Peregrinatio Mariae 2025: Un pellegrinaggio fino a Roma per la statua della Madonna di Loreto lungo la Via Lauretana
Dal 3 al 12 ottobre si è svolta la “Peregrinatio Mariae”, un pellegrinaggio che ha accompagnato la statua della Madonna di Loreto attraverso la Via Lauretana dal Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto fino a Roma. Ne parliamo con l’avvocato Simone Longhi, direttore del progetto Cammini Lauretani, che ha curato il percorso di questo pellegrinaggio simbolico nell’Anno Giubilare.
Avvocato questo pellegrinaggio rientra tra le iniziative più significative previste per il Giubileo 2025 Marche. Come è nato il progetto e quali sono i soggetti e le comunità coinvolte?
La Peregrinatio Mariae nasce dal desiderio di riproporre, nell’Anno Giubilare, il cammino spirituale che unisce Loreto a Roma, restituendo alla Via Lauretana il suo autentico significato di pellegrinaggio mariano. È un’iniziativa promossa dalla Regione Ecclesiastica Marche, con il supporto della Regione Marche, della Fondazione Giustiniani Bandini, e la collaborazione di tutte le diocesi marchigiane, umbre e laziali attraversate dal percorso. Il progetto ha visto la partecipazione attiva di comuni, confraternite, parrocchie e numerosi
volontari, che hanno accolto con grande devozione la statua della Madonna di Loreto, trasformando ogni tappa in un’esperienza di fede, comunione e rinascita spirituale.
Parliamo della Via Lauretana, un importante cammino di pellegrinaggio mariano che ha fatto molti progressi. Come è stato strutturato il percorso e quante diocesi ha convolto nelle diverse tappe?
Il pellegrinaggio si è svolto dal 3 al 12 ottobre, lungo un itinerario di ventuno tappe, attraverso dieci diocesi e tre regioni – Marche, Umbria e Lazio. La statua della Madonna pellegrina è partita dal Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto, percorrendo l’intero tracciato storico della Via Lauretana fino a Roma, concludendo il suo viaggio nella Basilica di San Pietro. Ogni tappa è stata preparata in stretta collaborazione con le diocesi e le comunità locali, con celebrazioni, veglie e incontri di preghiera che hanno rinsaldato il legame tra fede e territorio.
Quale patrimonio culturale e religioso caratterizza i territori toccati dal Cammino?
La Via Lauretana è solo il cuore di una rete più ampia di “Cammini Lauretani”, come ricordano l’Arch. Giacomo Alimenti e Padre Giuseppe Santarelli nei loro studi. Da nord a sud, da est e ovest, si intrecciava infatti un fitto reticolo di percorsi e connessioni: la Via di Jesi, la Via Clementina, la Via Aprutina, la Via di Visso–Macereto e il collegamento da Loreto ad Ancona. Questi itinerari formavano una grande rete di vie regionali e interregionali che, unendo il Santuario lauretano alle principali direttrici europee come la Via Francigena e
la Via Romea, diffondevano il culto mariano e la devozione verso la Madonna di Loreto in tutto il Centro Italia. La Via di Jesi, in particolare, era percorsa dai pellegrini provenienti dall’Umbria settentrionale e dai paesi dell’entroterra marchigiano. Il tracciato seguiva un percorso che da Loreto passava per Castelfidardo, Jesi, San Severino Marche, Castelraimondo, Matelica, Fabriano e Sassoferrato, fino a raggiungere la Via Flaminia. Secondo il Feliciangeli, questo itinerario fu seguito da Isabella d’Este-Gonzaga nel 1494, quando da Loreto fece ritorno a Mantova. Non mancavano tuttavia varianti: alcuni pellegrini, salendo verso Camerino o passando per Pioraco, raggiungevano la classica Via Lauretana che transitava per Colfiorito e conduceva a Roma. Anche i territori di Fabriano e Matelica custodiscono preziose memorie lauretane: edicole votive, statue, chiese e toponimi che testimoniano una devozione secolare e diffusa. A Fabriano, il culto della Madonna di Loreto è profondamente radicato e ancora oggi rivive nella tradizione dei “focaracci”, accesi nella notte tra il 9 e il 10 dicembre per celebrare l’arrivo della Santa Casa nelle Marche.
La valorizzazione della Via Lauretana potrebbe rappresentare un volano di sviluppo per questi territori?
