Don Umberto Rotili: “Curiamo gli adulti, amiamo i giovani”

Fabriano – “Non sono d’accordo nel dire che va tutto male e che i giovani sono tutti senza valori senza ideali”. Poi l’affondo: “Curiamo gli adulti”. A pochi giorni dalle due risse che hanno convolto molti giovani al parco comunale, dieci dei quali già identificati e denunciati, parla don Umberto Rotili, vicario del vescovo per la città di Fabriano. In primo piano il problema educativo. “Vengo da un’esperienza di centro estivo presso l’oratorio della Misericordia con 30 animatori che avevano tra i 14 e i 21 anni. Posso solo dire cose meravigliose su di loro, sul loro impegno e determinazione, sulla loro creatività e capacità di mettersi in gioco” esordisce il parroco che ammonisce tutti: “Non me la sento assolutamente di dire che tutti i giovani sono uguali, né il mondo dei giovani ammalato. Forse respira soltanto le nostre di malattie, quelle che le nostre insicurezze e le nostre paure hanno loro trasmesso”. Il sacerdote e regista propone “una ricetta” per aiutare i giovani: “Curiamo gli adulti prima di tutto. Rendiamo i genitori più consapevoli di essere genitori e non amici, diamo regole chiare e fisse, forniamo ideali che possono aiutare i giovani ad andare oltre, oltre la mediocrità, il bigottismo e il moralismo. Oltre vuol dire andare verso Dio”. In primo piano la famiglia e i giovani che vanno accolti. “Dobbiamo imparare a confrontarci con la realtà di oggi e ad essere aperti e accoglienti. Ogni essere umano ha dentro di sé una scintilla che merita di essere scoperta e valorizzata”. Rotili analizza i giovani e la società. “I ragazzi hanno tante carenze, la più grande è quella affettiva. Sono circondati – dice – di persone e di cose, ma da poco affetto, da poche persone vere, stimolanti e capaci di credere in loro fino in fondo”. La diocesi, intanto, lavora con la pastorale giovanile sugli oratori: “Abbiamo la fortuna di avere un vescovo, monsignor Massara, che crede tanto nei giovani e disposto a valorizzarli e a promuovere ogni forma di pastorale possibile per farsi che la nostra chiesa sia sempre al passo con i tempi. Aspettiamo – conclude il vicario – il nuovo assessore alle politiche giovanili per programmare attività insieme”.

L’appello di don Umberto Rotili

“Crediamo nei giovani, ma sempre con un “ma, però”. Crediamo nei giovani e basta. Questo vuol dire che bisogna essere disposti a rimanere delusi, ad accettare i fallimenti, ad accettare che le cose non andranno come tu le avevi pensate, ma non vuol dire che andranno male… Potrebbero anche andare molto meglio del previsto, ma secondo la novità e la creatività dei giovani d’oggi e non secondo le nostre mentalità a volte assuefatte dall’età, dal fatto sempre così, dalla incapacità di cambiare o pensare in maniera diversa. Impariamo a pensare in grande, a tutti i livelli, dal più adulto al più giovani: il mondo ha bisogno di forza nuova, di speranza, di ottimismo e di luce. Noi cristiani siamo diventati, invece, l’emblema del dito puntato e del vedere il bicchiere mezzo vuoto… Siamo disposti a vedere sempre ciò che non va e mai a puntare su ciò che invece c’è ed è bello. Torniamo rendere le nostre parrocchie cuori pulsanti di positività e non tribunali da cui fuggire. Le parrocchie stanno ricostruendo gli oratori, con grande fatica. A Fabriano ci sono diverse realtà che stanno rinascendo dalle ceneri… Dobbiamo valorizzare tutti insieme. Non si può più lavorare da soli, bisogna per forza lavorare in sinergia. Abbiamo la fortuna di avere un vescovo che crede tanto nei giovani e disposto a valorizzarli e a promuovere ogni forma di pastorale possibile per farsi che la nostra chiesa sia sempre al passo con i tempi. Tutto questo è una fortuna, ed è un grande aiuto avere un pastore che dà spazio fiducia ai sacerdoti e a tutti coloro che hanno idee brillanti ed alte da proporre. Fabriano non è un luogo da buttare via, anzi è un luogo ricco di risorse, di creatività, di talento. Trasformiamola in una fucina di bellezza perché la nostra chiesa torni a parlare a tutte le generazioni.

Marco Antonini