Un gigantesco murales della fabrianese Stella Bosini

A Salvador capitale dello stato di Bahia, uno dei ventisei stati della Repubblica Federale del Brasile che si affaccia sull’oceano atlantico, da diversi anni risiede la fabrianese Stella Bosini. Salvador è stata la prima capitale del Brasile dal 1549 al 1763, poi Rio de Janeiro dal 1764 al 1960 e oggi è Brasilia una città costruita in soli quattro anni. Salvador fu il primo porto coloniale Portoghese e secondo al mondo per la tratta degli schiavi, dove furono sbarcati 1.500.000 africani in catene destinati alle piantagioni. Un misto di insediamenti europei, culture indigene e migrazione forzata dall’Africa hanno creato una società multiculturale. Salvador ha un centro storico caratterizzato da vicoli acciottolati che si aprono in ampie piazze con edifici colorati e chiese barocche. Salvador è la terza città più grande del Brasile con duemilioniseicentomila abitanti. Il Municipio di Salvador ha finanziato nel mese di febbraio scorso un progetto culturale di arte visiva, murale, con questa motivazione: “l’Arte come strumento per fornire un sentimento di Unione e Accoglienza di fronte a questo così difficile scenario di pandemia e isolamento sociale, ma che hanno un carattere senza tempo. Il progetto svolge il ruolo di portare l’Arte alle popolazioni svantaggiate, essendo situato in una regione della città dove convivono le diverse classi sociali che compongono la popolazione di Salvador”.

Il progetto di Arte Verticale ha coinvolto 50 artisti della regione di Bahia e sono stati selezionati quattro disegni di cui uno di Stella Bosini. Lo slogan del tema era: “Tutti uniti…tutti separati”, in riferimento alla drammatica situazione della pandemia. L’opera che Stella ha eseguito in una palazzina situata davanti al porto è di queste dimensioni: 35 metri di altezza e 7 metri di larghezza, realizzata con l’aiuto di una piattaforma elettrica sostenuta da corde che si muovevano con due motori. Stella riferisce che “l’ascensore” si muoveva ad ogni suo passo e con le correnti d’aria c’era il rischio di soffrire “il mal di mare”, poi ci si abitua, comunque è stata una bellissima esperienza durata una settimana con molte soddisfazioni e il sogno di avere eseguito questo mio primo grande murales. Stella ora ci descrive la poetica del disegno (v. foto) dal titolo -Le guardiane – “Oggi è molto importante prendersi cura della terra, stiamo vivendo un momento molto difficile in Brasile, con la distruzione di gran parte della foresta Amazzonica, per gli attentati ai leader politici indigeni che lottano per il loro territorio e per la loro cultura. Queste quattro opere ben visibili possono sensibilizzare l’opinione pubblica a riflettere sui temi sociali che stiamo vivendo.

Le due giovani donne raffigurate sono in simbiosi attraverso la natura e la magia delle foglie che danzano, guariscono, proteggono. Il paesaggio che le circonda rappresenta la fine di un periodo fertile, vigoroso, egualitario. Il deserto, il sole, il cielo e il fiume sono surreali, per mano di uomini che hanno alterato il ciclo naturale della vita e del tempo. I guardiani della terra americana sono i nativi con la loro cultura, lingua e filosofia e continuano a lottare costantemente per i loro diritti. Così come la presenza afro-americana che cura e preserva la grande cultura, saggezza e anima del popolo Africano”. Per la Bosini l’arte è un balsamo per l’anima è prendere coscienza delle cause di vitale importanza collettiva e individuale. L’arte è un pensiero, un farci ragionare per arrivare ad una emozione, un meravigliarsi per la bellezza che l’opera ci trasmette.

Sandro Tiberi

Foto: @diegosei13 fotografo bahiano

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