La Fondazione “Il Vallato” si presenta

Matelica – Una partecipata conferenza stampa si è svolta questa mattina presso gli uffici amministrativi della Halley Informatica in via Merloni a Matelica per ufficializzare la costituzione della Fondazione il Vallato. Alla presentazione hanno preso parte l’imprenditore e fondatore della Halley Informatica, Giovanni Ciccolini, insieme al presidente della Fondazione prof. Antonio Roversi ed al presentatore televisivo Paolo Notari. «Quale sia lo scopo della Fondazione – ha affermato Ciccolini – è di carattere culturale o sociale se vogliamo. L’obiettivo che ci siamo dati è infatti quello di ricreare un luogo di incontro e di dibattito, per generare nuovi stimoli, valorizzando il patrimonio storico-artistico e ambientale di un territorio ricchissimo da questo punto di vista come quello di Matelica e dintorni. Come imprenditore ho voluto anche aggiungere dell’altro: l’imprenditore è sempre una persona sola alla guida e ci sono tante microimprese che lavorano per il territorio e nessuno lo sa. Vanno in questo senso aiutate e incentivate. L’imprenditore locale – ha continuato Ciccolini – ha infatti la caratteristica o il difetto di innamorarsi di ciò che produce, ma talora non capisce perché non vengano acquistati o apprezzati i suoi prodotti. Saper dare il giusto valore e riuscire a vendere bene è importante: in questo senso quindi vogliamo apportare una crescita, attraverso una serie di eventi che saranno curati dalla dottoressa Anna Masturzo con dei testimonial importanti che possano essere di aiuto ed inducano ad una crescita. Non ci sostituiremo certamente alle tante associazioni locali già attive, ma semmai cercheremo di coordinare le iniziative e di essere di supporto». A seguire il presentatore televisivo Paolo Notari ha annunciato che «il primo grande evento per la Fondazione si terrà fra un mese, da venerdì 24 a domenica 26 settembre. Saranno tre giornate di manifestazioni culturali e popolari, che ci riporteranno nella piazza, per parlare, scambiare delle idee e confrontarci. La cultura infatti non è solo quella delle élite, lontana dalla massa, ma è anche quella della tradizione popolare. L’evento zero che andremo a presentare si intitolerà Metelis, una delle possibili etimologie di Matelica, che in greco vuol dire “luogo di delizie”. Nei tre giorni di spettacoli e cultura, creeremo un luogo di incontro con una concentrazione di idee e di pensieri, dove ci saranno tanti ospiti celebri, vip, musica e appuntamenti culturali anche per le famiglie».

Il presidente Antonio Roversi, ex docente del Politecnico di Milano ed ex sindaco di Matelica negli anni 1995-1999, ringraziando per l’incarico affidatogli, ha dichiarato che «se inizialmente ho creduto che fossi stato io a proporre a Giovanni Ciccolini l’idea di far nascere questa fondazione, con il passare dei giorni mi sono reso sempre più conto che l’idea lui l’aveva già avuta da molto tempo ed io sono stato solo colui che l’ha resa operativa. Il progetto che è stato proposto è molto ben strutturato ed incide su una realtà come Matelica, che se nel corso dei secoli ha avuto tanti primati e una grande rilevanza economica, certamente non può essere stata solo per delle fortuite coincidenze. Certo avremo da lavorare molto, perché delle potenzialità che possediamo i più scettici sono gli stessi matelicesi, ma sono certo che riusciremo a portare buoni frutti per tutti».

Infine, l’imprenditore Giovanni Ciccolini ha voluto spiegare il nome della Fondazione, illustrando una copia di una mappa del 1719 oggi conservata al Museo Piersanti di Matelica. «Il Vallato – ha affermato Ciccolini – era il frutto di una cooperazione esistente forse già nel Seicento e che consisteva in una serie di opere idrauliche realizzate per spostare l’acqua del fiume Esino in altri canali e sfruttare la ricaduta dalla parte più alta, attivando così gli ingranaggi delle macchine degli opifici dell’epoca. Era in effetti un’ottima forma di consorzio, di sodalizio per rafforzare le collaborazioni, che non esisteva solo a Matelica, ma che qui ha continuato ad esistere almeno fino alla metà del Novecento. Metaforicamente quello che vogliamo fare noi oggi è qualcosa del genere: condurre l’acqua alle imprese, affinché sia facilitato il loro funzionamento nell’interesse della collettività».

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