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Cartiere Fedrigoni, investimenti e ciclo continuo. Il punto dei sindacati

La nota dei sindacati SLC CGIL FISTel CISL UILCOM UIL UGL Chimici

In data 11-12-2025 si sono incontrate, presso la Regione Marche, le organizzazioni sindacali rappresentate dai propri segretari nazionali, territoriali e le RSU con la dirigenza Fedrigoni rappresentata dal dott. Giuseppe Giacobello, Antonio Balsamo e Sofia Crudo. All’incontro, promosso dall’assessore con delega a lavoro Tiziano Consoli, hanno partecipato anche i dirigenti regionali dei settori Lavoro e Formazione.

La riunione è stata indetta per discutere sull’evoluzione della vertenza Giano a Fabriano, un percorso iniziato nell’ottobre 2024 con la chiusura del ramo dedicato alla carta per ufficio. Una decisione che aveva aperto uno scenario estremamente critico: 173 persone rischiavano il licenziamento. A distanza di oltre un anno, grazie a un percorso complesso e al lavoro congiunto tra sindacati, azienda, Regione Marche e MIMIT, la situazione è profondamente cambiata. Gli esuberi si sono progressivamente ridotti, fino ad arrivare alle 31 persone ancora in attesa di una soluzione definitiva. Un risultato importante, frutto di un impegno condiviso, ma che non può considerarsi conclusivo. Per noi nessuno deve essere lasciato indietro.

Un ruolo determinante è stato svolto dagli ammortizzatori sociali, in particolare dalla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria. In questo contesto, in accordo con la Fedrigoni si è chiesto e ottenuto presso il MIMIT e la Regione Marche la disponibilità a garantire un ulteriore anno di CIGS, indispensabile per accompagnare la fase finale della gestione degli esuberi. Sul fronte industriale, l’azienda ha illustrato una strategia che concentra gli investimenti sui settori considerati più promettenti: la produzione di carte per banconote e di sicurezza e il comparto del disegno artistico.

Nel 2026 sono stati programmati e approvati investimenti per 3 milioni di euro per lo stabilimento di Fabriano. L’obiettivo principale è avviare il ciclo continuo entro marzo 2026 sulla macchina ottava e impianti di allestimento, con il conseguente aumento dei volumi produttivi e la possibilità di ampliare i turni e l’occupazione. A supporto di quanto sopra diventa dirimente la qualificazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, un elemento decisivo per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati. Per questo anche su sollecitazione sindacale la Regione Marche ha finanziato un pacchetto formativo articolato, composto da 14 corsi per un totale di 416 ore, destinati a 82 persone. Una misura utile, ma che deve essere attivata rapidamente.

Durante il confronto, le organizzazioni sindacali hanno sottolineato come i progressi ottenuti abbiano comunque comportato sacrifici economici per i dipendenti in CIGS, e perdita di perimetro occupazionale che ha coinvolto in particolare il personale in somministrazione e l’indotto, che hanno pagato in misura significativa le conseguenze della riorganizzazione. Per la fase che si apre ora, abbiamo chiesto e ottenuto che vengano programmati incontri periodici di monitoraggio, coinvolgendo costantemente sindacato, azienda e Regione. L’obiettivo comune dichiarato è quello di arrivare a “impatto zero” entro il 2026, attraverso soluzioni equilibrate come prepensionamenti, ricollocazioni mirate, politiche attive e uscite volontarie e tutelate. Il lavoro fatto finora dimostra che, quando c’è responsabilità e volontà di confronto, anche una crisi complessa può essere gestita.

Ma la vertenza non è chiusa: continueremo a vigilare perché ogni impegno venga mantenuto e perché tutte le 31 persone ancora coinvolte trovino una soluzione. Solo allora potremo parlare di una vera conclusione della vertenza, completa e rispettosa delle persone.