DISTURBI ALIMENTARI, LA REGIONE APPROVA DELIBERA PER RETE SERVIZI

I disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, obesità ecc.) escono finalmente dal chiuso dei drammi personali e familiari, ed entrano a pieno titolo nel novero delle patologie per la cui prevenzione, diagnosi e cura s’impegna specificamente il Servizio Sanitario. La Giunta regionale delle Marche, nella riunione di lunedì 30 marzo, ha infatti approvato la delibera in tal senso. Fondamentale, per raggiungere questo risultato, è stata la mobilitazione delle associazioni dei genitori, dei volontari e degli operatori partita nel giugno dello scorso anno con l’assemblea pubblica svoltasi ad Ancona, e culminata nel gennaio scorso con la formale richiesta alla Regione di un provvedimento specifico. L’atto approvato dalla Giunta prevede la realizzazione sul territorio regionale di una rete integrata di strutture e servizi per la prevenzione e la cura dei Dca. Cardine di questa rete saranno gli ambulatori specialistici: in una prima fase ne sono previsti tre, rispettivamente nelle Aree vaste di Pesaro, Ancona e Fermo (dove già operano strutture che saranno consolidate e potenziate), ai quali si aggiungerà successivamente un quarto centro nell’Area vasta di Macerata. C’è una moderata soddisfazione tra coloro che sono i destinatari del provvedimento, nella consapevolezza che si tratta non di un punto di arrivo, ma solo di un primo, pur importantissimo, passo. È quanto emerge dal commento di Geremia Medori, dell’associazione di genitori “Oltre”, una delle più attive nella mobilitazione e nell’azione di pressing sulla Regione.

“Prendiamo atto con favore – dice Medori – del fatto che la Regione è stata di parola. L’impegno ad approvare la delibera entro il mese di marzo è stato rispettato, e questo non può che essere positivamente sottolineato. Adesso, però, affinché la delibera approvata non rimanga sulla carta, è necessario che la Regione definisca il budget, l’impegno di spesa per concretizzarla e attuare tutti gli interventi previsti”.

Le strutture, appunto. Sono previsti, inizialmente, tre ambulatori specialistici, che a regime diventeranno quattro. Quale sarà il loro compito?

– “Rappresenteranno, per i pazienti e i loro familiari, il punto di riferimento sul territorio, per la diagnosi e la cura. Nei casi più gravi inoltre svolgeranno il ruolo di filtro verso le strutture residenziali, ospedaliere e riabilitative”.

Tutto bene, dunque?

– “Non proprio. Noi avevamo chiesto che questi ambulatori venissero riconosciuti come centri interdipartimentali, proprio per le caratteristiche multidisciplinari che l’intervento sui Dca richiede. La delibera invece li ricomprende nell’ambito del Dipartimento di salute mentale”.

Chi opererà in questi ambulatori?

– “L’equipe minima prevede tre figure professionali: oltre allo psichiatra e al nutrizionista, è stato inserito – e qui la richiesta delle associazioni è stata accolta – anche lo psicologo/psicoterapeuta. Il punto dolente è che questi operatori non opereranno esclusivamente, a tempo pieno, negli ambulatori per i Dca, con conseguenze certamente negative sul grado di specializzazione degli stessi operatori e sulla continuità delle cure”.

Chi vigilerà sull’attuazione degli interventi previsti dalla delibera?

– “Questo è un altro punto qualificante del provvedimento, che prevede la presenza di un tavolo tecnico di coordinamento, al quale spetterà la verifica periodica dell’attuazione dei programmi e della formazione del personale impiegato ai vari livelli di intervento. Importante è il fatto che, a questo tavolo, sarà rappresentata anche la componente dei genitori”.

Roberta Bugarini

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