UN PAZIENTE POSITIVO NELLA RIANIMAZIONE COVID FREE DI FABRIANO

di Marco Antonini

Fabriano – All’ospedale Profili si naviga a vista. Non solo si precettano i medici per andare a lavorare nell’area Covid, (quella che sulla carta avrebbe dovuto essere un appoggio in attesa di trasferimento del paziente in ospedale apposito) e si accorpano i reparti nell’unico ospedale “covid free” dell’Area Vasta 2, ma c’è di più. Da alcuni giorni è stato ricoverato addirittura un paziente in Rianimazione. Si, in quella struttura, con 5 posti letto, lasciata libera per chi ha necessità pur non avendo il coronavirus. Capita, infatti, che c’è chi soffre di infarto, di ictus, senza considerare che in alcuni casi i medici abbiano la necessità di tenere un paziente alcune ore in terapia intensiva dopo un intervento particolarmente complicato. La Rianimazione di Fabriano è (o era) considerata “pulita”, cioè per pazienti che non hanno il covid, eppure un paziente (della Vallesina) risultato positivo al covid è stato operato a Fabriano e poi ricoverato in Rianimazione. C’è preoccupazione in ospedale per questa decisione che non fa dormire sonni tranquilli al personale del Profili. A occhio e croce tutte le regole date fin qui rischiano di saltare. E’ chiaro che non si può avere una Rianimazione mista, cioè sia per positivi e negativi in una struttura di piccole dimensioni come quella della città della carta, ma posizionare un degente in questo modo, nonostante le precauzioni che, immaginiamo, il personale avrà usato, fa alzare il livello di guardia e mette tutti su chi va là.

La situazione rischia di sfuggire di mano. Forse con una programmazione migliore si potevano creare due reparti separati completamente visto che il personale non può essere in comune perché si deve evitare ogni tipo di contaminazione. In molti si chiedono se si sarebbe dovuto operare nelle strutture specifiche, tipo a Jesi. Ad oggi il Profili, “covid negativo” ha un reparto vero e proprio per il ricovero dei casi accertati, dove ieri c’erano 8 pazienti. Lo hanno chiamato area “buffer”, come se fosse di transizione, ma per carenza di spazi altrove così non è. A questo si aggiunge il nodo del personale: per garantire medici e pazienti (la mattina è a carico del pronto soccorso), nei turni pomeridiano e notturno è stata richiesta la disponibilità dagli operatori degli altri reparti dell’ospedale, sia chirurgici che internisti, ma dovrebbero esserne arrivate poche di risposte positive e quindi si passa agli ordini di servizio (obbligandoli a reinventarsi internisti/infettivologi in pochi giorni). C’è paura nel dover poi tornare nel proprio reparto, con il rischio di mischiare tutto, senza dimenticare che le assicurazioni non coprono eventuali controversie legali. Oggi, intanto, ci dovrebbe essere una riunione tra i medici del Profili. In città, intanto, ci sono più di 310 positivi. Presso la Casa di Riposo Santa Caterina, invece, è stato creato il reparto “no covid” per i nonnini guariti. Lo staff è stato potenziato con una infermiera e un’oss che sono risultate, al controllo, negative.

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