UN NUOVO VESCOVO PER FABRIANO. MASSARA: “LA FAMIGLIA SI E’ ALLARGATA”

di Marco Antonini

La diocesi di Fabriano-Matelica ha ufficialmente un nuovo vescovo: è monsignor Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche che, dal 26 luglio dell’anno scorso, ha guidato la piccola chiesa locale come Amministratore apostolico con il trasferimento alla Cei di monsignor Russo. Papa Francesco, infatti, ha nominato monsignor Massara vescovo di Fabriano-Matelica, pur mantenendo anche la guida della chiesa sorella di Camerino. In ambito ecclesiale si dice che le due diocesi sono state unite “In persona Episcopi”: avranno cioè lo stesso pastore. L’annuncio è stato dato ieri, sabato 27 giugno, alle 12 dalla Sala Stampa vaticana, come da prassi, e dal vescovo a Fabriano. La presa di possesso della cattedra di San Venanzio avrà luogo il prossimo 8 settembre, festa della Madonna del Buon Gesù, patrona della Diocesi. “Il provvedimento pontificio non porta alcuna mutazione all’assetto amministrativo delle due sedi. Le Diocesi, pertanto, rimarranno due Circoscrizioni ecclesiastiche separate – spiega il vescovo eletto – ed indipendenti e come tali dovranno essere governate. “Tuttavia – sono parole che mi ha scritto il Nunzio Apostolico – nulla osta che si prospettino e si attuino col tempo percorsi unitari di formazione del clero e del laicato, e così pure forme di interscambio tra i due presbiteri nell’esercizio del ministero pastorale””.

Parlando a clero e fedeli della Diocesi, Massara anticipa di lavorare “per un cammino di unità”, le cui parole chiave sono “sinodalità e della missionarietà”. L’annuncio dato era atteso da quasi un anno, da quando, cioè, monsignor Russo è diventato Segretario generale della Cei e vescovo emerito di Fabriano. Da quel momento sono iniziate voci e paure circa una possibile soppressione della Diocesi nell’ambito di una rivisitazione dei confini per ridurre, in tutta Italia, le chiese diocesane con meno abitanti. Con la nomina del nuovo pastore, che sarà vescovo di due diocesi confinanti, la città della carta può continuare ad avere un suo presule. Nel suo primo messaggio dopo l’annuncio, monsignor Massara ha scritto così: “Il mio programma sarà quello di continuare a stare vicino alla nostra gente; mentre chiedo a ciascuno e a tutti voi, l’impegno a mettere insieme i doni ricevuti, in un cammino di comunione. Accolgo questa nuova responsabilità con gioia e con non poche preoccupazioni. Infatti; ora che “la famiglia si è allargata”, sarà per me indispensabile e necessario cercare le priorità; affinché possa essere un pastore e un padre attento. Sara necessario ritrovare nuovi ritmi di vita, ma soprattutto conseguire tempi e modi per essere vicino al popolo santo di Dio che il Signore mi affida, senza ignorare nessuno, nel mio dovere di annunciare con franchezza il Vangelo di Gesù”.

Si, perché il lavoro per il vescovo Massara è raddoppiato. La diocesi di Camerino-San Severino Marche conta 58.800 abitanti in 1.603 km quadrati; quella di Fabriano-Matelica 53.300 abitanti in 681 km quadrati. L’entroterra avrà quindi una voce unica per far sentire la sua forza, a partire dalla crisi economica, lavorativa e sociale. Senza dimenticare il terremoto del 2016. Classe 1965, nato a Tropea, in provincia di Vibo Valentia, ha conseguito il diploma di Biblioteconomia ed Archivistica presso l’Archivio Segreto Vaticano, poi il Baccellierato in Teologia e la Licenza in Teologia Dogmatica. Sacerdote dal 1993, il 27 luglio 2018 è stato nominato Arcivescovo di Camerino. Alcuni giorni fa aveva rilasciato questa intervista a Marco Antonini.

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