“122 POSTI SU 166 AL PROFILI. PIU’ PERSONALE PER IL RITORNO DELL’HOSPICE”

di Marco Antonini

Fabriano – Quarantaquattro posti letto in meno del previsto all’ospedale Profili di Fabriano. Il sindaco, considerato che a breve arriveranno anche ulteriori possibili riduzioni con l’entrata in vigore del piano ferie, come ogni estate, lancia l’allarme. Dice Gabriele Santarelli: “122 invece di 166. Questa in sintesi è la situazione dei posti letto dell’ospedale di Fabriano”. La normativa, infatti, autorizza 166 posti letto, ma ad oggi questo numero è lontano dall’essere raggiunto. “Il previsto rientro dell’Hospice non accompagnato da un aumento delle risorse umane, soprattutto infermieristiche – spiega il primo cittadino – provocherebbe una riduzione di 10 posti letto che si sommerebbe ai già 34 posti letto in meno dovuti alla mancata riattivazione dei 10 posti letto di Medicina (foto di repertorio) in conseguenza del piano ferie del 2019, agli 8 posti letto in meno dell’area “Day surgery” a causa del sisma 2016 che ha costretto la migrazione delle attività di endoscopia digestiva, i 12 posti in meno dovuti alla chiusura del punto nascita e di 4 posti in meno (su 18) nell’Unità Operativa di Riabilitazione che soffre da anni di carenza di personale avendo un solo specialista”.

A queste carenze si sommerebbero, appunto, altri 10 posti letto persi nel caso in cui rientrasse l’Hospice (attualmente, causa emergenza Covid, trasferito provvisoriamente a Sassoferrato) senza le dovute integrazioni di personale che dovrebbe essere sottratto all’area chirurgica. Particolare non da poco perché questo settore si è riorganizzato per attivare le aree filtro per i pazienti grigi e dubbi. “Un servizio del quale non possiamo permetterci di rinunciare proprio adesso” ribadisce Santarelli. Il sindaco chiede più personale “per garantire un turno infermieristico in più e un turno di operatori socio sanitari in più per mantenere i 12 posti di area chirurgica” ed evidenzia come, nei piani alti dell’Asur, “in questo momento si sta agendo con semplici ordini di servizio che denunciano una totale mancanza di programmazione e l’assenza di una benchè minima traccia di piano strategico. In questi mesi il nostro ospedale ha dimostrato che potenzialità ha, che tipo di servizio alla collettività è in grado di garantire, sta ora a chi ha in mano la possibilità di decidere – conclude – fare in modo che tutto questo possa avere un futuro”.

Cimiteri

Temporaneamente inagibile una sezione del cimitero di Santa Maria a Fabriano. Si tratta del reparto numero 8 con diverse centinaia di loculi, transennato, e oggetto di lavori urgenti già nei prossimi giorni. Il maltempo di questo inizio giugno ha provocato lo sfondellamento con conseguente caduta di intonaco e parte delle pignatte del primo solaio che costituisce il piano di calpestio dei loculi posti al piano superiore. Sono stati gli stessi cittadini a segnalare quanto stava accadendo. E’ stato effettuato un sopralluogo da parte degli operatori dell’Ufficio tecnico che hanno accertato come dal balcone che si affaccia sul vano superiore abbiano iniziato a cedere alcuni tratti in cemento con diversi mattoni scrostati a vista. Tutto ciò potrebbe determinare ulteriori distacchi, un rischio per la pubblica incolumità. Da qui la decisione del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli, di firmare un’apposita ordinanza per una temporanea inagibilità. Problemi anche a Serradica: gli abitanti della frazione sollecitano da tempo un intervento urgente per mettere in sicurezza la struttura.

“Per la manutenzione dei cimiteri abbiamo stanziato circa 270 mila euro” dice il primo cittadino. “Abbiamo incaricato un tecnico – spiega – per fare il progetto che dovrebbe coinvolgere il cimitero di Santa Maria di Fabriano e quello di Serradica. Pensavamo di riuscire a intervenire in modo più diffuso anche in altri cimiteri con questa cifra, ma purtroppo la situazione dopo troppi anni di abbandono è più grave del previsto. Per cui comprendo e condivido le preoccupazioni di chi ha i propri cari nei cimiteri del territorio, ma per ora dovremo accontentarci di intervenire sulle situazioni più urgenti”.

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