L’ARCHEOLOGIA PORTERA’ TURISMO NEL FABRIANESE?

“Attidium, Tuficum e Sentinum, le tre perle dell’archeologia della zona, sono più vive che mai e, a pieno titolo, contribuiscono ad aumentare l’offerta turistica del comprensorio. Il ritrovamento ad Albacina, durante i lavori del cantiere Quadrilatero, a poche centinaia di metri da Tuficum, conferma che c’è ancora tanto da studiare nel sottosuolo”. Così l’assessore al turismo Giovanni Balducci il giorno dopo l’annuncio di una serie di ritrovamenti all’interno del cantiere della SS76 risalenti all’età neolitica. La Soprintendenza si è recata più volte sul posto e sta studiando le fonti. Non è escluso che ci sia un collegamento tra quanto emerso ora e il vecchio municipio romano di Tuficum. Stupore da parte degli operai che stavano effettuando lavori di sbancamento per realizzare una vasca antincendio e una cabina elettrica quando si sono dovuti fermare e spostarsi di alcuni metri. “La legenda parla di una galleria che unisce Tuficum e Attidium – ha detto Balducci – quindi non mi meraviglio di questo ritrovamento. Come amministrazione abbiamo valorizzato ciò che abbiamo e tra alcune settimane partirà la terza campagna scavi ad Attiggio”. A poco più di un anno dall’inaugurazione della nuova area archeologica e dalla conclusione dei lavori di riqualificazione del sito archeologico, si torna a studiare sugli scavi. L’obiettivo è quello di conoscere meglio l’insediamento, dotando la città di Fabriano di un sito capace, in prospettiva futura, di arricchire l’offerta culturale di quest’area geografica puntando sulla formula del parco tematico in rete con gli altri del comprensorio. L’indagine archeologica di Attidium, che va avanti da alcuni anni, rappresenta un’opportunità in grado di coniugare attese che soddisfano la comunità scientifica quanto la collettività: riportare alla luce il patrimonio di questo nucleo urbano significa restituire il suo senso più intimo di appartenenza. Più di 270 le scuole che hanno già visitato gli scavi (foto). Ora con la realizzazione di una struttura di copertura a basso impatto ambientale, un percorso pedonale per consentire la corretta visibilità dei luoghi ed un impianto di illuminazione per una spesa di 133 mila euro, l’area è pronta per essere visitata dai residenti e dagli appassionati di storia locale.

“Stiamo predisponendo il bando per l’affidamento della gestione del sito – ha annunciato l’assessore – ed entro ottobre saremo pronti per iniziare nuovi laboratori di storia con le scuole”. Fabriano si conferma città ricca di storia e di tracce importanti del nostro passato che devono essere recuperate a tutti i costi.

Aumentano anche i visitatori anche al Parco di Sentinum ritenuto uno dei siti archeologici più rilevanti delle Marche. Situato alle porte di Sassoferrato, è costituito da due aree all’ingresso della città, lato Fabriano. Dell’antica città romana sono visibili le due principali strade, i resti di un impianto termale pubblico, i ruderi delle mura, pavimenti a mosaico, colonne di granito, fondamenta, tracce di pavimenti, fognature, i resti di un tempio tetrastilo di epoca augustea e quelli di altri edifici del centro urbano.

m.a.

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