FABRIANO – DIBATTITO RIFIUTI, ITALIA VIVA PRENDE POSIZIONE

di Italia Viva Fabriano

Nella Zona Montana si è aperto il dibattito rifiuti. Per anni lo slogan è stato noi non vogliamo gli impianti vicino casa, (Sindrome NIMBY – inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile sul retro”) certi che qualcun altro si sarebbe dovuto assumere l’onere di smaltire o trattare i rifiuti che tutti giornalmente producono, comunque, e indipendentemente dalle accortezze del singolo cittadino.

Ora si parla da un lato di un impianto di recupero della frazione organica dei rifiuti domestici da collocarsi a Fabriano, dall’altro lato di un impianto di smaltimento rifiuti – Discarica – di competenza dell’Assemblea Territoriale d’Ambito della Provincia di Macerata che verrebbe insediato nel territorio del comune di Matelica, si dice confinante (9 KM???) con Cerreto d’Esi. Vogliamo qui semplificare la nostra posizione. Questa società ha bisogno di più responsabilizzazione e non invece di contrapposizione ideologica a tutto quello che sembra non piacerci. Da ciò deriva che Itala Viva non è contraria a prescindere alle iniziative che tendono a recuperare le frazioni di rifiuti intercettate dalla raccolta differenziata che dopo trattamento comunque produrrebbe una minima porzione da collocare in discarica insieme alla frazione di “non recuperabili” già separati in fase differenziazione dal cittadino. La nostra posizione è: verifica dei progetti, verifica della migliore collocazione impiantistica e soprattutto verifica che siano adottate le migliori tecnologie per evitare qualsiasi tipo di dispersione nell’ambiente. A tale proposito saremo promotori di un “Comitato di Controllo” con l’intenzione di divenire interlocutori delle istituzioni al fine di verificare che le migliori tecnologie e le migliori pratiche vengano adottate in occasione della realizzazione di impianti di qualsiasi genere.

E’ un modello nuovo? non previsto forse dalle normative vigenti? ma proprio per questo, riteniamo che sia giunto il momento di atti di responsabilità e controllo e non di contrapposizione che allungano solo i tempi di realizzazione di una qualsiasi infrastruttura facendone lievitare i costi. Se i proponenti e i futuri gestori sono in buona fede, non dovrebbero avere remore a sottoscrivere anticipatamente un protocollo di intesa con questi contenuti. In tre parole vogliamo conoscere gli atti, le procedure e i progetti prima di esprimere qualsiasi opinione. Oggi esistono impianti di videosorveglianza che possono trasmettere in rete le immagini e consentire il controllo delle attività, accesso all’impianto da parte del comitato di Controllo ecc.. Questo è il nuovo modello che proponiamo, questo si a prescindere.

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