“Conserverò nel cuore questo Sanremo per sempre”: Giorgia Cardinaletti a tu per tu con il direttore Gigliola Marinelli
Elegante, brava, preparata. La giornalista fabrianese e volto dell’informazione del TG1 Giorgia Cardinaletti ha conquistato il pubblico della 76esima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo e acceso i riflettori sulla sua città di origine dove tutti hanno ammirato la sua sicurezza e stupefacente bellezza, esaltata da outfit di eccellente gusto e raffinatezza. Dalla Scuola di Giornalismo di Perugia a Rai News 24, poi inviata per Pole Position sulle piste di Formula 1 e ancora conduttrice della Domenica Sportiva, la carriera di Giorgia Cardinaletti è stata un crescendo approdando anche a programmi di intrattenimento, dai Premi Oscar a Los Angeles alla Prima del Teatro alla Scala di Milano, da Telethon al Premio Campiello entrando poi nelle case degli italiani ogni giorno come anchor del TG1. Ho raggiunto Giorgia, che ha gentilmente accettato di rilasciare un’intervista, per scoprire le emozioni che ha vissuto nella serata finale del Festival che ha condotto con il direttore artistico Carlo Conti e la cantautrice Laura Pausini.
Giorgia, ti abbiamo ammirata alla serata finale del Festival in tutto il tuo splendore e adorata per la tua professionalità e sicurezza. Che emozioni hai provato?
Ti direi sorpresa, era la mia prima volta sul palco dell’Ariston. Prima di tutto mi sono concentrata sulla discesa della famosissima scala, che vi assicuro è molto complicata da fare con i tacchi e in abito da sera. Poi la gioia immensa quando mi sono ritrovata sul palco davanti al pubblico del teatro e al calore dell’orchestra. È lì che ho visto il sorriso rassicurante di Laura Pausini e Carlo Conti. È stato bellissimo condividere il palco con due professionisti di grande talento.
La città di Fabriano ed il Paese intero hanno tifato per te. I telespettatori ti amano e ti apprezzano, qual è il segreto di Giorgia Cardinaletti?
Il segreto credo sia non avere segreti. Cerco sempre di essere me stessa rispettando al massimo il telespettatore. La mia linea è: mai mettersi davanti alla notizia. Quindi stile essenziale, sobrio, sincero. Alla base però deve esserci il contenuto, dunque preparazione, studio, verifiche. E poi una buona dose di empatia e ascolto.
Il video sul web del tuo collegamento con Carlo Conti, in cui annunciava la tua partecipazione alla conduzione della serata finale del Festival di Sanremo, ha ottenuto una marea di condivisioni. Possiamo dire che in quel momento hai realizzato un tuo sogno?
Sono cresciuta con la Rai e lavorare nel servizio pubblico è già un sogno realizzato. È un’azienda che mi ha permesso di crescere e sperimentare. Dalla tgr Marche, mio primo contratto, alle news di Rainews24 fino a Raisport e al tg1. Sanremo è stata una nuova avventura arrivata come una bellissima sorpresa. Ne sono molto felice.
Nella tua famiglia la musica ha ricoperto un ruolo fondamentale, hai respirato la musica sin da bambina. Che emozioni hanno provato i tuoi genitori e familiari nel vederti condurre la serata finale del Festival?
Sono stati presenti nel loro stile, e cioè senza mai essere invadenti. Non mi hanno fatto domande anche se immagino siano stati emozionati nel vedermi su quel palco. E poi fatemi ringraziare i tanti amici di Fabriano che mi hanno scritto. È stato bello ricevere tanti messaggi di affetto dalla mia città. Quanto alla musica, è vero: in casa, grazie a papà, ne abbiamo sempre ascoltata moltissima. Da questo punto di vista sicuramente Sanremo è un sogno realizzato, anche se non dovevo cantare. E per fortuna!
Quale momento della serata conserverai particolarmente nel cuore?
È stata una serata bellissima seppur complessa. Sabato mattina ci siamo svegliati con un’edizione straordinaria del tg1 che ci aggiornava sul nuovo conflitto in medio oriente che si stava aprendo in quelle ore. Così si è deciso di dedicare alla guerra il momento iniziale della serata. Ogni frammento di quel giorno è stato unico e speciale. Conserverò nel cuore questo Sanremo per sempre.
Giorgia, per molte ragazze che si avvicinano al mondo dell’informazione e del giornalismo rappresenti un esempio da seguire. Quanto lavoro e sacrifici ci sono dietro ai traguardi prestigiosi che hai raggiunto e che consigli ti senti di dare ai giovani che aspirano a fare del giornalismo una professione?
Fondamentale è credere fermamente in questa professione. Ogni percorso è fatto di ostacoli e difficoltà, quindi mi sentirei di dire a chi vuole iniziare questa avventura di non abbattersi se il sentiero appare tortuoso e complesso. Ogni intoppo può essere un’opportunità. Resto fermamente convinta che il ruolo del giornalista sia oggi più che mai necessario per informare i cittadini. Verifica dei fatti, correttezza verso lettori e telespettatori, studio e preparazione sono i requisiti minimi per lavorare nel mondo dell’informazione. L’intelligenza artificiale può aiutare, ma vuoi mettere l’intelligenza umana?
Possiamo anticipare ai nostri lettori qualche altro progetto a cui stai lavorando?Oltre alla conduzione e al lavoro in redazione sto lavorando al nuovo format di interviste tg1talks sul nuovo canale YouTube del tg1. L’idea è quella della chiacchierata formato podcast, un’idea che mi appassiona molto. Questo è un po’ il senso di questa nuova avventura. Abbiamo già realizzato Pausini, Conti e Ditonellapiaga, questa settimana uscirà Cocciante. Ma non saranno solo personaggi musicali, allargheremo anche ad altri.
Gigliola Marinelli

