Archivio Diocesano Fabriano, Martina Cerioni: Vi presento “Archivissima- La Notte degli Archivi”
Per la prima volta l’Archivio Storico Diocesano di Fabriano partecipa ad Archivissima- La Notte degli Archivi. Ne parliamo con la dottoressa Martina Cerioni, Delegata “ad nutum Episcopi” per gli Archivi e le Biblioteche della Diocesi di Fabriano-Matelica.
Come è nato il progetto del festival a livello nazionale e con quali finalità?
Il progetto nazionale di Archivissima – chiamata anche La Notte degli Archivi– nasce con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archivistico italiano e renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio. Nato a Torino e cresciuto negli anni fino a coinvolgere centinaia di realtà culturali in tutta Italia, il festival vuole superare l’idea dell’archivio come luogo esclusivamente destinato agli studiosi, trasformandolo invece in uno spazio vivo di memoria, racconto e partecipazione attiva. Le finalità principali sono la tutela e la diffusione della memoria collettiva, la promozione della cultura attraverso linguaggi contemporanei e la creazione di una rete nazionale tra istituzioni, associazioni e territori. “La Notte degli Archivi” rappresenta il momento più partecipativo del progetto, durante il quale gli archivi si aprono alla cittadinanza con eventi, mostre e iniziative capaci di raccontare storie, identità e tradizioni delle comunità. Un’occasione in cui gli archivi aprono simbolicamente le proprie porte ai cittadini, diventando luoghi di incontro, conoscenza e condivisione.
Quale sarà il tema dell’edizione 2026?
“Quello che non c’è”, è il titolo del tema particolarmente evocativo che invita a riflettere non solo su ciò che gli archivi custodiscono, ma anche su ciò che nel tempo è andato perduto, dimenticato o non è mai stato raccontato. L’edizione di quest’anno pone quindi l’attenzione sulle assenze, sui silenzi e sui vuoti della memoria storica, mostrando come anche ciò che manca possa diventare uno strumento di ricerca, conoscenza e riflessione. In questo contesto si inserisce il progetto dell’Archivio Storico Diocesano di Fabriano che, aderendo all’iniziativa su invito di S.E. Rev.ma Mons. Francesco Massara, ha voluto dedicare la propria partecipazione agli Ottocento anni del transito di San Francesco. Per questo motivo il percorso proposto porterà il sottotitolo: “Francesco: l’impossibile-possibile. Utopia tra le carte d’archivio”. Il progetto analizzerà proprio “quello che non c’è” del passaggio di San Francesco a Fabriano: le tracce perdute, i documenti mancanti, le testimonianze frammentarie, ma anche tutto ciò che la sua memoria ha lasciato nel tempo. Attraverso scritti, atti notarili e documenti d’archivio sarà possibile ricostruire il legame del Santo con il territorio, con i suoi compagni e soprattutto con i conventi edificati in suo onore, luoghi che ancora oggi custodiscono memoria, spiritualità e identità. Accanto alle testimonianze conservate emergono però grandi assenze, dovute al trascorrere del tempo, alle difficoltà di conservazione e soprattutto alle soppressioni napoleoniche, che causarono la dispersione di numerosi patrimoni documentari religiosi. Proprio queste lacune diventano parte integrante del racconto: attraverso ciò che resta, tra carte, memorie e riferimenti indiretti, si cerca di ricostruire la presenza francescana e il segno profondo lasciato nella storia della città. Il percorso vuole quindi mettere in dialogo documenti, luoghi e memoria collettiva, mostrando come anche il silenzio degli archivi possa continuare a raccontare una storia viva e significativa.
Come sarà strutturato il programma?
