INSIEME A CASA
di Marco Antonini
Se ne è andato don Alfredo e la chiesa Cattedrale di Fabriano è più vuota. Nell’arco di 30 giorni, infatti, sia lui che don Aldo Mei, le due colonne di San Venanzio, per più di mezzo secolo, non ci sono più. Fa effetto entrare in Duomo e non vederli. Prima don Aldo, nascosto nella cappella del Santissimo Sacramento, con i suoi libri nelle lingue antiche, sempre pronto a confessare, poi don Alfredo, che ha fatto dell’accoglienza e della disponibilità il suo punto di forza. Il Museo Diocesano era il suo fiore all’occhiello. Teneva alle celebrazioni in modo particolare. A Santa Maria in Campo ha lavorato per anni per realizzare la palazzina dell’oratorio “Il tesoro nel campo”. Fabriano era la sua casa, i giovani, gli scout la sua famiglia. Quando è arrivata la notizia, telegrafica, tramite Whatsapp, “E’ morto don Alfredo”, abbiamo toccato ancora una volta con mano quanto questo virus fa male e non possiamo che dire una preghiera per lui e impegnarci, tutti, di più, nel rispetto delle regole. Don Alfredo tornerà oggi, lunedì 12, in Cattedrale. Veglia di preghiera, sia questo pomeriggio, che domani alle ore 18,30. Mercoledì, alle 11, le esequie, sempre in Cattedrale, presiedute dal vescovo emerito, monsignor Giancarlo Vecerrica, insieme al clero diocesano. Poi la sepoltura nel cimitero di Santa Maria, a poche centinaia di metri dalla sua chiesa che ha servito per tanti anni.
“La pandemia – dice il Vescovo, Francesco Massara – che così duramente ha colpito la nostra diocesi ci ha portato via anche l’amato parroco della cattedrale, don Alfredo Zuccatosta. Adesso è il momento del pianto, ma in cuor nostro Gesù ci dona sempre la consapevolezza che non è la morte ad avere l’ultima parola. Don Alfredo amava la sua missione e conosceva affanni e speranze dei fedeli ai quali ha dedicato la vita. Il dolore per la sua scomparsa non cancella il senso di gratitudine verso il Padre per avercelo donato. Nulla di ciò che ha fatto andrà perduto. Tutto ciò che ha dato al prossimo gli viene riconosciuto nella sua nascita al Cielo”.
Dice don Tonino Lasconi, parroco di San Giuseppe Lavoratore: “Un ricordo, un grazie, una preghiera per don Alfredo anche a nome dell’Azione Cattolica dei Ragazzi della nostra Diocesi che egli ha contribuito a nascere e a crescere già da seminarista con la sua presenza ai camposcuola e poi da giovane prete. Nella foto, a Salmata 1971, i ragazzi lo fanno volare”. Sui social il ricordo del sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli: “E’ un periodo molto difficile per la nostra comunità, messa a dura prova da queste continue notizie. Lo sgomento è veramente grande e per ora non riesco a fare altro se non stringermi intorno alle loro famiglie esprimendo a nome mio la vicinanza di tutta la città”. L’ex sindaco di Matelica, Alessandro Delpriori, racconta: “Mi è capitato molte volte di studiare la Cattedrale di Fabriano, prima per Allegretto Nuzi, poi per il Crocifisso ligneo dell’altar maggiore e infine per Gentileschi, Giuseppe Bastiani e le grandi decorazioni a stucco che ornano tutto l’insieme. Don Alfredo era sempre lì, a chiedere, a suggerire, ad informarsi e a dare una mano. L’ho conosciuto bene, Alfredo, anche perché mi chiedeva di Matelica, degli scout a cui lui era legatissimo, del Museo e certo, pure della politica. L’ho visto l’ultima volta a fine febbraio, per un sopralluogo che abbiamo fatto per la prossima mostra di Allegretto Nuzi. La sua disponibilità per il nostro lavoro è stata incredibile, la sua curiosità per le scoperte anche più piccole era una soddisfazione anche per noi. Mi mancherà don Alfredo. Fai buona strada”.


