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Carifac Arte: L’intervista al presidente Geremia Ruggeri

Grande successo e partecipazione di pubblico all’evento “ZC Lab/Trame di cultura”, un nuovo contenitore culturale promosso da Fondazione Carifac e dal comitato scientifico della strumentale Carifac Arte. Abbiamo raggiunto ilpresidente di Carifac Arte, avvocato Geremia Ruggeri, per scoprire le nuove progettualità ed iniziative che avranno luogo presso il Polo Museale di Zona Conce a Fabriano.

Presidente, nelle attività di Carifac Arte si inserisce la valorizzazione del Polo Museale di Zona Conce. Qual è la particolarità di questo spazio che rappresenta un unicum nel nostro territorio?

Zona Conce è un suggestivo spazio polifunzionale realizzato grazie ad un importante impegno economico di Fondazione Carifac che, in seguito al prolungato stato di abbandono dell’edificio e ai gravi danni determinati dal sisma del 1997, ha deciso di procedere ad un vero e proprio recupero strutturale e funzionale del complesso “Le Conce”, durato circa 4 anni (2002 – 2006). Il vasto intervento ha riguardato un’intera porzione di città che dal XII secolo fu il centro pulsante di Fabriano: se la produzione della carta rimane la più celebrata tra le attività insediate lungo il fiume Giano, va ricordato che anche l’industria della concia delle pelli ebbe comunque uno sviluppo rilevante, portando ad edificare una serie di edifici caratteristici, come questo immobile. È certamente un unicum, in quanto si configura come un vero e proprio progetto di “rigenerazione urbana a base culturale” molto diffuso soprattutto all’estero, un approccio che vede nella cultura una leva di sviluppo per la ripresa di territori, aree e luoghi in condizioni di degrado, in una logica di sviluppo sinergico del territorio. Carifac Arte è stata creata nel 2018 proprio per rivitalizzare e riportare alla luce le “botteghe degli antichi mestieri”, che trovano la massima espressione in questo polo culturale polivalente in cui attualmente trovano spazio una Cartiera Aperta, con i laboratori di fabbricazione a mano della carta secondo l’antica tradizione fabrianese, una ricca e interessante collezione permanente dedicata ai due grandi artisti fabrianesi Quirino Ruggeri (1883-1955) ed Edgardo Mannucci (1904-1986), una sala di registrazione musicale, un’aula multimediale attrezzata di postazioni singole con PC e videowall a disposizione per incontri di formazione e lezioni, un  fornito bookshop e uno spazio espositivo dedicato a mostre temporanee ed eventi, come quello che stiamo svolgendo attualmente nell’ambito del progetto “ZC Lab”.

Si è svolto lo scorso 21 marzo il secondo appuntamento di “ZC Lab/Trame di cultura”, un nuovo contenitore culturale promosso da Fondazione Carifac e dal comitato scientifico della strumentale Carifac Arte. Come è nato questo progetto e con quali obiettivi?

Il progetto “ZC Lab / Trame di cultura” è nato con l’insediamento del nuovo CDA di Carifac Arte. L’obiettivo è stato quello di dare vita a nuovi eventi di grande richiamo per il pubblico in grado di rafforzare la riconoscibilità di Zona Conce quale luogo di cultura e incontro, agendo in piena continuità con l’ottimo lavoro svolto in precedenza. Consapevoli di provenire da settori e competenze differenti, io e il consigliere Ing. Marco Cimarelli, abbiamo scelto di avvalerci del supporto di un Comitato Scientifico di alto profilo e abbiamo individuato in Fabio Marcelli, Alessandro Moscè ed Arianna Bardelli i professionisti ideali che ci affiancheranno in questo percorso. Questa scelta si è rivelata subito lungimirante: già dai primi incontri sono emerse proposte ambiziose e di alto profilo, che abbiamo scelto di tradurre immediatamente in realtà. Il primo risultato di questo lavoro è il nuovo contenitore culturale “ZC Lab – Trame di cultura”, inaugurato il 5 marzo e curato da Alessandro Moscè. Il ciclo si articola in sei appuntamenti con autori di rilievo nazionale, offrendo un’analisi del Novecento attraverso il dialogo tra arte, storia e letteratura, intesi come strumenti fondamentali per comprendere la complessità del nostro presente.

La risposta del pubblico a questa iniziativa è stata molto partecipata, a significare che c’è interesse in città nei confronti di proposte culturali di qualità. Possiamo dire che siamo sulla strada giusta?

