bene è “nostro” per abitudine, ma lavoriamo affinché lo diventi per legge, permettendoci così di intercettare i fondi necessari per salvarlo davvero. Dopo aver acquisito nel patrimonio della città l’Antica Farmacia Mazzolini Giuseppucci e l’Archivio Ramelli, stiamo lavorando per restituire alla città l’Oratorio dei Beati Becchetti con procedure che consentano al Comune di diventare effettivamente proprietario del bene per poter contare su un patrimonio restaurato e definitivamente pubblico, chiudendo una vicenda che si trascina da oltre trent’anni. Questa è la differenza tra chi fa, spesso in silenzio ma in modo concreto, e chi parla per avere una vuota visibilità».
«L’Oratorio dei Beati Becchetti è un unicum nel panorama artistico nazionale – aggiunge l’Assessore alla Bellezza Maura Nataloni – Per questo dal 2022 è al centro della nostra attenzione. La tutela del patrimonio non si costruisce con dichiarazioni estemporanee, ma con procedure corrette, progettazione scientifica e risorse certe. È questo il percorso che l’Amministrazione ha intrapreso, in dialogo con gli enti competenti e il mondo universitario, per garantire a questo luogo straordinario un futuro all’altezza della sua storia e, soprattutto, per restituirlo alla città e ai fabrianesi».