Sarà un evento aperto a tutta la cittadinanza, gratuito e pensato per coinvolgere in modo particolare le nuove generazioni. L’iniziativa si svolgerà venerdì 5 giugno, nella suggestiva cornice del Chiostro della Cattedrale di San Venanzio Martire, sede dell’Archivio Storico Diocesano, proprio in occasione de “La Notte degli Archivi”, appuntamento che si terrà contemporaneamente in tutta Italia. Per questa occasione speciale, l’Archivio Diocesano resterà straordinariamente aperto dalle ore 21.00 alle ore 23.00, permettendo ai visitatori di entrare in contatto diretto con documenti, memorie e testimonianze legate alla presenza francescana a Fabriano. Sarà un’opportunità unica per riscoprire, attraverso le carte d’archivio, il legame tra San Francesco, il territorio e la storia della comunità locale. Un ruolo centrale sarà affidato agli studenti del Liceo Scientifico Volterra di Fabriano, che accompagneranno il pubblico come veri e propri ciceroni all’interno del percorso archivistico. Saranno proprio i ragazzi a presentare e illustrare i documenti più significativi: dalle antiche pergamene del XIV secolo fino ai registri dell’epoca napoleonica, mostrando concretamente come la memoria di San Francesco e dei conventi francescani sia arrivata fino a noi attraverso le carte d’archivio. La bellezza dell’evento risiede soprattutto in questo incontro tra archivio, territorio e giovani. Gli studenti non saranno soltanto guide, ma protagonisti attivi di un percorso di studio e approfondimento sviluppato durante l’anno scolastico. Durante la serata sarà infatti possibile ascoltare anche il lavoro realizzato a scuola in preparazione al contest di Archivissima, compreso il podcast ideato e prodotto dai ragazzi, frutto di ricerca, riflessione e reinterpretazione della memoria francescana attraverso linguaggi contemporanei.
Parliamo appunto del contest “La scuola racconta un archivio” a cui ha aderito l’Archivio Diocesano di Fabriano. In cosa consiste?
Il contest “La scuola racconta un archivio”, promosso nell’ambito di Archivissima, nasce con l’obiettivo di avvicinare i più giovani al mondo degli archivi, al lavoro dell’archivista e alla scoperta delle storie custodite nei documenti storici. L’iniziativa invita gli studenti a trasformarsi in veri e propri “esploratori d’archivio”, utilizzando creatività e immaginazione per elaborare racconti ispirati alle fonti documentarie e al tema annuale del festival. Per l’edizione 2026 il contest richiedeva la realizzazione di un testo narrativo inedito di massimo 10.000 battute, sviluppato a partire dai materiali d’archivio e dalla celebre frase di Italo Calvino: “Non riesce a vederlo, ed è arrivato”. L’Archivio Storico Diocesano di Fabriano ha aderito al progetto in collaborazione con il Liceo Scientifico “V. Volterra” di Fabriano, grazie all’interesse del Preside il Prof. Antonello Gaspari e alla partecipazione attiva delle professoresse referenti, vere guide per i nostri ragazzi: la Prof.ssa Claudia Cimarra, la Prof.ssa Anna Maria Giorgi e la Prof.ssa Sandra Girolametti. Hanno partecipato le classi IB, IIE e IIIB, coinvolgendo circa sessanta ragazzi che hanno accolto l’iniziativa con entusiasmo, curiosità e grande spirito propositivo, felici di poter conoscere da vicino un archivio e comprenderne il valore storico, culturale e umano. Durante il percorso, gli studenti hanno avuto modo di entrare in contatto diretto con i documenti dell’Archivio Diocesano, scoprendo come le carte custodiscano memoria, storie e identità del territorio. A partire dal tema del contest e dalla frase di Calvino, i ragazzi hanno elaborato racconti originali legati alla memoria francescana e al patrimonio archivistico fabrianese. Sono già stati inviati i tre racconti (uno per ogni classe aderente) per la partecipazione ufficiale al contest e ora si attendono i risultati con grande emozione. Tuttavia, il vero successo dell’iniziativa è stato soprattutto il percorso vissuto insieme dagli studenti, che hanno potuto avvicinarsi concretamente alla storia e alla ricerca archivistica attraverso un’esperienza creativa e formativa. I racconti realizzati potranno inoltre essere letti e scoperti dal pubblico proprio in occasione della Notte degli Archivi, durante l’apertura straordinaria dell’Archivio Diocesano.
Quali attività hanno svolto gli studenti nell’ambito del contest?
