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Difendere le Cartiere, Fabriano Progressista: “Presidio permanente”

Fabriano – In attesa del Tavolo del Lavoro convocato dalla sindaca e di un nuovo passaggio ministeriale, il caso delle Cartiere di Fabriano continua a tenere banco. Domani è previsto un nuovo incontro tra Gruppo Fedrigoni e sindacati per l’avvio della cassa integrazione ad agosto e il premio di produzione. Intanto a chiamare tutti a scendere in piazza ci pensa l’Associazione Fabriano Progressista, con i consiglieri Armezzani e Arteconi. «Stanno smontando la nostra storia, pezzo per pezzo. Dobbiamo impedirglielo, con ogni mezzo: presidio permanente della fabbrica, per impedire che la trasformino in un capannone vuoto e intervento del Poligrafico. Difendiamo la carta, difendiamo il lavoro» l’appello che hanno lanciato in questi giorni con la richiesta di un presidio permanente e l’obiettivo di arrivare al Poligrafico. La presa di posizione arriva a una settimana dal convegno sul tema carta che ha visto protagonisti cittadini ed esperti del settore insieme. «Nell’assemblea è scaturita la proposta di impegnare il Poligrafico, e la sua decennale storia con le Miliani, per salvare il macchinario F3, tutelare la società Giano, difendere i posti di lavoro» fanno sapere i promotori. All’iniziativa ha partecipato il deputato Franco Mari (Avs).

Intanto, dopo il trasferimento, per la seconda volta, delle bobine di carta, dagli stabilimenti fabrianesi al Nord Italia per il taglio, la sindaca, Daniela Ghergo, aveva preso posizione la scorsa settimana: «I fatti denunciati dai sindacati in merito al comportamento di Fedrigoni, che lascerebbero ipotizzare un grave inadempimento degli accordi sottoscritti in sede ministeriale e regionale, destano preoccupazione. È fondamentale che quanto pattuito venga rispettato e che la Regione si attivi per garantirne l’attuazione. Da Fabriano, non accetteremo che vengano messi in discussione la produzione della carta nel suo territorio» le sue parole.

I sindacati, invece, si incontreranno domani con la proprietà. Dalla Cisl, Alessandro Gay, spiega: «Ci vedremo con l’azienda per affrontare, tra le altre cose, la questione del premio di risultato che contiamo di chiudere quanto prima. Poi sul tavolo c’è la cassa integrazione ordinaria che potrebbe partire già ad agosto: ripeteremo – dice Gay – che dovrà essere utilizzata il minor tempo possibile. Non mancherà un passaggio sulle ricollocazioni e sulla mancanza di un piano industriale. L’obiettivo, comunque, è un tavolo regionale e poi nuovamente al Ministero per capire il futuro del Gruppo». Dalla Cgil, invece, è Carlo Cimmino a fare il punto della situazione. «Siamo in attesa dell’avvio del progetto “carta valori” che potrebbe ricollocare altre 30 unità. Siamo preoccupati: ci sono lavoratori che ci hanno denunciato difficoltà, con rate del mutuo da pagare. Chi sta in cassa ha una diminuzione dello stipendio di circa il 50%. Anche lo spostamento di bobine ci allarma: non capiamo il motivo di delocalizzare questo lavoro che poteva essere fatto qui». Intanto oltre alle due settimane di agosto le fabbriche si potrebbero fermare per un’altra settimana, con la cassa integrazione ordinaria. «Chiederemo chiarimenti anche su questo» conclude Cimmino.

m.a.