RADIO ED INTRATTENIMENTO: PARLA IL “RE DELLA NOTTE” EUGENIO PATASSI

La riapertura dei locali notturni e delle discoteche, dopo lo stop forzato a causa dell’emergenza pandemica, dal punto di vista degli operatori e frequentatori assidui degli stessi. Ne parliamo con Eugenio Patassi, storico imprenditore del Mondo della Notte, conosciuto ai più simpaticamente proprio come “Re della Notte”. Senza tralasciare la sua esperienza nel settore dei network radiofonici italiani per approfondire come il sistema radio, nazionale e locale, si è evoluto e trasformato negli ultimi decenni.

Eugenio, da addetto ai lavori nel mondo della notte e da frequentatore assiduo dei principali locali nazionali, quale impatto ha generato la pandemia da Coronavirus e come stanno rispondendo gli operatori del settore?

Gli operatori del Mondo della Notte, e qui voglio mettere tutti, titolari di discoteche e sale da ballo, baristi, buttafuori, Dj, animatori, vocalist, parcheggiatori, fornitori e tutte le persone che lavorano in questo mondo e per questo mondo, sono stati i più danneggiati dalla pandemia da Covid 19. Sono stati i primi a chiudere e gli ultimi a riaprire. Ma il problema si è generato anche per i frequentatori, soprattutto per i più giovani, perchè discoteca significa ballare, parlare, abbracciarsi, toccarsi, vedersi e divertirsi tutti insieme. Purtroppo queste emozioni non ci sono state per un anno e mezzo e questa non è certamente una situazione positiva per le generazioni giovani, lascerà in ognuno di questi ragazzi due anni di buco emozionale.

Questa nuova fase di riapertura dei locali, con un numero dimezzato di avventori, credi sia una scelta felice per i titolari di discoteche e club o nel lungo periodo alimenterà maggiore crisi nel settore? A queste condizioni, era meglio non riaprire?

Bella domanda questa, il 50% della capienza è certamente molto penalizzante per i gestori delle discoteche e club però è pur vero che è un punto di partenza, sperando che poi si torni alla normalità, quindi meglio essere ripartiti.

Anche a Fabriano, un piccolo centro di provincia, stanno aumentando i controlli delle forze dell’ordine con conseguenti provvedimenti di chiusura temporanea per i locali che non rispettano i regolamenti riguardo al ballo e le normative di sicurezza. Secondo te, sta diventando tutto fuori controllo anche per i gestori?

E’ difficile controllare la capienza, quindi non è colpa del gestore che non rispetta le regole. Magari un attimo ci sono un tot di persone che è pari al numero del 50 % consentito, poi entrano due o tre gruppi di persone ed ecco che sei fuori.

In tanti anni hai gestito e curato la direzione artistica dei più prestigiosi locali notturni regionali e della riviera romagnola. Dal Pasha di Riccione, non dimenticando la magica esperienza de L’ Odissea di Ancona e dello Shalimar di Senigallia. Come è cambiato il mondo della notte dagli anni ’80 ad oggi?

Sono cambiate le mode, sono cambiate le persone, è cambiata la musica, è cambiato il modo di comunicare, i giovani di oggi sono diversi da noi. Negli anni 80 c’era si e no il telefono fisso a casa, oggi con i cellulari fanno le videochiamate in ogni parte del mondo ed in qualsiasi momento, giocano insieme a carte e a calcio senza neanche conoscersi. Quindi anche le discoteche si sono adeguate, andando sempre più verso prodotti musicali che a noi farebbero venire i brividi!

Non posso non ricordare la tua pluriennale esperienza nel mondo dei principali network radiofonici italiani. Cosa ti è rimasto nel cuore del “famigerato” mondo della radio?

La RADIO, volutamente maiuscola, è un mondo per pochi. Noi che lo abbiamo vissuto fin dall’inizio, con le famose radio libere, è stato il periodo più bello in assoluto. Poi con la legge Mammi del 1990 è finito il mondo delle radio libere e sono subentrate le regole e le regole hanno fatto diminuire le radio locali ed ingrandire sempre di più le nazionali.

Tra pochi giorni, esattamente il 3 dicembre, festeggeremo i dieci anni di vita dell’emittente Radio Gold Fabriano. Mi avete affidato con grande fiducia la direzione della radio, insieme a tuo cugino Claudio, lasciandomi veramente carta bianca. Credi che sia stata vinta la nostra scommessa di “una radio fatta dalla gente” e profondamente radicata nel territorio?

Ce ne sono rimaste poche di emittenti che ancora puntano su una radio locale libera, come era una volta. Sei l’unica che porta avanti una radio libera del territorio, quindi hai vinto. Brava, applausi!

Gigliola Marinelli

 

 

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