Ciao Mattia, “era impossibile non volerti bene”

La città piange Mattia Orsi, l’escursionista 30enne, che aveva la montagna nel cuore, scivolato, sabato mattina, per circa 100 metri dalla cresta che sale a Pizzo Berro nel cuore del Parco dei Monti Sibillini, tra le province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo. Purtroppo non c’è stato nulla da fare per lui. Le squadre di terra del Soccorso Alpino e Speleologico, insieme all’elisoccorso Icaro 2, hanno recuperato il corpo del giovane che si era fermato alla base della parete in una zona molto impervia. Sta bene, invece, l’altro escursionista, anche lui di Fabriano, che, sotto choc, ha allertato i soccorsi. Nei prossimi giorni le esequie. A Fabriano ieri è stato il giorno del cordoglio e dei ricordi. Un gruppo di amici ha lanciato la proposta di installare una croce o una pietra in ricordo nel punto della drammatica caduta del giovane. Nel centro Italia Mattia Orsi era conosciutissimo per la sua passione per le fotografie scattate nelle sue amate montagne. Racconta un escursionista: “Per molti di noi il nome di Mattia era familiare grazie alle sue splendide foto dei Sibillini, condivise da un po’ tutte le pagine che cercano di raccontare queste montagne attraverso la loro grande bellezza. Una bellezza che da anni potevamo ammirare anche attraverso lo sguardo sensibile e appassionato di Mattia”. Stefania Vecchi scrive sui social: “Mattia sai della stima, dell’affetto di chiunque abbia avuto la fortuna di averti incontrato anche solo per un attimo. Era impossibile non volerti bene e non rimanere affascinati dai tuoi racconti e dalle tue foto”.

Ricorda Giulia Caterbetti: “La montagna ha deciso di tenerti con lei, eri troppo per noi, anima pura e nobile, un figlio perfetto, un ragazzo diventato uomo troppo in fretta con dei valori che oggi nessuno o quasi nessuno ha! Un amore ed un rispetto per gli animali e la natura che mi ha sempre affascinato! La tua mamma mi raccontava sempre che da piccolissimo quando ancora parlavi a stento le correvi dietro con l’enciclopedia degli animali per fartela leggere e non ti stancavi mai di ascoltare tutti quei nomi strani. Conoscevi ogni animale e pianta con il suo nome scientifico, a volte mi chiedevi consigli come veterinaria ma posso assicurarti che si, io conoscevo la medicina, ma di animali ne sapevi molto più tu di me! Una notte, mentre tornavi da uno dei tuoi mille giri per fotografare gli animali mi hai chiamato perchè avevi trovato un gufetto ferito e ti sei precipitato a portarmelo! Non esistono parole per descriverti né tantomeno per colmare il vuoto che lasci, posso solo prometterti che starò vicino alla tua mamma, sempre e comunque, perché perdere un figlio è disumano ma perdere te ancora di più! Ciao giovane ma grande Uomo, ora puoi abbracciare il tuo amato padre!”

Il ricordo su Facebook della mamma: “Amore di mamma, sei volato in alto vicino al tuo babbo amatissimo, Luca ti aspetta a braccia aperte… Lui che ti ha amato tanto… e tu che sei stato sempre desideroso di avvicinarti a lui… Le tue montagne te lo facevano sentire vicino… Ora vai amore mio vola da lui, mamma sta qui e conserva tutto di te. Tua mamma piccolina che è cresciuta con te… vola amore mio… vola in alto dove meriti di stare più in alto di tutti perché tu sei il vero principe dei sogni… Tu umile, puro, vero, nobile… vola amore mio…ti amo tanto…mio principe dagli occhi di ghiaccio… ringrazio tutti per il grande calore e affetto che mi avete dato… nella mia vita so di aver fatto un miracolo grande: ho messo al mondo un uomo vero”.

Marco Antonini

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