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Vertenza Beko, le preoccupazioni della Fiom

La vertenza Beko non fa dormire sonni tranquilli a maestranze e sindacati fabrianesi. Si rischia di perdere anche la centralità del distretto industriale locale che, per anni, ha fatto la storia. Al momento le fuoriuscite dall’azienda con incentivi riguardano 23 dipendenti. “Premesso che queste uscite volontarie dall’azienda sono, nei fatti, parte di una procedura di licenziamento collettivo – dice Pierpaolo Pullini, segretario provinciale Fiom – è importante rimarcare che stiamo parlando di posizioni lavorative che non esisteranno più, in quanto non verranno rimpiazzate. Alcune sono alte professionalità che così abbandonano il nostro comprensorio, con il rischio di decretare, in sostanza, la fine di quello che è conosciuto come il principio di centralità del territorio di Fabriano nelle strategie di Beko Europe». Ai 23 dipendenti che hanno accettato gli incentivi (11 operai, 12  impiegati, cinque dei quali appartenenti all’area della progettazione) si devono sommare altri addetti messi in ammortizzatore sociale al massimo utilizzo (cassa integrazione a zero ore): circa 45 persone impattate sono le posizioni del centro Ricerca e Sviluppo del lavaggio. Si attende convocazione del Tavolo del lavoro al Ministero delle Imprese.