M5S: ”POLITICA E STAMPA A BRACCETTO”
Metti che un giornale pubblichi un articolo dal titolo: “Nella Villa di Aristide Merloni un supermarket: c’è il primo ok”. Metti che il titolo riporti anche la notizia: “Parere favorevole dalla commissione consiliare”. Metti che nell’articolo si legga che: “La commissione consiliare Assetto del territorio tra le forti polemiche dell’opposizione , ha detto sì al progetto”. Metti che l’articolo venga pubblicato ancora prima che venga fatta la discussione in Commissione. Metti che poi la Commissione blocchi l’iter di quel procedimento per delle osservazioni sollevate dal consigliere Joselito Arcioni del MoVimento 5 Stelle. Metti tutto questo insieme e avrai il quadro più realistico che mai di come viene fatta la politica e l’informazione nella nostra città e nel paese intero. E’ quanto accaduto a Fabriano lunedì 21 settembre. Il Resto del Carlino pubblica la notizia del voto positivo della Commissione alla proposta avanzata dalla ditta Gabrielli per la realizzazione di un centro commerciale di 2400 metri quadri al posto dell’edificio che accoglieva gli uffici Merloni lungo via Dante e di un edificio di 700 metri quadri nell’area antistante dove oggi è presente il parcheggio e una piccola area a verde. Peccato però che in realtà la Commissione si doveva ancora riunire essendo convocata proprio per lunedì pomeriggio. In sede di Commissione poi il consigliere Arcioni del MoVimento 5 Stelle ha sollevato delle osservazioni riguardo l’iter procedurale che prevede un cambio di destinazione d’uso dei terreni interessati dal progetto. In cambio della concessione alla realizzazione dei due immobili e quindi del cambio di destinazione d’uso per consentire tale operazione infatti la ditta si propone di realizzare una rotatoria e la bonifica dell’area fortemente e gravemente inquinata da tetracloroetilene. Il Consigliere Arcioni ha presentato le seguenti opposizioni:
1) La bonifica del sito è aspetto imprescindibile per la sua riqualificazione urbanistica: é clamoroso che dopo 15 anni si sia di fronte ad una totale assenza di conoscenze sullo stato di contaminazione del sito, sulle metodiche di bonifica e sui tempi necessari. Anche in considerazione al fatto che, a valle dell’area, è stata posta in essere una messa in sicurezza d’emergenza (sic) con fondi pubblici e nessuno si è preoccupato, sino ad oggi, di avviare in modo serio e concreto la bonifica dei siti industriali posti a monte, già individuati, peraltro, da indagini commissionate dalla stessa Amministrazione Comunale (realizzati, si badi bene, sempre con fondi pubblici).
2) La palese violazione della normativa in materia di bonifica che prevede tempi certi e funzioni e competenze in materia ben definiti: mentre, come risulta dalla stessa documentazione tecnica redatta a corredo della proposta di accordo di programma, nulla ad oggi oltre alla cosiddetta MISE di Via Campo Sportivo (con fondi pubblici). Una messa in sicurezza di emergenza attuata a ben 14 anni dalla prima segnalazione di contaminazione dei pozzi del nuovo campo sportivo: pozzi è bene ricordalo destinati al consumo umano. Quindi siamo di fronte ad un vasto fenomeno di contaminazione che ha costituito e rappresenta, tuttora, un rischio rilevante per la salute pubblica di un intero quartiere.
3) La bonifica pertanto non è oggetto di accordo di programma ma è il presupposto fondamentale per un accordo di programma serio: la bonifica costituisce essa stessa variante allo strumento urbanistico e quindi vincola l’area al risanamento della stessa e delle aree confinanti. Quindi prima la bonifica, la conseguente certificazione di avvenuto risanamento con raggiungimento degli obbiettivi di bonifica per il suolo e le acque mentre dopo, la variante e il piano di riqualificazione urbanistica dell’area. Poiché a valle dei siti oggetto della proposta sono da troppo tempo noti in atti fenomeni di contaminazione, non è logico non tutelare i pubblici interessi né, tantomeno, considerare accettabile un progetto di riqualificazione che prescinda dagli aspetti sopraelencati ed in cui si sottovaluta, volutamente, la significatività dell’inquinamento dei siti oggetto della proposta, senza una accurata e dettagliata valutazione degli aspetti sopracitati.
Proprio queste osservazioni hanno fatto sì che la Commissione abbia bloccato e fatto ritirare l’accordo procedimentale con la ditta Gabrielli smentendo quindi l’articolo apparso su Il Resto del Carlino. Articolo oltretutto non firmato.
Crediamo che questo episodio parli da solo. Il tentativo di accelerare i tempi messo in atto dall’amministrazione appare goffo e irrispettoso nei confronti di tutti i cittadini. Il comportamento del quotidiano “Il Resto del Carlino” è invece palesemente in contrasto con tutte le regole basilari della deontologia con la quale deve essere portato avanti un ruolo così importante come quello dell’informazione. Il MoVimento 5 Stelle come sempre ha invece impedito che venisse compiuto un vero e proprio golpe da parte dell’amministrazione e della maggioranza consiliare con la più totale inosservanza delle regole e con la complicità della stampa.
(Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco)
m5s Fabriano

