NUOVA SEDE IN VIA FONTANELLE PER LA CARITAS DI FABRIANO

Fabriano – Una nuova sede per la Caritas diocesana. Il nuovo stabile si trova in via Fontanelle di Fabriano. La diocesi usufruirà di un contributo di circa 400mila euro della presidenza della Cei per effettuare alcuni lavori nella struttura. La sede sarà pronta per settembre. “Desidero che la Caritas diventi sempre più un punto di riferimento, un luogo di incontro e di formazione, anche un emporio che aiuti a responsabilizzare meglio il servizio dei vestiti da distribuire” ha detto il vescovo, monsignor Stefano Russo. Solo nel 2017 più di mille famiglie della diocesi si sono rivolti alla Caritas.

Il direttore della Caritas, don Marco Strona, intervistato dal direttore Gigliola Marinelli, ha spiegato a Radio Gold che “il forte tasso di disoccupazione, che non sembra diminuire, costringe molti giovani a lasciare il territorio per tentare di trovare un lavoro o in Italia stessa (soprattutto al Nord), oppure addirittura all’estero. Le famiglie in stato di necessità, per quanto riguarda la nostra diocesi, stanno aumentando. Dal 2015 ad oggi, ad esempio, sono aumentati di 300 unità gli interventi fatti dalla Caritas alle singole famiglie. Nel 2015 – dichiara il direttore – sono state circa 700 (per l’intera diocesi) le famiglie che si sono rivolte presso i nostri centri di ascolto e a cui è seguito un intervento diretto. Al 31 dicembre 2016 il tasso è aumentato di circa 200 unità: le famiglie a cui è stato erogato un aiuto da parte nostra sono state circa 800. I dati riportati al 31 dicembre 2017 sono ancora più drammatici. Sono stati fatti circa 1.000 interventi, il che significa che più di 1.000 famiglie si sono rivolte alla Caritas”.

L’età media delle persone che si rivolgono alla Caritas è di circa 40-45 anni. “Purtroppo – dichiara don Marco – le conseguenze della mancanza del lavoro, quindi della precarietà stessa della vita, porta molti a cadere in depressione, che è divenuta sicuramente una piaga e una triste conseguenza della disoccupazione. Le altre nuove forme di povertà sono segnate dalla solitudine, dall’emarginazione e dal razzismo (che purtroppo sta crescendo) e dalle dipendenze da alcol, droghe ma, soprattutto, dal gioco d’azzardo. Al 31 dicembre 2017 la percentuale maggiore delle persone che si sono rivolte nei nostri centri di ascolto è italiana (79%). A questo dato segue la componente del Nord-Africa e infine i paesi dell’ Est-Europa. Ma, come possiamo vedere, il numero maggiore è costituito da italiani, la maggior parte dei quali è residenti in zona”.

m.a.

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