Raddoppio ferroviario Genga-Serra San Quirico, presentate le alternative di tracciato

Fabriano – Alternative di tracciato, tutela del paesaggio e viabilità: questi i temi degli incontri che si sono tenuti in questi giorni presso la Biblioteca Sassi a Fabriano nell’ambito del raddoppio ferroviario lungo la linea Orte-Falconara. I residenti, intanto, riunioni in comitato non si arrendono e auspicano l’approvazione della variante, tra Genga e Serra San Quirico, “nel pieno rispetto dell’uomo e dell’ambiente”. Il coordinatore del Dibattito Pubblico Alberto Cena presenterà l’otto giugno la sua relazione che conterrà tutti gli elementi di questa serie di incontri e la consegnerà alla Conferenza dei Servizi. Il Comitato Gola della Rossa non si arrende: “Da RFI hanno dichiarato che faranno di tutto per rispettare le nostre esigenze ma, oggettivamente non hanno il tempo necessario. Il sindaco di Serra San Quirico, Tommaso Borri, ha dichiarato in assemblea, che non approverà il progetto in sede di Conferenza dei Servizi senza le varianti. Le integrazioni che ha chiesto la Soprintendenza Speciale PNRR – ribadisce il portavoce del comitato Euthimios Kotronias, residente a Palombare di Genga – non hanno avuto risposta. Oltre al “Lotto 2” di Genga per il raddoppio ferroviario mancano anche i tratti Terni – Spoleto, Campello – Spoleto e Foligno – Fabriano. La prima è iniziata il 1997 e non si sa quando finirà. La seconda “finisce” il 2035 e la terza non si sa se e quando inizierà. Tutto ciò ci lascerà più di 20 anni in mezzo ad infiniti cantieri nell’area del parco Gola della Rossa per non completare mai il raddoppio. Vale la pena?”. Il comitato è pronto a far sentire la propria voce e non è escluso che non riesca a interessare il presidente Mattarella. Intanto si è concluso il Dibattito Pubblico. Dopo un incontro tecnico con i rappresentanti della Regione, Provincia e Comune svoltosi mercoledì, il Dibattito Pubblico è proseguito con il primo incontro di approfondimento dedicato alle alternative di tracciato e all’analisi costi-benefici. Focus dell’incontro l’analisi della proposta di variante di tracciato avanzata dal Comune di Serra San Quirico, sulla quale RFI, Rete Ferroviaria Italiana, ha espresso le proprie considerazioni, sottolineandone le criticità a livello principalmente idraulico. Giovedì c’è stato un incontro di approfondimento sui temi ambientali e paesaggistici e uno su cantieristica, viabilità ed espropri. Grande attenzione per la questione barriere antirumore e sovrappassi: forte la richiesta, da parte della cittadinanza, di valutare la sostituzione del viadotto previsto presso la stazione di Serra San Quirico con un sottopassaggio. Un altro tema centrale è stata la viabilità primaria e secondaria e le aree di cantiere: con RFI si è discusso delle possibili varianti alternative proposte per salvaguardare gli edifici storici che il tracciato incontrerebbe e si è parlato del destino delle attività commerciali a La Cuna di Genga. Affrontato anche l’argomento espropri, in tutto sono più di 30 i fabbricati interessati: RFI ha chiarito insieme ai quasi quaranta partecipanti tutti i dettagli necessari per gestire il processo. “Approfondire ogni aspetto dell’opera con il territorio, raccogliendo istanze e osservazioni è il principale scopo di ogni Dibattito Pubblico – dice il Coordinatore del Dibattito Pubblico, Alberto Cena.- L’otto giugno la relazione conclusiva dopo essere andati con i cittadini della zona al cuore delle questioni”.

Marco Antonini

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