Sanità fabrianese in difficoltà, la presa di posizione di Mina Fortunati (Spi Cgil)

di Mina Fortunati, Spi Cgil Ancona

Fabriano – Oggi sono a pormi domande su cosa rispondere ai cittadini che si rivolgono, inquieti, al sindacato per chiedere aiuto. Spesso mi sento dire: ma il sindacato che fa, perché non si impegna a frenare questa deriva della sanità, come ci aiuta ad affrontare i tanti altri problemi sociali, conseguenza della mancanza di lavoro che affliggono la comunità del territorio montano in particolare. Non è che non saprei rispondere su quanto il sindacato sta facendo, fa e farà, basta ricordare la recente piazza di Bologna, ma rimango basita per le bugie che amministratori regionali vanno farfugliando negli incontri con alcune categorie di addetti nei vari centri urbani.

Ho seguito a Fabriano la presentazione del piano socio sanitario regionale, quale rappresentante del sindacato pensionati italiani della Cgil insieme agli altri rappresentanti sindacali della Cisl e Uil, ai sindaci dell’unione montana, agli operatori sanitari e vari medici di medicina generale, fatta dal presidente Acquaroli e dall’Assessore alla sanità Saltamartini. In quella sede l’assessore alla sanità ci ha assicurato che il problema delle liste di attesa è risolto perché è stata data comunicazione agli operatori dei Cup di gestire le richieste diagnostiche nell’ambito del territorio delle nuove Aziende sanitarie territoriali. A parte la considerazione che il problema delle liste di attesa non è solo il dove ma anche e soprattutto il quando, dopo questa affermazione ho dovuto seguire un caso specifico per la richiesta di un esame ecografico, bene, la risposta del cup di Fabriano: nessuna struttura pubblica regionale è in grado di assicurare il servizio. Alla mia richiesta se fossero giunte informazioni relative ai nuovi criteri di prenotazione, la gentile operatrice mi risponde che non sanno niente, forse è una proposta, ma loro hanno un sistema al quale rivolgono la richiesta e ne registrano la risposta. Mi rivolgo al Cup regionale, stesso risultato ma con due possibilità a Fano fra un anno o Macerata a novembre. Peccato che il caso ha problemi di circolazione, bypass coronarici, è anziano sopra gli ottanta anni, senza macchina. Come si fa, ti vuoi curare allora paghi! Non tutti hanno questa possibilità eppure la nostra Costituzione ci dice che la salute è un diritto per tutti non discrimina nessuno. A questo punto mi chiedo quale credibilità possa avere l’affermazione del nostro Assessore regionale sul mantenimento del distretto sanitario di Fabriano quando ad una mia osservazione sul fatto che non è prevista una Casa di Comunità hub e su quanto scritto nella DGR già 1781, oggi 559 e sul PSS, dove si afferma che il distretto sanitario esiste per un territorio con un numero di abitanti non inferiore a 60.000.

Il decreto ministeriale 77 lascia alla Regione riconoscere i possibili motivi di variazione numerica della popolazione del distretto, per esempio legati alla disagevole conformazione del territorio, la nostra Regione nella sua delibera definisce solo il numero di popolazione che forma il distretto, non dice altro. Il territorio montano del fabrianese non arriva a quel valore, allora qual’ è l’attendibilità delle assicurazioni dell’Assessore, su quale criterio dobbiamo basare la credibilità delle sue assicurazioni. Personalmente ci leggo molta superficialità e mancanza di rispetto verso i cittadini perché non si può così spavaldamente offendere la loro intelligenza. Come sindacato assicuriamo tutta la nostra attenzione e unitariamente ci prepariamo a portare la voce di protesta nelle piazze per ricordare a questi Amministratori che governare democraticamente significa essere Pronti ma al confronto e insieme democraticamente crescere seguendo il dettato della nostra Carta Costituzionale. Aggiungerei che il Governo e il primo ministro vogliono decisamente cambiare. I sindacati risponderanno sempre: siamo pronti alla lotta per la difesa dei diritti umani, civili e democratici.