Sia all’appuntamento con l’Avv. Fabio Macaluso che a quello con il Prof. Giulio Ferroni, che hanno affrontato temi totalmente diversi, dal disturbo bipolare all’Umanesimo ai tempi dell’intelligenza artificiale, vi è stato un afflusso di pubblico veramente straordinario e trasversale. Questo successo dimostra quanto il nostro territorio sia ricettivo e, direi, senta il profondo bisogno di proposte culturali di alto profilo. In questo particolare momento di generalizzato pessimismo e scoraggiamento, forse di quasi rassegnazione, la cultura e lo stimolo alla riflessione ed all’approfondimento, possono senza alcun dubbio costituire uno strumento di ripresa e di rinascita, atto a creare idee e passioni che possono poi avere anche un ruolo determinante nella auspicata rinascita del nostro territorio. L’obiettivo è quello di promuovere la diffusione della cultura letteraria, storica e artistica del Novecento come strumento educativo e formativo, favorendo occasioni di dialogo e confronto intergenerazionale che contribuiscano alla crescita culturale della comunità locale.

Questo evento si inserisce all’interno del ciclo “Letteratura, storia e arte del Novecento” che si terrà sempre Polo Museale di Zona Conce.  Secondo lei la cultura può rappresentare uno strumento di crescita, confronto e dialogo anche in un territorio come quello fabrianese che spesso poco risponde a questo genere di iniziative?

Sono convinto che il nostro territorio, nonostante la prolungata crisi economica e una certa “anestesia” sociale, conservi un profondo desiderio di rinascita: lo dimostra la straordinaria partecipazione del pubblico ogni volta che proponiamo eventi di valore, come questo ciclo di incontri intesi a promuovere la diffusione della cultura letteraria, storica e artistica del Novecento. Come ho già detto, la cultura non è solo un’opzione, ma è l’unico motore indispensabile per la rinascita: solo attraverso l’approfondimento, il confronto e il dialogo intergenerazionale possono nascere le progettualità necessarie a riportare la nostra città e le zone limitrofe allo splendore di un tempo. Per restituire valore alla nostra area, è necessario agire con una programmazione rigorosa, basata su analisi accurate e obiettivi definiti. In questo scenario, il confronto e il dialogo restano le nostre fonti di crescita più autentiche.

Zona Conce, con la sua cartiera interna, rappresenta un progetto di recupero urbano di grande prestigio nel cuore del centro storico della Città della Carta. Un centro storico che in questi ultimi anni sta soffrendo per un progressivo spopolamento, anche in termini di attività commerciali. Queste iniziative da voi intraprese, potranno rendere maggiormente appetibile questo luogo anche ad un possibile afflusso turistico di cui la città ha fortemente bisogno?

La Cartiera Aperta ospitata all’interno di Zona Conce rappresenta un vero e proprio gioiello che realizza, in piccolo, tutte le fasi di una vera e propria industria cartaria. Ogni anno siamo lieti di ospitare numerose scolaresche provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, che sperimentano in prima persona la fabbricazione a mano della carta sotto la guida dei nostri esperti Mastri Cartai, un’esperienza splendida perché vede i giovani coinvolti in prima persona portarsi poi a casa l’esemplare realizzato con le proprie mani. Queste attività vengono svolte in parallelo al Museo della Carta e non si sostituiscono ad esso, offrendo un’ulteriore opportunità per quei turisti che, avventurandosi in un centro storico sempre più sguarnito, vogliono approfondire l’arte di un prodotto che ha portato tanto lustro a Fabriano, universalmente nota come “la città della carta”. Un’esperienza questa molto ricercata anche dagli adulti e dalle aziende, che sempre più spesso scelgono Zona Conce per vivere l’esperienza dei laboratori di fabbricazione a mano della carta in combinazione con la visita al Museo Ruggeri – Mannucci. In quest’ottica, promuoviamo un’offerta variegata di servizi di valorizzazione culturale, consolidandone il legame con lo sviluppo economico e l’attrattività turistica. Ogni nostro sforzo sarà assolutamente dedicato e finalizzato a rendere il complesso di Zona Conce sempre più frequentato ed ammirato non solo dal pubblico locale, ma anche dai turisti provenienti dall’Italia e dall’estero, attraverso la promozione continua e costante di eventi di elevato spessore, favorendo così la crescita ed il benessere della comunità locale e non solo.

Gigliola Marinelli