PASQUA IN FAMIGLIA, IL MENU’

Fabriano – E’ in arrivo una nuova festività, quella pasquale. Il weekend del 3, 4 e 5 aprile infatti sarà quello della Santa Pasqua, ancora blindata. In base all’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza infatti, alle otto Regioni e una Provincia autonoma che si trovano già in zona rossa (tra cui le Marche) si uniranno anche Valle d’Aosta, Calabria e Toscana. Il che vuol dire niente spostamenti, visite ad amici e parenti solo se si è in due, ma no ai passaggi da una regione all’altra. Questo dovrebbe essere il leitmotiv di aprile. E chi sta soffrendo di questa pandemia, è anche la tradizione. La Pasqua per le famiglie è sinonimo di riunione, di condivisione più totale e anche questo, negli ultimi due anni, è venuto meno. Per parlare di queste tradizioni e di menù di Pasqua, abbiamo contattato due signore fabrianesi, impegnate da decenni nella cucina tipica locale che è da sempre minimo comun denominatore della famiglia che siederà in tavola. La prima è la novantenne Italia Mezzanotte, la quale, unendosi in matrimonio con Giuseppe Baldini, ha sposato anche la tradizione della colazione di Pasqua della famiglia Baldini.

“Inizia tutto con la visita del parroco che benedice uova, vino, sale e, se passa in occasione della settimana santa (la settimana post Domenica delle Palme che introduce quella pasquale), anche il pane. La mattina di Pasqua poi – afferma la signora Italia Mezzanotte – come prima cosa si mangiano le uova benedette, utili anche perché le famiglie, avendo al seguito molti bambini, giocavano a “Scoccetta””. Per i pochi che si stessero chiedendo di cosa parliamo, devono sapere che nel periodo pasquale si svolge ancora in molti paesi delle Marche la tradizionale gara di “Scoccetta”, ovvero la gara effettuata con le uova sode, talvolta precedentemente dipinte. Il regolamento è semplice: i concorrenti, uno alla volta, battono la punta di un uovo contro quella di un altro; l’uovo “scocciato”, ovvero incrinato, diventa di proprietà del concorrente uscito indenne dallo scontro. Alla fine, vince quello col bottino più grosso. “La tradizionale colazione di Pasqua – ci confida la signora Mezzanotte – procede con salame di fegato e di carne accompagnati da pizza di formaggio e pane benedetto. Prima di concludere con le pizze dolci di Pasqua, coratella di agnello e frittata con la mentuccia che si andava a raccogliere i giorni precedenti. Ma la storia andava sempre per le lunghe, essendo un momento di ritrovo, le famiglie chiacchieravano, i bambini giocavano con le uova benedette e si arrivava a metà mattina inoltrata”. Ma c’è un punto in particolare che la signora Italia Mezzanotte vuol toccare: “Negli anni passati era un sacro momento di unione anche per i figli che vivevano con le proprie famiglie anche fuori città, facevano ritorno in casa per vivere la Pasqua. Quando ero sposata con Giuseppe ospitavamo per la colazione anche suo fratello insieme alla moglie e tutti i nostri nipoti con le loro famiglie. Appena svegli ci si preparava con la vestaglia per l’occasione e ci si riuniva tra cibo e chiacchiere”. E dalla colazione siamo già pronti a spostarci al pranzo, ma soprattutto in un’altra casa. Ad Attiggio, piccola frazione a qualche chilometro da Fabriano, troviamo Adelmira Torretti (per tutti Miretta), (foto) un’ottantunenne anch’essa impegnata da decenni nel tradizionale pranzo di Pasqua. Adelmira ha sposato Angelo Ciappelloni ed ha sempre ospitato figli, relative mogli o mariti e nipoti tutti. Particolarità vuole che in questa famiglia non sia presente la tradizione della colazione di Pasqua, ma soltanto la riunione del pranzo.

“La preparazione parte dal giovedì antecedente la domenica di Pasqua – afferma la signora Adelmira Torretti – quando preparo la base delle portate del menù: la sfoglia delle lasagne impastando uova e farina e i tortellini per il brodo. Durante la giornata di sabato preparo poi proprio il brodo e le costine di agnello e il pollo da fare al forno”. La domenica di Pasqua della signora Adelmira inizia prestissimo, alle sei circa, perché è impegnata nell’accensione del forno a legna costruito da suo marito quasi cinquant’anni fa (ed è proprio lì che ogni portata prende il sapore unico della tradizione). “Dopo aver acceso il forno preparo le lasagne e le inforno insieme a costine di agnello e pollo – prosegue “Miretta” – per chiudere preparo le patate arrosto (sempre di sua produzione, ci tiene a precisare, perché la signora Adelmira alleva e produce in casa tutto ciò che porta in tavola) e un’insalata. Sono poi i nipoti e i figli, quando arrivano per pranzo, a ritirare dal forno tutte le portate. Dopo lasagne rosse e tortellini in brodo, si mangia quindi agnello e pollo arrosto e per chiudere la tradizionale pizza dolce di Pasqua”. E anche lei ci tiene a toccare, per chiudere, un punto simile alla signora Mezzanotte: “Una volta superavamo anche le quindici persone, si tornava sempre a casa dei genitori per Pasqua, ora non arriviamo alla decina, le tradizioni cambiano. Dopo pranzo un caffè, si esce a passeggiare e ci si saluta”. Il mio personale ringraziamento va a tutte le nonne che negli anni, anche sole, hanno accolto ed accolgono figli e nipoti con amore e piatti dai sapori che forse, siamo destinati a perdere. Un (virtuale) abbraccio a tutte le persone che hanno perso l’affetto di un caro in questo anno di Covid, sperando che torneremo presto a condividere anche tutto ciò che concerne la famiglia e le festività.

Lorenzo Ciappelloni

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