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Comunità Energetica Rinnovabile (CER) : L’Intervista all’assessore Gabriele Comodi

Il 17 dicembre scorso si è ufficialmente costituita la “Città Appenninica”, la Comunità Energetica Rinnovabile (CER) di Fabriano promossa dal Comune di Fabriano con la Comunità Montana dell’Esino Frasassi e la Caritas Diocesana. Ne parliamo con il professor Gabriele Comodi, vice sindaco e assessore all’Innovazione e alla Transizione Economica del Comune di Fabriano.

Assessore, ambizioso obiettivo della Comunità Energetica è il coniugare la transizione energetica e la giustizia sociale. Di fatto, come si sostanzia questa mission nel tessuto comunitario dell’Appennino e delle aree interne?

Il primo obiettivo che ci poniamo è quello di dimostrare che le Comunità Energetiche possano funzionare ed essere una valida opzione per aumentare il numero di impianti rinnovabili trattenendo risorse economiche nei territori. Purtroppo, a livello nazionale, le Comunità Energetiche non stanno ottenendo ancora i risultati sperati. Un articolo de “Il Sole 24 ore” del 13 gennaio ha evidenziato che la potenza al momento istallata è pari 3,5% dell’obiettivo nazionale. Questo è dovuto al fatto che le CER sono di piccole dimensioni: il 63% delle CER in Italia ha una potenza inferiore ai 20 kW. La nostra CER punta a raggiungere una potenza superiore a 1.000 kW e quindi sarebbe tra le più grandi in Italia. Il vero obiettivo è comunque quello di coniugare transizione energetica e giustizia sociale. Per questo abbiamo fortemente voluto tra i soci fondatori la CARITAS. Per legge almeno il 45% dell’incentivo ottenuto deve essere ripartito per scopi sociali ed ambientali e vedremo in futuro come gestirlo e dove indirizzarlo; noi punteremo ad aumentare questa percentuale, anche se una parte dell’incentivo dovrà essere accantonata per ripagare l’investimento iniziale. Concludo rispondendo alla seconda parte della domanda. Il primo elemento sostanziale, che indica l’attenzione al tessuto comunitario dell’Appennino, sta nel nome stesso “Città Appenninica”: non l’abbiamo voluta chiamare CER di Fabriano proprio per dare un respiro ampio nell’ottica del percorso promosso dalla nostra amministrazione sul tema delle aree interne dell’Appennino. Il secondo elemento è che tra i soci fondatori ci sono l’Unione Montana, all’interno della quale c’è il nostro ambito sociale, e la Caritas Diocesana: entrambi i soggetti hanno una visione sovracomunale. Noi partiremo con la Configurazione di Fabriano e gli incentivi verranno ripartiti su Fabriano, ma la “CER Città Appenninica” potrà essere il contenitore per altre configurazioni, che gestiranno il loro incentivo nei propri territori di riferimento, ad esempio di Sassoferrato, Cerreto, Serra San Quirico, Genga, ma anche di altri comuni marchigiani o umbri che vorranno unirsi.

La CER è frutto di una visione che guarda anche oltre i confini regionali verso la vicina Umbria ed in particolare con la città di Gubbio. In che modo avete in mente di costruire questa rete tra territori?

La rete tra i due territori la stiamo già costruendo dal 2023 con la visione di “Città Appenninica”. La nostra CER si inserisce in questo percorso di “spazio urbano tra Marche e Umbria” per riprendere il titolo del convegno svolto nel 2023 proprio a Fabriano.

Questo progetto ha preso l’avvio grazie alla vittoria di un bando della Fondazione Cariverona da parte del Comune di Fabriano. Si partirà con la realizzazione di un impianto fotovoltaico al Foro Boario, come è strutturato questo primo progetto e che tempistiche sono previste?

Si esatto. Abbiamo vinto il bando della Fondazione Cariverona, ripresentando gran parte del progetto che avevo scritto nel 2022 per il bando “PNC Sisma CER” e che a quel tempo non era stato ancora finanziato. Cariverona ci ha affiancato con dei consulenti tecnici e giuridico/amministrativi che ci hanno aiutato a redigere lo statuto e l’atto costitutivo e che ci hanno seguito nei tre passaggi in Consiglio Comunale, dove la CER è stata votata all’unanimità. I 60.000 € vinti sono stati utilizzati principalmente per costituire la Comunità Energetica, per progettare e finanziare parte dell’impianto del Foro Boario da 50 kW. Questo è il primo impianto della CER che l’amministrazione ha finanziato prima ancora di sapere di essere stata ripescata dal bando sisma, nel luglio 2025. Senza questo impianto non avremmo potuto portare la CER in Consiglio Comunale e fondarla. L’impianto è in fase di realizzazione e dovremmo allacciarlo in primavera. Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli uffici coinvolti in questo bel lavoro di squadra: il nuovo ufficio progettualità, l’ufficio ambiente, l’ufficio lavori pubblici.

Particolarità della CER è la possibilità di creare un partenariato tra pubblico e privato (PPP), in cosa consiste questo strumento e quali finalità si pone?

In generale, il partenariato pubblico privato è un modo per le pubbliche amministrazioni di andare ad intercettare capitali privati per poter realizzare interventi che altrimenti non potrebbero essere fatti per mancanza di capacità economiche, tecniche e realizzative. Nel nostro caso, essendo il progetto finanziato al 40%, il PPP ci serve per andare a reperire, da un operatore privato, il restante 60%.

E’ già stato dato il via ad una manifestazione di interesse per il PPP, a quali operatori economici è rivolta?

La manifestazione di interesse per il PPP è ancora aperta e, salvo proroghe, si chiuderà a fine gennaio. La finalità di questo avviso esplorativo per la sollecitazione di proposte di partenariato pubblico privato è quella di individuare quello che tecnicamente sarà poi il “candidato promotore” della proposta che verrà messa a gara. L’invito è rivolto a tutte quelle società che abbiano capacità tecniche, economiche e gestionali per poter progettare, realizzare, manutenere impianti fotovoltaici e per gestire la Comunità Energetica, curando i rapporti con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), l’Ente che gestisce ed eroga il contributo a livello nazionale.

Il bando PNC Sisma dedicato alle Comunità Energetiche che investimento prevede e quali opportunità offre agli investitori privati?

Al momento il bando prevede un importo di spesa complessiva pari a 2.839.177,50 euro e un contributo di 1.135.671,00 euro (pari al 40%). Il progetto prevede la realizzazione di 47 impianti su immobili comunali per una potenza totale stimata di circa 1050 kW. Per quanto riguarda gli investitori privati suddividerei la risposta in tre categorie. La prima categoria è il soggetto aggiudicatario della procedura che avrà un ritorno proprio dal piano economico finanziario del PPP; la seconda categoria riguarda tutti i soggetti privati che vorranno partecipare alla CER con il loro impianto rinnovabile, allacciato in rete dopo il 17 dicembre 2025, e che potranno verosimilmente avere una quota parte dell’incentivo generato dal loro impianto. Infine, i privati che aderiranno come consumatori, avranno il vantaggio di partecipare alla decisione di come suddividere gli incentivi della CER; vedremo se ci sarà margine per ridistribuire l’incentivo tra i cittadini partecipanti.

Quali saranno i criteri di valutazione delle proposte pervenute che il Comune adotterà per l’avvio del partenariato pubblico-privato?

I criteri di valutazione sono esplicitati nella manifestazione di interesse; in sintesi sono: qualità e completezza della proposta, beneficio economico per l’ente e per la CER, cronoprogramma degli interventi, durata della concessione.

Gigliola Marinelli

Nella foto: Assessore Gabriele Comodi