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Coldiretti Marche: “Ottima apertura verso le nostre richieste, servono interventi urgenti per risolvere l’emergenza cinghiali”

Ancona – Il controllo della fauna selvatica si potrà effettuare in casi particolari anche nelle aree protette e urbane, mentre all’interno degli Atc agricoltori e cacciatori avranno pari rappresentanza, così come richiesto da Coldiretti nella commissione regionale di controllo. Sono queste le aperture più importanti rispetto alla nuova pdl sulla caccia. Il testo iniziale era stato fortemente criticato da Coldiretti Marche che, tuttavia, resta di vedetta per monitorare l’evoluzione della normativa in seguito al braccio di ferro di questi giorni. “Nel testo iniziale – denunciano da Coldiretti Marche – c’erano troppe lacune, come una disparità di rappresentanza all’interno degli Atc e della commissione regionale, l’incertezza del risarcimento dei danni derivanti da fauna selvatica all’agricoltura qualora non fossero state sufficienti le risorse regionali e l’assenza delle nuove disposizioni nazionali introdotte con la Legge di Bilancio 2023 che permettono di intervenire con la selezione anche nelle zone vietate alla caccia, comprese le aree protette e quelle urbane, sempre anche nei giorni di stop venatorio”. Sul de minimis, Coldiretti non calca la mano poiché con l’innalzamento a 25mila euro, i casi di sforamento nelle Marche si sono contati sulla punta delle dita e in più il governo sta provvedendo a un ulteriore innalzamento della quota ad azienda, ma i cinghiali sono sempre responsabili del 75% dei danni in agricoltura e l’Osservatorio Asaps anche di 11 incidenti stradali con feriti gravi nella nostra regione. Un grosso limite per gli imprenditori agricoli, frenati negli investimenti e costretti a scegliere colture meno remunerative, e un pericolo per tutti i cittadini sia per i sinistri, sia per il rischio di contagio della peste suina, innocua per l’uomo ma letale per i maiali. “Serve il nuovo Piano di Gestione della specie cinghiale– concludono da Coldiretti Marche – visto che quello in vigore è scaduto lo scorso anno ed è estremamente urgente il Piano di contenimento per la Peste Suina. Al momento abbiamo avuto rassicurazioni da parte della politica ma ci aspettiamo finalmente fatti concreti”. (cs)