La Rabbia, la Dissidenza e l’Indignazione Scontro tra la civiltà e il popolo. Di Paolo Gionchetti

Si può convivere insieme? O l’implosione nei vari quartieri di una città può tramutarsi in una strutturata insopportazione? Decisamente impensabile l’esistenza di quartieri con zone a posizione barricadera (erigere barricate fisiche o ideologiche imposte dalla contestazione). L’incontro tra popoli non dovrebbe tramutarsi in scontro di civiltà ma in prassi civile di una convivenza. Un pensiero ideologico non dovrebbe divenire matrice di violenza e se il dissenso è attivato solamente con il monito della violenza è alquanto avvilente. Il bisogno di denunciare un proprio diritto negato – o presumibilmente un sopruso irredento – è un diritto dell’individuo, basta che quella libertà a manifestare non sia parallela con la libertà dell’odio. In tutta Italia si sta respirando un aria di amarezza. Ci sono casi in alcuni si vedono espropriare la propria casa – diritto primario dell’uomo – e di certo non c’è niente di più inquietante che rientrare nella propria abitazione…occupata da altri individui…

Ci rendiamo conto che non siamo più padroni di quell’immobile tanto sudato. Interi quartieri periferici abbandonati dalle istituzioni senza servizi e senza quelle funzionalità tecno-sociali che permettono la vivibilità senza problemi. Regioni inchinate dai problemi idrogeologici … e in questi contesti l’esplosione di rabbia è figlia della disperazione. La risonanza mediatica che in questi giorni si sta susseguendo in un tumulto di informazione e disinformazione travisate, può portare a gesti…il più possibili isolati…di idolatria negativa. Armare una mano è più facile di armare una coscienza al giusto. Se, invece, le coscienze si unissero insieme per cooperare per una giustizia sociale … Guardiamo agli angeli del fango: sono dei giovani mossi da un reale e sentito spirito di solidarietà. Questi giovani sono il simbolo della forza e della speranza nel nostro paese. Sono tutti ragazzi/e che si muovono per abbattere ed estirpare l’indifferenza sociale, per far capire, ad un paese intero, che ci sono e che possiedono la volontà e la determinazione per migliorarlo. L’indignazione il più delle volte è necessaria ma non risulta sufficiente se non si muove in una circolazione collettiva più generale, per un appropriato ordine delle cose. Condividere quell’etica morale che ne diviene prassi e conoscenza, unificando valori e conoscenza con lo spirito, l’intelligenza e la cultura.

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