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“Su Electrolux unione tra istituzioni ha dato messaggio forte”

Corsa contro il tempo per trovare una soluzione prima della pausa di agosto. 50 giorni per sperare un nuovo piano industriale. Domani mattina assemblea nello stabilimento con i sindacati, poi inizieranno una serie di interlocuzioni con la multinazionale svedese e le istituzioni. Quanto prima si tornerà al Mimit. E’ la tabella di marcia nell’ambito della vertenza Electrolux che a Roma, lunedì, davanti al ministro Urso, ha stoppato il piano lacrime e sangue che prevede la chiusura del sito produttivo di Cerreto d’Esi con 170 posti di lavoro che si perdono più l’indotto. Di questo si è parlato ieri mattina in Consiglio regionale. Il Governatore, Francesco Acquaroli: «L’unione fortissima di territorio e istituzioni ha dato un messaggio inequivocabile. Non ci si può coprire dietro una crisi, seppur profonda, per cancellare la presenza di fatto di Electrolux nelle Marche, in Italia e in Europa». Acquaroli ha poi sottolineato che «serve tutelare un settore strategico, conservare i laboratori e gli stabilimenti magari con un contributo che può venire sia dal governo centrale che dai governi regionali». Per l’europarlamentare di FdI, Carlo Ciccioli, «la sospensione per 50 giorni del piano è un primo passo. Ora occorre costruire una soluzione industriale credibile che salvaguardi occupazione, competenze e capacità produttiva. In più in Europa grazie all’Italia si sta aprendo alla possibilità che il comparto del ‘bianco’ diventi un settore strategico europeo». Per Marta Ruggeri, capogruppo M5S in Consiglio regionale, si tratta di «cinquanta giorni per evitare il baratro». Secondo la consigliera è «un segnale che accogliamo positivamente, seppur tenendo la guardia altissima mentre il rinvio delle procedure unilaterali offre un margine di manovra concreto. In questo tempo servono garanzie scritte, vincolanti e di lungo periodo». Dai sindacati Pierpaolo Pullini, Fiom Cgil, spiega: «Adesso inizierà una fase di confronto serrato che possiamo fare solo senza minacce di chiusure e licenziamenti e senza vincoli temporali. Vedremo fino a dove sarà disponibile Electrolux a confrontarsi e a condividere soluzioni. Restiamo in allerta e pronti a riprendere la mobilitazione se le posizioni che verranno espresse ai prossimi tavoli non saranno coerenti con quanto dichiarato, a cominciare dalla continuità produttiva di tutti gli stabilimenti». Da Cerreto d’Esi, il capogruppo di minoranza, Renzo Baldoni: «Ora mantenere alta l’attenzione e continuare a collaborare con le Istituzioni nazionali e regionali che stanno danno il massimo. L’obiettivo è gestire al meglio questa vertenza non facile che grava duramente sul nostro territorio, sui lavoratori e le loro famiglie».

m.a.