Certamente. La Via Lauretana e gli altri cammini connessi rappresentano una grande opportunità di sviluppo sostenibile e culturale, capace di unire turismo lento, spiritualità e valorizzazione del patrimonio locale. Il pellegrinaggio contemporaneo può diventare una forma di rigenerazione dei borghi, unendo la dimensione della fede con la promozione di percorsi naturalistici, artistici e gastronomici. Il nostro impegno è rafforzare la rete di enti ecclesiastici e civili, così da creare una struttura stabile e permanente per la valorizzazione dei Cammini Lauretani, che permetta di coniugare spiritualità e sviluppo locale. In tal senso, è motivo di grande soddisfazione ricordare i recenti riconoscimenti istituzionali ottenuti: l’inserimento della Via Lauretana nell’Atlante dei Cammini d’Italia del Ministero della Cultura, nel Catalogo dei Cammini Religiosi del Ministero del Turismo e il riconoscimento ufficiale tra i Cammini Giubilari promossi dalla Conferenza Episcopale Italiana in vista del Giubileo 2025. Si tratta di traguardi che confermano il valore storico, culturale e spirituale di
questo itinerario e aprono nuove prospettive di collaborazione istituzionale e promozione internazionale.
Papa Leone XIV° ha benedetto la statua della Madonna pellegrina di Loreto davanti alla Porta Santa della Basilica di San Pietro. Che emozioni avete vissuto in quel momento così intenso di incontro con il Pontefice?
È stato un momento di profonda commozione e grazia. La benedizione di Papa Leone XIV, impartita prima della Messa domenicale del 12 ottobre, in occasione del Giubileo della spiritualità mariana all’interno della Basilica di San Pietro, ha rappresentato la conclusione ideale della Peregrinatio Mariae, partita dalla Santa Casa di Loreto il 3 ottobre. Il Santo Padre, dopo essersi raccolto in preghiera davanti alla statua, ha espresso vivo apprezzamento per l’iniziativa e per il valore ecclesiale e culturale del pellegrinaggio. Desidero ringraziare mons. Nazzareno Marconi, Presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana; mons. Fabio Dal Cin, Arcivescovo–Prelato di Loreto e Delegato Pontificio per il Santuario della Santa Casa; la Delegazione Pontificia e l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, per la collaborazione alla realizzazione della Peregrinatio Mariae. Un ringraziamento particolare va anche a S.E. mons. Francesco Massara, Arcivescovo delegato per i Beni Culturali e la Ricostruzione, per l’accoglienza riservata alla statua della Madonna di Loreto nella Basilica di San Venanzio a Camerino, domenica 5 ottobre, nella tappa marchigiana della Peregrinatio Mariae. In quell’occasione la città
ducale ha accolto la Madonna pellegrina in un clima di intensa devozione e partecipazione, con la presenza del parroco don Marco Gentilucci, dell’assessore Silvia Piscini, delle confraternite cittadine e di un numeroso gruppo di fedeli riuniti in preghiera.
Quali progettualità state mettendo in atto per coinvolgere sempre più persone in questo Cammino e che risposta state ricevendo anche dai giovani?
Proseguiamo il lavoro avviato dal Tavolo di Concertazione per il Recupero e la Valorizzazione della Via Lauretana, istituito nel 2010, che ha rappresentato il primo e fondamentale momento di confronto tra diocesi, istituzioni civili e soggetti territoriali per la rinascita del cammino lauretano. A tale percorso si è poi affiancata, nel 2014, la costituzione del Distretto Culturale Evoluto dei Cammini Lauretani, promosso dalla Regione Marche e animato da una rete di istituzioni, università, imprese culturali e fondazioni, con l’obiettivo di
valorizzare il patrimonio spirituale, artistico e paesaggistico connesso al pellegrinaggio lauretano e favorire il riconoscimento della Via Lauretana come Itinerario Culturale Europeo. In continuità con questo lungo e solido lavoro di rete, stiamo oggi portando avanti una serie di azioni mirate: la messa in sicurezza e segnaletica del tracciato, la digitalizzazione con mappe GPS e tour virtuali, e la pubblicazione della Guida ufficiale della Via Lauretana. Parallelamente, promuoviamo iniziative formative e pastorali rivolte a parrocchie, scuole e gruppi giovanili, affinché il pellegrinaggio diventi un’esperienza di fede condivisa, accessibile e profondamente
radicata nella vita ecclesiale. La risposta è molto incoraggiante: cresce costantemente l’interesse delle nuove generazioni, che riscoprono nel cammino un linguaggio universale di spiritualità, bellezza e incontro. Solo nell’ultimo anno, oltre 900 giovani universitari hanno percorso la Via Lauretana, insieme a 300 giovani delle diocesi marchigiane che hanno partecipato alla GMG regionale. A queste esperienze si aggiungono le più di 9.000 presenze registrate dai gruppi giovanili del Cammino Neocatecumenale, che hanno scelto i luoghi lauretani come itinerario privilegiato di preghiera, formazione e testimonianza di fede. Per favorire una partecipazione sempre più ampia e consapevole, è attivo il sito istituzionale www.camminilauretani.eu , dove è possibile trovare informazioni aggiornate, notizie, materiali utili e contatti. Attraverso il portale e la relativa app dei Cammini Lauretani, i pellegrini possono inoltre scaricare le tracce GPS, consultare i punti di interesse e richiedere le credenziali ufficiali del pellegrino, documento che accompagna e certifica il cammino verso la Santa Casa di Loreto.
Gigliola Marinelli