Nell’ambito del contest “La scuola racconta un archivio”, gli studenti non si sono occupati soltanto della scrittura dei racconti, ma hanno preso parte anche a un’importante esperienza creativa e formativa: la realizzazione di un podcast ispirato proprio ai testi elaborati dai ragazzi e ai documenti custoditi nell’Archivio Storico Diocesano. Il podcast, sviluppato in tre episodi, è stato curato dalla podcast producer, la dott.ssa Maya Cordì, che con grande passione, professionalità ed entusiasmo ha guidato gli studenti durante tutto il percorso. I ragazzi hanno avuto la possibilità di conoscere da vicino il linguaggio del podcasting e di sperimentare tutte le fasi della produzione audio, trasformando le loro idee e i loro racconti in un vero prodotto narrativo e culturale. Il lavoro è stato organizzato in diversi gruppi: un gruppo dedicato alla scrittura e all’adattamento dei testi, uno alla produzione e alla parte tecnica, e un altro ancora alle voci e all’interpretazione narrativa. Questo ha permesso agli studenti di collaborare attivamente, mettendo in campo creatività, capacità comunicative e spirito di squadra. È stata un’esperienza molto coinvolgente e significativa, che i ragazzi hanno apprezzato profondamente. Attraverso uno strumento tecnologico vicino al loro linguaggio e alla loro quotidianità, come il podcast, hanno potuto avvicinarsi a una realtà antica e preziosa come quella dell’archivio, scoprendone il fascino e il valore culturale. Proprio questo incontro tra memoria storica e nuove forme di comunicazione rappresenta uno degli aspetti più belli del progetto: dimostrare che gli archivi possono ancora parlare alle nuove generazioni, utilizzando linguaggi contemporanei e accessibili.
Per il prossimo 5 giugno un evento conclusivo. Possiamo dare qualche anticipazione ai nostri lettori?
Sarà un evento pensato come un momento di incontro, condivisione e scoperta aperto a tutta la cittadinanza. L’invito è quello di partecipare numerosi, non soltanto perché l’iniziativa è stata organizzata dai ragazzi e per i ragazzi, ma anche perché la serata riserverà alcune piacevoli sorprese. I visitatori potranno vivere un’esperienza unica: una visita notturna all’Archivio Storico Diocesano, immersi nella suggestiva atmosfera del Chiostro di San Venanzio, tra documenti antichi, racconti, memorie francescane e il grande entusiasmo degli studenti che accompagneranno il pubblico lungo il percorso. Non mancherà anche un momento musicale, pensato per rendere ancora più coinvolgente e speciale l’atmosfera della serata a cura del professor Francesco Ascani. Sarà un’occasione particolare per scoprire l’archivio in una veste diversa dal solito: aperto, vivo, partecipato e raccontato attraverso gli occhi e la voce delle nuove generazioni. Una vera esperienza “in notturna”, un unicum nel suo genere, capace di unire storia, cultura, emozione e bellezza. E poi c’è un motivo in più per non mancare: l’evento sarà completamente gratuito. Per questo l’auspicio è che tante persone scelgano di lasciarsi incuriosire e di vivere insieme questa serata speciale dedicata alla memoria, ai giovani e alla città. Vorrei menzionare anche la partecipazione di Paolo Ciccarelli, un artista fabrianese contemporaneo che ha voluto dedicare la sua opera ai ragazzi e al progetto. L’immagine dell’evento è sua: un’idea pop per unire Calvino, San Francesco e la nostra splendida Fabriano.
Quanto sono importanti iniziative come questa per sensibilizzare i giovani alla tutela ed alla valorizzazione della memoria storica del territorio in cui vivono?
Oggi più che mai è importante aiutare le nuove generazioni a riscoprire il legame con la propria identità, con la storia della città e con il patrimonio culturale che li circonda. Fabriano sta attraversando un momento complesso, segnato da una crisi industriale senza precedenti, e proprio per questo i ragazzi hanno bisogno di ritrovare speranza e fiducia nel futuro. In questo contesto la cultura assume un ruolo essenziale. Spesso viene considerata qualcosa di secondario o di effimero, ma in realtà rappresenta una risorsa concreta e indispensabile per la crescita della comunità e delle nuove generazioni. La cultura è presente in tutto ciò che facciamo: educa alla sensibilità, all’ascolto, all’emozione e alla capacità di riconoscere il vero valore delle cose. Avvicinare i ragazzi agli archivi, alla memoria storica e ai luoghi della città significa aiutarli a diventare cittadini più consapevoli, responsabili e attenti al bene comune. Significa dare loro strumenti per comprendere il passato, leggere il presente e costruire il futuro. Esperienze come quelle vissute attraverso Archivissima dimostrano che i giovani, se coinvolti e responsabilizzati, sanno rispondere con entusiasmo, creatività e partecipazione autentica. E proprio guardando il loro impegno, la loro curiosità e la passione con cui hanno affrontato questo progetto, viene naturale pensare che il futuro della città possa essere davvero in buone mani. Perché senza cultura non siamo nulla, mentre attraverso la cultura possiamo ancora costruire comunità vive, unite e capaci di guardare avanti con speranza.
Gigliola Marinelli

