“Senza i giusti interventi a Fabriano si rischia di dover proclamare lo stato di calamità industriale”
Fabriano – In tanti hanno preso parte, questa mattina, in piazza del Comune a Fabriano di una delle manifestazioni provinciali indette da Cgil e Uil contro la legge di stabilità in concomitanza a quattro ore di sciopero. “La decisione delle Segreterie Confederali di svolgere la manifestazione dello sciopero generale nel territorio di Fabriano, è emblematica della condizione che si sta vivendo nell’area montana, dove oggi più che mai si rischiano ulteriori processi di desertificazione industriale, di perdita di posti di lavoro, a causa dell’impressionante crisi che colpisce il settore dell’Elettrodomestico. La mancanza di prospettiva industriale, di sbagliato utilizzo delle risorse a disposizione del Governo, non aiutano in alcuna maniera a risolvere le vertenze in corso sul territorio, in primis Whirlpool” hanno detto le parti sociali.
I sindacati, davanti a una nutrita schiera di tute blu, hanno nuovamente chiesto al Governo interventi seri per restituire potere di acquisto alla famiglie, per tutelare le aziende che rischiano di non reggere questa situazione e di salvaguardare i posti di lavoro, di farsi carico delle crisi industriali per evitare che territori come quelli di Fabriano restino abbandonati e le persone lasciate sole, mentre si persegue la logiche di rispondere alle esigenze di pochi e non a quelli di tutto il Paese”.
Ad alzare i toni Pierpaolo Pullini, Fiom: “Se non si faranno i giusti interventi a Fabriano c’è il rischio di dover proclamare lo stato di calamità industriale”. Pullini ha evidenziato, nel suo intervento, che è urgente “intensificare la lotta all’evasione, tutelare i posti di lavoro ed avviare una politica che permetta il taglio della tassazione in busta paga per permettere ai lavoratori di fare quelle spese che stanno da tempo rimandando”.
Il sindaco Ghergo
In piazza anche il sindaco di Fabriano, Daniela Ghergo (nella foto insieme a Pierpaolo Pullini, Fiom). “Lo sciopero generale proclamato oggi da Cgil e Uil – dichiara – rappresenta la condivisibile protesta contro l’impostazione iniqua della manovra finanziaria del Governo. La scelta di tenere a Fabriano la manifestazione provinciale rappresenta un forte segnale di attenzione nei confronti della nostra realtà, come dimostra la grande affluenza di lavoratori che questa mattina ha riempito Piazza del Comune. Fabriano rappresenta l’emblema dei territori in crisi che non devono essere abbandonati dalle politiche governative. Soprattutto nelle aree interne e montane la desertificazione industriale deve essere affrontata e combattuta con strumenti idonei, per evitare che la mancanza di rispose adeguate si traduca in perdita di nuovi posti di lavoro, aggravando la precarietà di un intero territorio. Ci aspettiamo – prosegue il sindaco di Fabriano – che il Governo ci fornisca attenzione e strumenti concreti perché il nostro territorio non può più permettersi di affrontare nuove crisi industriali che rappresenterebbero una ferita insanabile per il nostro tessuto produttivo, economico e sociale”.
Le reazioni
Denuncia Claudia Mazzucchelli, segretaria generale Uil Marche: “Protestiamo – dice – contro una Finanziaria inadeguata che non dà risposte al mondo del lavoro, ai pensionati, ai giovani. Abbiamo fatto delle proposte, non siamo stati ascoltati. Con l’inflazione al 10% e il caro energia fuori controllo, per noi 2/3 della manovra dovevano essere dedicati a lavoratori dipendenti e pensionati. Nelle Marche rappresentano il 90% dei contribuenti. La mancata rivalutazione delle pensioni, un peggioramento di Opzione Donna, la reintroduzione dei voucher fino a 10mila euro, di fatto negando ai lavoratori i diritti contrattuali, specialmente in settori delicati come l’agricoltura o la ristorazione, determineranno un aumento della povertà e del caporalato. Siamo convinti – continua Mazzucchelli – si possano fare scelte diverse rispetto a condono, flat tax o al depotenziamento della tassa sugli extra profitti che ridurrà la platea delle aziende a cui si applica, con conseguente riduzione del gettito da 12 miliardi previsti dal precedente governo a 2,2, miliardi”.
A Fabriano anche il capogruppo del Partito Democratico in Regione, Maurizio Mangialardi: “Siamo qui per ribadire che la Legge di Bilancio del governo Meloni è iniqua e inadeguata. Purtroppo molti avevano sperato che il sovranismo della destra fosse sinonimo di equità e attenzione ai bisogni delle fasce più deboli della popolazione, dei lavoratori e delle piccole e medie imprese in difficoltà. Oggi, a meno di tre mesi dalle elezioni, quelle speranze si sono rivelate delle vuote illusioni. Con questa Legge di Bilancio non solo non si danno risposte alle emergenze economiche ed energetiche, non solo si rallenta la transizione verde e si dimenticano scuola e sanità pubblica, ma viene complessivamente meno una visione di futuro e di società. Gli unici a trarre reale beneficio dalla manovra della Meloni saranno gli evasori fiscali”. A dirlo è il capogruppo regionale del Partito Democratico Maurizio Mangialardi, che questa mattina ha preso parte allo sciopero generale indetto a Fabriano da Cgil e Uil. “Ho molto apprezzato l’idea dei sindacati di svolgere questa manifestazione a Fabriano – continua Mangialardi – uno dei territori che risente maggiormente della difficile congiuntura economica, come dimostrano le numerose vertenze aperte, a partire da quella alla Whirpool. Credo non sfugga a nessuno come nell’area montana si stia scontando anche l’assenza di una strategia da parte della giunta regionale, volta a salvaguardare il distretto del “bianco”. Un’assenza già constatata lo scorso anno in occasione della vertenza Elica. La situazione rischia però ora di aggravarsi, perché la vistosa inadeguatezza della giunta Acquaroli potrebbe essere amplificata dall’indifferenza del governo Meloni, la cui politica industriale non sembra essere capace di offrire garanzie per la difesa dei livelli occupazionali”.
Marco Antonini

