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Sorci: “Ma quale ricucire aree interne, Fabriano attualmente tagliata fuori da Capitale europea della cultura, colpa di una scelta miope della sindaca Ghergo”

di Roberto Sorci, consigliere comunale gruppo Sorci Fabriano c’è 30001

In questi giorni tutti parlano delle strategie sulle AREE INTERNE soprattutto dopo la revisione del piano-strategico-nazionale-delle-aree-interne (PSNAI), tutti a difendere a parole l’entroterra dopo che per anni, hanno solo fatto chicchere per convegni degli “amici”, il convegno dell’ALI a Fabriano è stata la celebrazione dell’ipocrisia politica e dell’assurdo, specie fabrianese. Mi spiego, una decina di giorni fa come Consigliere Comunale ho presentato un’interpellanza presso il Consiglio Comunale di Fabriano, riguardante la candidatura di Norcia e la Civitas Appenninica, a capitale europea della cultura 2033, e la scelta della non adesione del Comune di Fabriano alla candidatura. I discorsi ascoltati al convegno della Lega delle Autonomie Locali: strategie e azioni per il rilancio delle aree fragili, sul ricucire i territori “marginali” mi hanno fatto innervosire ancora di più. Anche perché, ho ricordato che in un incontro importante tempo fa, un rappresentante di una Associazione, ricordò in proposito, come città importanti di grande storia e ricche di iniziative culturali e di finanziamenti, si stessero candidando per il riconoscimento di Capitale Europea della Cultura del 2033 (leggasi Torino, Siracusa, ecc.) e con un sorriso, terminò dicendo che rispetto alla “Civitas Appenninica, queste candidature avevano un difetto non da poco. La candidatura per loro era un lusso. Mentre per la “Civitas Appenninica e Norcia”, invece diventava conquista del futuro”. Mai un’affermazione fu più rispondente alla situazione.

Anche perché nel giugno 2019 a Fabriano, in occasione della XXIII Conferenza annuale delle Città Creative UNESCO, meeting che per la prima volta era ospitato in Italia, evento, che ha riunito nella nostra città i rappresentanti del Network delle Città Creative UNESCO, la rete che riunisce le città del mondo che hanno identificato nella creatività un fattore strategico di sviluppo. Si era svolto il convegno “Save the Apps “le energie vitali dell’appennino si mobilitano, che riguardava lo sviluppo economico e sociale, il prof Prodi con il professor de Rita puntarono il loro focus, sul ruolo dell’Appennino e del suo territorio, come ossatura della Nazione, soprattutto dopo gli eventi sismici del 2016. Dove entrambi affermavano, la necessità di uno sviluppo armonioso del cratere sismico appenninico. Il Pof. Prodi addirittura, affermava, “che stante la situazione di sviluppo economico- e servizi dell’entroterra appenninico, i suoi abitanti andavano considerati degli eroi”. Concetto ribadito più volte dai vari relatori intervenuti nella giornata: da Symbola, per finire alla Coltivatori Diretti. Ebbene nonostante tutte queste grandi affermazioni Fabriano è rimasta alla finestra mentre l’Appennino costruiva una candidatura unitaria e trasversale per il 2033. Una scelta incomprensibile, grave e politicamente miope da parte dell’amministrazione Ghergo».

La non adesione del Comune di Fabriano alla Candidatura di Norcia e la Civitas Appenninica a capitale della cultura Europea 2033, viene esplicitata con la motivazione “che l’assenza di condivisone con altre candidature, in particolare nel territorio marchigiano, (tanto per essere chiari Pesaro), rischia di conferire all’iniziativa se non ben concertate, un aspetto divisivo che si ritiene non giovi alle parti”.

Una tale sciocchezza, mi ha lasciato basito, anche alla luce della nostra collocazione geografica e, che soprattutto perché sono decenni parliamo dello sviluppo dell’entroterra appenninico e soprattutto come combattere la sua “marginalità”. Anche perché alla candidatura di Norcia e l’Appennino, ha visto una nutrita partecipazione a livello istituzionale di adesioni di tutte le “fedi” politiche delle zone dell’entroterra delle Marche, Umbria e Abruzzo; cominciando dalle istituzioni regionali di Abruzzo, Marche, Umbria, oltre al Censis e alla Struttura Commissariale del Sisma 20216, con la maggior parte dei Comuni Appenninici di tutte le provincie marchigiane da Nord a Sud, e Symbola con Renzi, che era addirittura relatore nella giornata di presentazione
Ribadisco non capisco questo comportamento, anche, perché vista la trasversalità del pensiero sull’appennino e le aree interne delle nostre regioni, immaginavo che la proposta non avesse carattere divisivo ne competitivo. Anche se l’ex Sindaco di Pesaro Ricci, oggi Parlamentare Europeo, aveva lanciato la sua città Pesaro, come Capitale della cultura europea 2033, dopo che, solo un anno fa, ha celebrato meritatamente Pesaro, come Capitale della Cultura Italiana 2024. Evidenzio anche, che nel 2022, alla nomina ufficiale di Pesaro CAPITALE DELLA CULTURA ITALIANA 2024, personalmente mi congratulai con lui per il riconoscimento che la sua città aveva ricevuto. Perché io sono orgogliosamente marchigiano, come orgogliosamente sono fabrianese.

Ma ribadisco che l’entroterra e Fabriano non possono essere sacrificati per giochi politici regionali. E il Sindaco di Fabriano e la Giunta Comunale, a cui vorrei ricordare che è la più pagata nella storia di questa città, devono curare e battersi per legittimi interessi della città di Fabriano, e non per gli interessi politici del partito a cui fanno riferimento, tanto per essere chiaro.
Anche perché, visto i pretendenti nazionali a questo riconoscimento, rischiamo di perdere un’occasione storica per tutte le aree interne delle nostre tre Regioni e Fabriano ne è parte integrante. Questa responsabilità ricadrà interamente su chi oggi guida la città di Fabriano.