“CHIUDERE IL PUNTO NASCITA E’ UN DELITTO”

di Marco Antonini

“La sanità è un diritto, chiudere i reparti un delitto”. “D451 non ce lo toccherà nessuno”. “Non vogliamo nascere per strada”. Con questi slogan circa 700 persone – poche secondo le aspettative degli addetti ai lavori considerando il numero complessivo degli abitanti di tutto l’entroterra che fanno riferimento al Profili – si sono ritrovate ieri mattina, 9 febbraio, alle 9 davanti l’ospedale di Fabriano per dire no alla chiusura del punto nascita. Con tanti palloncini e fiocchi rosa e azzurri l’entroterra ha fatto sentire la sua voce forte e chiara nel ribadire che la soppressione della sala parto cittadina è un furto che va fermato ad ogni costo perché aprirebbe le porte a ulteriore crisi, al depotenziamento dell’ospedale e allo spopolamento di un comprensorio lontano dalla costa che già soffre da anni la crisi. Tante coppie giovani con il passeggino hanno sfilato nel corteo che ha raggiunto Piazza del Comune. Insieme a loro i sindaci di Fabriano, Gabriele Santarelli, di Sassoferrato, Ugo Pesciarelli, di Pergola Francesco Baldelli, di Serra San Quirico Tommaso Borri, di Esanatoglia Luigi Nazzareno Bartocci, di Genga, Giuseppe Medardoni. A Fabriano anche la deputata M5S Patrizia Terzoni, rappresentanti di tutti i partiti politici. Applausi per i medici che hanno deciso di mettere la faccia in questa manifestazione.

“Noi ci siamo sempre stati e, purtroppo, possiamo solo prendere atto di questa decisione: dal 15 febbraio – dice la responsabile del reparto, Marta Mazzarini – non potremmo più accettare gestanti e dal 20 febbraio dimetteremo le mamme presenti in reparto. Sempre che non ci siano novità positive da parte della politica in questi giorni. chiuderà una struttura che ha sempre lavorato bene, nel massimo rispetto degli standard di sicurezza, con 10 medici ginecologi. Oltre al numero di parti, certamente la differenza l’ha fatta anche la difficoltà a garantire la presenza del pediatra h24, anche se siamo sempre riusciti a assicurare la presenza grazie alla collaborazione con altre strutture ospedaliere dell’Area Vasta 2”. Attivisti sul piede di guerra. “Abbiamo organizzato il corteo per dire che il codice D451 non ce lo toccherà nessuno. Abbiamo diritto di nascere a Fabriano. Siamo arrabbiati con la politica e il solo rimbalzo di responsabilità che è stato in grado di fare ci ha dato molto fastidio – dichiara Katia Silvestrini a nome del Coordinamento. – Noi chiediamo dignità per il nostro territorio e per dire no a questo lento e continuo smantellamento. Chiediamo con forza la creazione di un polo ospedaliero fabrianese per il territorio montano. Preghiamo i politici di spogliarsi dei colori partitici e di sedersi intorno a un tavolo per trovare una decisione”.

I sindaci dell’entroterra, insieme ai primi cittadini di Pergola e Castelraimondo hanno evidenziato “l’importanza del punto nascita di Fabriano, unico per tutto l’entroterra che soffre, da tempo, una crisi senza precedenti per colpa del lavoro che non c’è, del sisma e della SS 76 cantiere”. Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli: “E’ intenzione del ministero della Salute rivedere i contenuti dell’accordo Stato-Regione entro fine marzo, dobbiamo riuscire a tenere aperto il punto nascita. E’ un diritto che nessuno ci può togliere. Il nostro obiettivo è quello di posticipare la chiusura del reparto di Ostetricia, previsto ufficialmente il 20 febbraio prossimo. Entro il 31 marzo saranno ridiscussi i parametri dell’accordo Stato-Regioni. Chiediamo perciò a Ceriscioli, che pare riuscirò a incontrare il 26 febbraio, di fermare l’iter di chiusura del Punto nascita per il tempo necessario alla modifica dei parametri. Non oso pensare che non si possano aspettare pochi giorni”.

Roberta Serena, giovane mamma al corteo con la famiglia: “Basta considerarci numeri. Pensiamo alle vite che nascono. Togliere questo servizio è un errore imperdonabile. La vita non è un gioco e nemmeno un numero. Abbiamo il diritto di vivere qui”. Netta la presa di posizione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil. “Nessun soggetto in campo può pensare di cavarsela senza affrontare il nodo di una presa di posizione del più autorevole dei protagonisti: il ministero della Salute. Silenzi di comodo e travasi di responsabilità non sono la via per risolvere i problemi e ci auguriamo che ciascuno possa agire usando il massimo delle leve nelle proprie mani. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo”.

Ex primari

Al corteo anche storico primario del reparto di Ostetricia, Pasquale Lamamma, da pochi anni in pensione. “Siamo in un’area disagiata, chi sta prendendo questa decisione deve venire a vedere in che condizioni siamo e come sono le nostre strade d’inverno. Senza dimenticare i tanti paesi lontani dal centro che impiegherebbero più di un’ora per raggiungere un altro ospedale”. L’ex primario del Pronto soccorso, Elio Palego: “L’ospedale Profili ha standard di sicurezza ottimi e certo non aiuta per quanto riguarda la ricerca di pediatri il fatto che da anni si continui a dire che il Punto nascita chiuderà. Un pediatra giovane certamente non sceglierebbe di accettare un posto a Fabriano sapendo che esiste questo rischio. Invece, occorre creare le condizioni affinché il lavorare in questa città rappresenti un’occasione professionalmente rilevante. Ma veramente qualcuno vuole assumersi il rischio di trasportare una gestante che sta per partorire sapendo la strada che abbiamo ora?”

I commercianti del centro storico 

“L’Associazione de I Commercianti del Centro Storico di Fabriano – Centro Commerciale Naturale si schiera contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale Profili ed è scesa in piazza, insieme a tutta la cittadinanza, per dire no.  Il comune di Fabriano è uno dei più vasti d’Italia, non bisogna dimenticare infatti che la bellezza del nostro territorio è arricchita dalla presenza delle frazioni i cui abitanti impiegano già tempo per arrivare in città: andare fuori per partorire significherebbe per loro moltiplicare questo tempo per raggiungere un punto nascita che non sia nel raggio di pochi chilometri. Un altro fattore, che è un’importante variabile anche per noi commercianti, è quella del meteo: ghiaccio e neve sono propri del nostro territorio nel periodo invernale ma queste condizioni atmosferiche rendono difficili gli spostamenti. Il viaggio di una futura mamma deve essere, invece, sia nel giorno del parto che in quelli antecedenti, in cui si fanno svariati controlli clinici, breve e di facile percorrenza. Noi commercianti siamo cittadini fabrianesi che operano nel territorio con le proprie attività, che qui vivono e per questo hanno a cuore il futuro e lo sviluppo della città la cui vita inizia proprio dal nostro punto nascita. La città non può perdere questo tassello così importante. Per ciò, per alzare ancora più forte la nostra voce, noi esercenti, per questa occasione, abbiamo apposto, nelle nostre vetrine, le locandine della manifestazione e dei fiocchi nascita rosa e celesti”. Così, in una nota, Antonella Bartolini, presidente dell’Associazione.

 

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