Fotovoltaico a Sassoferrato, no agli impianti vicino alla storica chiesa di Sant’Ugo

Sassoferrato – Per approfondire la questione riguardanti gli undici ettari di campi fotovoltaici a Monterosso Stazione si è tenuta una nuova seduta della Conferenza dei servizi: si avvicina la decisione che potrebbe arrivare entro un paio di settimane. Il comitato Monte strega ha affisso in prossimità delle zone dove dovrebbero nascere i campi fotovoltaici, in luogo di transito, degli striscioni che recitano: “Sì alle fonti di energia rinnovabile che non distruggono il paesaggio”. Convocata dalla Provincia e dalla responsabile del procedimento Raffaela Romagna, si è tenuta la riunione della conferenza dei servizi che avrebbe dovuto essere decisoria in merito alla richiesta della ditta di realizzare due impianti fotovoltaici con moduli a terra, “Sassoferrato 1” e “Sassoferrato 2”, a Monterosso Stazione.

“Dopo ampia discussione sulle documentazioni presentate dalla ditta e sugli argomenti e la nostra diffida – spiegano dal comitato Monte Strega – è emersa la necessità, condivisa da quasi tutti i soggetti presenti, di un supplemento di istruttoria e di verifica relativamente all’elettrodotto (terreno franoso e vicinanza alle aree boscate che richiedono un sopralluogo che si terrà sul posto a breve), in ordine alla definizione delle questioni relative alla fidejussione, alle opere di mitigazione e di compensazione. Per queste ragioni la riunione della conferenza dei servizi è stata aggiornata al 14 dicembre, un termine breve entro il quale dovranno essere portati, dalle parti, tutti gli elementi relativi a una istruttoria pienamente definita”.

Nel corso della riunione il comitato ha evidenziato nuovamente “il rischio idrogeologico, trovandosi uno degli impianti a pochi metri da un ponte che è stato travolto dall’alluvione del settembre 2022, il carico dei energia, nel quale deve essere ricompreso anche quello delle batterie e in tal modo verrebbe a superare i 5 megawatt e dunque si richiede la Via (valutazione di impatto ambientale). La legge prevede – aggiungono dal Comitato – che qualora esistano nell’area beni storici da tutelare, è prevista una fascia di rispetto di 500 metri. Ora, vicinissima, attorno ai 150200 metri, ai campi fotovoltaici, si trova la settecentesca chiesa di S. Ugo (patrono di Sassoferrato) oggetto di devozione da parte della comunità sentinate tutta, sede di pellegrinaggi e molto presente nell’immaginario della collettività” Nei giorni scorsi nuovo appello del Comitato al sindaco di Sassoferrato, Maurizio Greci.